Il consigliere regionale del Pd Bussolati ha regalato un pallottoliere a Fontana (Foto: MiaNews)
in foto: Il consigliere regionale del Pd Bussolati ha regalato un pallottoliere a Fontana (Foto: MiaNews)

Giornata convulsa oggi in Consiglio regionale in Lombardia. Le opposizioni hanno attaccato duramente il presidente Fontana per gli errori sui dati spediti all’Iss. Il consigliere regionale del Partito democratico Pietro Bussolati ha regalato, come provocazione, al presidente Fontana un pallottoliere ed è stato poi espulso dall’Aula. Fanpage.it lo ha intervistato.

Bussolati, nonostante la seduta infuocata il presidente Fontana e la Giunta hanno mantenuto la loro posizione accusando addirittura l’opposizione e il Governo di “calunniare” la Regione. Che ne pensa?

Fontana ha la testardaggine ottusa che lo contraddistingue. Sostiene che Lombardia non abbia sbagliato, è stato smascherato da lettere, da mail, dalle sue stesse ammissioni. Tutto questo è il risultato dell’assenza completa di trasparenza sui dati sanitari.

Però la tesi di Fontana è sostenuta anche da Salvini e dai presidenti di Regione di centrodestra…

I presidenti sostengono che Rt non sia il criterio giusto, lo vogliono variare dimenticando che questi criteri sono stati decisi all’unanimità. In pratica stanno smentendo loro stessi. Nulla c’entra con gli errori nella raccolta e comunicazione dei dati che dimostrano un problema della sanità molto profondo.

Cioè?

Questi errori dimostrano che tutto ciò che avviene negli ospedali è mappato correttamente, mentre tutto ciò che succede fuori scompare perché non c’è un canale di comunicazione forte e efficace tra medicina territoriale e gestione sanitaria regionale. Quindi si perdono tutte queste informazioni. Le altre regioni hanno sempre caricato lo stato clinico dei contagiati, quindi giustamente guariti dopo. In Lombardia non avendo informazioni non si è mai caricato questo dato e quindi sono risultate persone contagiate da mesi e mai guarite Lo stesso avveniva sui decessi: se muori in ospedale si viene conteggiati immediatamente mentre se si muore a casa non si viene conteggiati dai sistemi di controllo della pandemia e se ne sono accorti solo a fine gennaio. A tutt’oggi i sindaci sanno che il loro cruscotto (il sistema informatico dei dati a disposizione degli amministratori) non dice la verità perché si è perso persone che non ci sono più. Questo dimostra quanto sia ospedalocentrico il sistema sanitario lombardo. Non è solo un problema tecnico: dimostra in cosa la sanità lombarda deve cambiare.

Appunto, dal punto di vista politico, quali sono stati gli errori?

Ha inanellato una serie di errori gravi con responsabilità politiche pesanti. Sui vaccini antinfluenzali si è raggiunto poco più del 50% delle persone aventi diritto e siccome si è arrivati in ritardo si sono buttati via 10 milioni di euro spesi in vaccini. 10 milioni che potevano sostenere imprese o servizi territoriali. Il tracciamento non ha mai funzionato: ci sono solo 50 persone dedicate quando nei Paesi in tutta Europa si è puntato molto su quello. Acquisti di mascherine sono andati persi. La Regione è tra gli ultimi su vaccinazione anti Covid, Una lista infinita di disastri e di malagestione e di incapacità di dialogare con i territori.

Qualcuno dice che va bene ‘fare casino' ma l’opposizione deve riuscire a cacciare Fontana. Come avete intenzione di riuscirci?

Intanto noi non facciamo casino per “fare casino” ma per ottenere trasparenza dei dati perché non avvengano più errori che hanno causato danni alla salute e economici. Fontana dovrebbe avere la dignità di dimettersi ma presumo non lo faccia e noi dobbiamo costruire giorno per giorno le condizioni per un governo che radicalmente trasformi la sanità e il modello di sviluppo unendo protesta e proposta.

Quindi sta dicendo ai lombardi: “ci tocca tenere Fontana”?

Faremo di tutto per farlo cadere. Al momento la maggioranza rimane ancorata a un governo che ha mostrato ampiamente i suoi limiti. È il motivo per cui Salvini ottusamente difende l’indifendibile: perché sulla Lombardia si gioca la possibilità di tenere unito il centrodestra.

Ma quali sono concretamente le proposte per invertire la rotta, per pensare a un approccio diverso alla pandemia e soprattutto per costruire un’altra Lombardia?

Per la pandemia: tamponi, trattamenti, tracciamento. Le 3 t che sono state ridicole nella prima ondata e insufficienti nella seconda ondata. Quando noi abbiamo proposto di potenziare quei capitoli, Gallera ci ha risposto che non servisse fare troppi tamponi. Poi serve una radicale riforma della sanità con il recupero della medicina territoriale con il ruolo centrale dei medici di base su cui occorre investire. E in vista della crisi che dovremo affrontare serve la trasformazione del rapporto tra mondo della formazione e impresa in Lombardia: avremo un periodo duro e abbiamo bisogno di offrire formazione ai lavoratori perché dove si perde il lavoro si possa in tempi brevi ritrovare una nuova collocazione.

La ritrovata compattezza dell’opposizione è pensabile anche in un’ottica di previsione di governo regionale?

Io credo che il bisogno di cambiamento e le occasioni di confronto che ci ha offerto una maggioranza inadatta stiano dando la possibilità di unire forze politiche differenti con l’idea di mettere in agenda tutte le azioni per uscire dall’incubo. Dal M5S fino alle forze centriste che a Roma non trovano sintesi qui ci sono le condizioni per capire come salvare Lombardia.