L’ex presidente del Consiglio, Matteo Renzi, torna a criticare il Reddito di cittadinanza, la misura introdotta dal governo Conte con il decreto approvato in Consiglio dei ministri. Renzi precisa che non si tratta di una misura di sinistra e che non è un provvedimento “a sostegno dei più poveri”. Inoltre, per l’ex segretario del Pd, “noi siamo una Repubblica democratica fondata sul lavoro, non sul sussidio”. L’affondo di Renzi arriva con un post su Facebook: “Mettiamo qualche puntino sulle I su questa storia del reddito di cittadinanza come strumento giusto, a sostegno dei più poveri. È falso”.

Renzi spiega perché ritiene il Reddito ingiusto: “Una misura contro la povertà in Italia c’è già. L’abbiamo prevista noi nel 2016, è operativa dal 2018, si chiama Rei. Si vuole migliorarla? Prego, avanti. Ma il reddito di cittadinanza non è una misura contro la povertà: questo per me è un drammatico errore concettuale. E non perché mancano i soldi rispetto alle promesse della campagna elettorale. Ma perché noi siamo una repubblica democratica fondata sul lavoro, non sul sussidio. Perché noi vogliamo combattere la povertà creando posti di lavoro e non garantendo assistenzialismo o, peggio ancora, accentuando il lavoro nero”.

Secondo l’ex presidente del Consiglio, la misura si basa sull’idea che nel 2054 il lavoro sarà quasi scomparso, come teorizzato da Davide Casaleggio: “Io ritengo questo impianto concettuale sbagliato e dannoso: cambieranno i lavori, lavoreremo in modo diverso, ma continueremo a lavorare. Il lavoro non sparirà. E questo neoluddismo digitale perderà la sfida, come è sempre accaduto al luddismo in qualsiasi cambiamento d’epoca. A chi ci fa la morale dicendo che questa è una misura di sinistra io dico che essere di sinistra significa stare dalla parte del lavoro, non dell’assistenzialismo. Lavoro, lavoro, lavoro. Altro che lavoro in nero e assistenzialismo”.

Renzi conclude il post criticando ancora il Reddito di cittadinanza: “Io penso che per colpa anche di misure come queste, che tolgono risorse a investimenti e lavoro e le mettono sull'assistenzialismo, andremo in recessione. Salvini e di Maio dicono invece che ci sarà un boom economico. Il tempo dirà chi ha ragione. Ma la mia contrarietà al reddito di cittadinanza non è legata solo a una questione economica, ma anche a una questione etica: la repubblica democratica fondata sul lavoro non può affondare sui sussidi e sull’assistenzialismo”.