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Caporalato nel Mantovano, scoperto un laboratorio tessile in un edificio inagibile: sanzioni per 30mila euro

È stato scoperto un laboratorio tessile abusivo in un edificio inagibile nel Mantovano: lavoratori in nero, turni massacranti e gravi irregolarità. Il proprietario è stato denunciato per caporalato, le sanzioni superano i 30mila euro.
A cura di Giulia Ghirardi
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Immagine di repertorio
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Lavoratori costretti a vivere e lavorare ammassati in un edificio dichiarato inagibile, trasformato in una fabbrica invisibile del tessile. È questo quanto scoperto dai carabinieri del nucleo ispettorato del lavoro di Mantova che hanno trovato un laboratorio tessile irregolare a San Giacomo delle Segnate.

Al termine dell'operazione è stata disposta la sospensione dell'attività e il titolare dell'azienda è stato denunciato per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Le sanzioni amministrative e le ammende superano i 30 mila euro.

Le indagini

L'intervento dei carabinieri rientra nei controlli disposti sul territorio nell'ambito delle attività di contrasto al lavoro sommerso e allo sfruttamento della manodopera.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, nello stabile erano presenti circa dieci cittadini cinesi impiegati nella produzione di capi tessili. L'immobile, già oggetto di un provvedimento comunale che ne vietava l'utilizzo, sarebbe stato adibito sia ad abitazione sia a sede dell'attività lavorativa. La società operava senza SCIA e senza le autorizzazioni necessarie. Le condizioni strutturali dell'edificio, con locali deteriorati e altezze non conformi, non avrebbero consentito il rilascio dei permessi previsti dalla normativa.

Durante l'ispezione i militari hanno verificato che cinque lavoratori erano impiegati in nero, mentre due persone risultavano irregolari sul territorio nazionale. Gli operai lavoravano per almeno dieci ore al giorno, sette giorni su sette, con una retribuzione calcolata sulla quantità di capi prodotti e non secondo quanto previsto dal contratto collettivo nazionale di riferimento.

Nel corso dei controlli sono state, inoltre, riscontrate anche numerose violazioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro. All'interno del laboratorio era presente anche materiale infiammabile collocato vicino alle postazioni operative, senza estintori, vie di fuga o piani di emergenza. I carabinieri hanno, infine, rilevato condizioni igieniche precarie negli ambienti comuni, tra cui cucina, servizi e refettorio.

Al termine dell'operazione è stata disposta la sospensione immediata dell'attività. Il titolare dell'azienda, un cittadino cinese di 66 anni, è stato denunciato all'autorità giudiziaria con l'accusa di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Le sanzioni amministrative e le ammende elevate superano complessivamente i 30 mila euro.

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