Nuova bacchettata dall'Unione Europa all'Italia e alle politiche economiche del governo dopo la diffusione del Def e dei non incoraggianti dati macroeconomici relativi a crescita, deficit e debito pubblico del Paese. Ancora una volta gli avvertimenti arrivano dal commissario europeo per gli affari economici e monetari, il francese Pierre Moscovici, che da Washington, dove sta partecipando ai lavori del Fondo monetario internazionale, non ha mancato di mettere sotto la lente di ingrandimento le politiche messe in cantiere dall'Italia in tema economico. "La fase di stagnazione, se non di recessione, che sta vivendo l'Italia è fonte di incertezza per tutta l'Eurozona", ha messo subito in chiaro Moscovici. Per questo il commissario europeo ha chiesto al nostro Esecutivo di mettere subito mano ai provvedimenti correttivi necessari per rispettare gli impegni assunti in precedenza con l'Ue.

"Chiedo a Roma credibilità, tutti devono rispettare le regole e rispettare gli impegni presi. È una questione di credibilità e di sostenibilità", ha aggiunto infatti Moscovici, spiegando: "La situazione dell'Italia, riguardo deficit e debito, pesa sui conti dell'Eurozona. Servono riforme strutturali vere e credibili e misure per la crescita. E non è questione di essere duri, ma il debito deve calare". Ad ogni modo, "prenderemo le nostre decisioni sull'Italia sulla base delle nostre stime", ha proseguito Moscovici. Sulle valutazioni finali della commissione europea ovviamente peserà anche l'analisi del documento di economia e finanza appena presentato dal governo Conte, non senza malumori interni alla stessa maggioranza. "A maggio analizzeremo il documento e alla fine faremo tutte le valutazioni ma in base ai nostri conti" ha sottolineato Moscovici, avvertendo: "La nostra decisione si conoscerà il 7 maggio e dovranno tornare i conti sulla base delle nostre indicazioni".

Stessi toni anche da parte del vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis che ha accusato l'Italia e il governo di aver ignorato "tutti i consigli dati". Secondo Dombrovskis, questa fase di crisi dell'Italia, la peggiore tra tutti i Paesi Ue, è da attribuire all'Esecutivo Conte che ha deciso di inserire un aumento del deficit nella legge di bilancio del 2019. Quando sono stati corretti al ribasso gli obiettivi a causa del rialzo dello spread e dal calo della fiducia, "i danni all'economia ormai erano stati fatti" ha spiegato Dombrovskis .