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Caso camici in Regione Lombardia
13 Maggio 2022
15:55

Caso camici: nessun processo per il Governatore Attilio Fontana

Non ci sarà alcun processo per il Presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, relativamente al caso camici.
A cura di Ilaria Quattrone
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Caso camici in Regione Lombardia

Nessun processo per il Presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana: è quanto ha stabilito il giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Milano. Il Governatore era stato iscritto nel registro degli indagati  con l'accusa di frode in pubbliche forniture nell'inchiesta ormai nota con il nome di "Caso Camici". Oltre lui, erano coinvolte altre quattro persone, tra le quali il cognato Andrea Dini: per tutti – come apprende Fanpage.it – il giudice ha deciso "il non luogo a procedere". Oltre a Dini e Fontana erano infatti coinvolti l'ex direttore di Aria Filippo Bongiovanni, la dirigente di Aria Carmen Schweigl e il vicesegretario generale di Regione, Pier Attilio Superti.

Le accuse mosse dagli inquirenti

I pubblici ministeri, Paolo Filippini e Carlo Scalas, al termine delle indagini avevano richiesto per tutti e cinque il rinvio a giudizio. L'indagine aveva provato a far luce sulla richiesta di dispositivi di protezione individuale – attraverso la controllata Aria Spa – durante la prima ondata pandemica e precisamente nel periodo tra marzo e aprile 2020. Gli inquirenti avevano posto sotto la lente di ingrandimento il contratto da mezzo milione – che avrebbe poi consentito la fornitura di 75mila camici – stipulato con la Dama Spa, azienda controllata al 90 per cento dal cognato di Fontana.

La decisione del gup

Secondo gli inquirenti, a un certo punto, per evitare polemiche sul conflitto di interesse che sarebbe scattato dal legame di parentela e per tutelare l'immagine politica di Fontana, il contratto sarebbe stato trasformato in una donazione. Sarebbe quindi stato anteposto il proprio interesse personale. Il Per il gup invece "il fatto non sussiste" e non ci sono elementi tali da poter stabilire un luogo a procedere: da qui la decisione di archiviare la posizione dei cinque.

Gli avvocati: Fontana è commosso

Gli avvocati di Attilio Fontana hanno poi affermato: "Il Presidente è stato screditato con un'indagine che ha travolto lui e la sua famiglia psicologicamente, questo è veramente un regalo". Fin dalla richiesta di rinvio a giudizio da parte degli inquirenti, la difesa aveva sostenuto che questi ultimi avevano dato "una lettura molto accusatoria dei fatti". Il Governatore, raggiunto al telefono dei suoi legali, si è detto "commosso" dalla notizia. In una nota stampa ha poi ribadito: "Sono felice. Felice innanzitutto per aver tolto un peso enorme ai miei figli e a mia moglie. E poi i lombardi, tutti quei lombardi, e sono moltissimi, che mi hanno sempre sostenuto".

Moratti: Confermata piena onorabilità all'istituzione

Appresa la decisione del giudice, diversi esponenti politici hanno scelto di commentare la vicenda. Tra loro anche la vicepresidente di Regione Lombardia, Letizia Moratti: "La decisione odierna del gup, affermando l'insussistenza delle accuse, conferma piena onorabilità all'istituzione regionale e a un uomo onesto. Il lavoro mai venuto meno per il bene dei cittadini lombardi, prosegue da oggi in modo ancor più incisivo e convinto".

Il commento del Movimento 5 Stelle

Diversi anche i consiglieri delle opposizioni che hanno voluto dire la loro: "In alcun caso la decisione del Giudice avrebbe modificato il giudizio politico sull’inadeguatezza mostrata da Fontana e dal centrodestra tutto durante il corso della pandemia e, più in generale, durante l’intero mandato", sostiene il consigliere regionale del M5s Nicola Di Marco.

Pd: Proscioglimento non ne cancella l'inadeguatezza

“Il proscioglimento di Fontana non ne cancella l’inadeguatezza. La vicenda giudiziaria si chiude qui, non così quella politica, sulla quale rimane il nostro giudizio nettamente negativo che ci aveva portato a presentare in Aula la mozione di sfiducia", affermano il segretario regionale Vinicio Peluffo e il capogruppo in Regione Fabio Pizzul del Partito democratico. "Fontana ha mentito ai lombardi, cercando di nascondere un pasticcio dai contorni molto imbarazzanti, basti pensare al bonifico compensativo dal conto svizzero. Per noi Fontana non era adeguato prima e non lo è ora, tantomeno lo sarà domani se la Lega e il centrodestra decideranno di ricandidarlo.”

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