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Pretende 1.000 euro in nero per lavori da 50: idraulico indagato per truffa, sequestrati 200mila euro

Un idraulico e la sua coniuge, nonché dipendente, sono indagati dalla guardia di finanza di Brescia per truffe ed estorsioni. I due avrebbero preteso pagamenti da 600 a mille euro per interventi di ordinaria manutenzione da 50 o 150 euro.
A cura di Enrico Spaccini
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Foto di repertorio
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La guardia di finanza di Brescia ha eseguito un sequestro preventivo di quasi 200mila euro in contanti e di un'auto dal valore di circa 50mila euro al titolare di una ditta di idraulica e della sua compagna, nonché dipendente. In base a quanto emerso da numerose denunce provenienti da residenti nel Bresciano e nel Mantovano, i due avrebbero offerto lavori di ordinaria manutenzione comunicando al telefono il costo dell'operazione variabile tra i 50 e i 150 euro, pretendendo però alla fine somme pari a 600 euro e, in alcuni casi, anche mille euro in nero. A volte, avrebbero anche minacciato verbalmente le loro vittime, facendo notificare da studi legali formali atti di diffida per i mancati pagamenti. Dagli accertamenti, è emerso anche che i due avrebbero ricevuto un finanziamento pubblico per oltre 100mila euro per pagare i fornitori, ma che avrebbero usato quei soldi per comprare un immobile a un'asta, poi rivenduto a un prezzo superiore.

L'indagine della guardia di finanza è nata a seguito di numerose denunce arrivate dalle province di Brescia e di Mantova, da parte anche di quattro anziani e di una persona con disabilità, per presunte truffe ed estorsioni. Tutte hanno raccontato di essersi rivolte a un'impresa operante nel settore degli interventi idraulici urgenti per operazioni di ordinaria manutenzione come un lavello ostruito, il water del bagno otturato o una fossa biologica da spurgare. L'idraulico avrebbe richiesto come prima cosa di compilare un modulo con i dati anagrafici e la firma, senza indicare il costo dell'intervento, che non sarebbe stato comunicato alle presunte vittime nonostante le loro richieste.

Una volta ottenuto il modulo firmato, gli idraulici quantificavano il costo dell'intervento. Per telefono si parlava di 50 o 150 euro, poi però diventavano 600 o anche mille euro, talvolta in contanti e in nero. Secondo gli investigatori, in alcuni casi ci sarebbe stata anche estorsione, quantomeno tentata. Se, infatti, la vittima si rifiutava di pagare la somma richiesta, questa veniva minacciata verbalmente e si vedeva ricevere a casa un formale atto di diffida di studi legali e la citazione in giudizio con ricorso per decreto ingiuntivo per il risarcimento di un danno inesistente.

Risultano, dunque, indagati il legale rappresentante dell'impresa di idraulica e la sua coniuge, dipendente della stessa azienda. Durante la perquisizione, i finanzieri hanno trovato la documentazione relativa a un finanziamento erogato alla ditta per 109mila euro da un istituto di credito avvalendosi del Fondo Garanzia per le piccole e medie imprese. La somma, però, sarebbe stata trasferita un mese più tardi su un conto corrente personale e usata per acquistare un immobile a un'asta telematica. Immobile che, dopo solo un anno, è stato rivenduto generando prevalenza. Mentre ulteriori approfondimenti investigativi per l'individuazione di ulteriori vittime sono ancora in corso, sono stati sequestrati 197.375 euro in contanti e un'auto dal valore di 50mila euro.

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