Accusati di aver abusato di una studentessa in Erasmus a Milano, 4 ragazzi indagati per violenza sessuale di gruppo

La Procura di Milano ha iscritto nel registro degli indagati per violenza sessuale di gruppo i nomi di quattro giovani accusati di aver sottoposto una 20enne ad abusi definiti "brutali". La decisione è arrivata dopo che tre di quegli stessi ragazzi, amici tra loro, nei giorni scorsi si sono presentati agli inquirenti e, accompagnati dai loro avvocati, hanno reso dichiarazioni spontanee sostenendo che la presunta vittima fosse consenziente e che i rapporti sarebbero stati consumati solo da uno di loro.
La 20enne, studentessa spagnola a Milano per il progetto Erasmus, ha denunciato la violenza lo scorso 23 maggio, dopo che una sua amica l'aveva accompagnata alla clinica specializzata Mangiagalli. La ragazza aveva raccontato di aver trascorso quella notte in una discoteca di via Corelli, nella periferia est della città, dove due giovani l'avrebbero avvicinata e poi trascinata fuori. A quel punto, sarebbero sopraggiunti altri due ragazzi e i presunti abusi sarebbero proseguiti all'interno di un'auto e nel parcheggio di via Tucidide.
La denuncia della presunta violenza è stata resa nota dai media quando ancora gli investigatori stavano verificando il racconto della 20enne e, quindi, prima dell'iscrizione nel registro degli indagati dei sospettati. Per questo motivo, la scorsa settimana in tre hanno deciso di presentarsi in Procura per far mettere a verbale la loro versione dei fatti. Ascoltati dalla polizia giudiziaria, assistiti dai loro rispettivi avvocati, hanno negato che ci sia stata violenza e hanno dichiarato che la 20enne avrebbe avuto rapporti, consenzienti, solo con uno di loro.
Alla luce di questi fatti, le pm titolari del fascicolo hanno deciso di formalizzare la posizione dei ragazzi, ora indagati per violenza sessuale di gruppo. L'avvocato Francesco Furnari, che difende uno dei giovani coinvolti, ha sottolineato che la zona del parcheggio di via Tucidide, dove si sarebbe consumata la violenza, è sorvegliata da telecamere comunali e ha chiesto l'acquisizione delle immagini di quella notte.