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Iran, proseguono le proteste. Il presidente del Parlamento: “Se attaccati colpiremo USA e Israele”, le news in diretta

Gli aggiornamenti in diretta sulle proteste in Iran: nella notte nuove manifestazioni nelle principali città del Paese, mentre cresce la repressione del regime. Il presidente del parlamento iraniano Mohammad Baqer Qalibaf minaccia USA e Israele: “Se ci attaccheranno saranno considerati obbiettivi legittimi”.

11 Gennaio 2026 08:45
Ultimo agg. 16:42
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Le ultime notizie sulle proteste in Iran contro il regime degli ayatollah. Le strade di Teheran e di numerose altre città iraniane sono tornate a riempirsi di manifestanti anche la scorsa notte nell'ambito delle proteste scoppiate oltre due settimane fa, diventate nel giro di pochi giorni la più ampia mobilitazione contro la Repubblica Islamica degli ultimi tre anni almeno. Nonostante un blackout quasi totale di Internet e una repressione sempre più dura, migliaia di persone hanno sfidato le forze di sicurezza, scandendo slogan contro le autorità religiose e il potere della Guida Suprema.

Secondo quanto riportato da Afp e confermato da immagini e testimonianze verificate da media internazionali, nella notte di sabato la risposta dello Stato avrebbe fatto segnare un salto di qualità. Le forze di sicurezza avrebbero intensificato l’uso della forza in diversi quartieri della capitale, ma anche in grandi centri come Mashhad, la seconda città del Paese. Diversi video mostrano scontri violenti, colpi d’arma da fuoco, barricate improvvisate e veicoli in fiamme. In alcune zone di Teheran, come Gisha e Punak, i manifestanti sarebbero riusciti per ore a prendere il controllo delle strade, urlando slogan contro il regime.

Il prezzo pagato sarebbe altissimo. Gruppi per i diritti umani parlano di decine di morti solo negli ultimi giorni e di centinaia di feriti. Personale sanitario, che ha parlato in forma anonima, descrive ospedali al collasso e corpi arrivati con ferite da arma da fuoco alla testa e al torace, spesso di giovani tra i 20 e i 25 anni. Secondo fonti della BBC Persian, solo in un ospedale della città di Rasht sarebbero stati portati circa 70 cadaveri in una sola notte.

16:41

Fratoianni: "Siamo al fianco del popolo iraniano che lotta per la libertà"

"Siamo al fianco del popolo iraniano, dei suoi giovani, che in questi giorni lottano per la propria libertà contro il regime teocratico degli Ayatollah", afferma Nicola Fratoianni dall'assemblea lombarda di Sinistra Italiana. "Chiediamo che l'Europa faccia tutto quello che può fare sul terreno diplomatico, perché la transizione verso la democrazia sia rapida e pacifica, e perché si fermi lo spargimento di sangue in corso con la repressione attuata dal regime di Teheran", conclude.

A cura di Davide Falcioni
16:12

Il figlio dell’ultimo Scià di Persia: "L’ayatollah Ali Khamenei sarà punito per le sue azioni"

Nuovo appello alla protesta contro la leadership iraniana. Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo Scià di Persia Mohammad Reza Pahlavi, ha accusato la Guida Suprema dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamenei, di “brutalità” nella repressione delle manifestazioni in corso e ha assicurato che “sarà punito per le sue azioni”.

In un messaggio pubblicato sul suo account X, Reza Pahlavi ha invitato la popolazione a “scendere nelle strade principali di ogni città con amici e familiari”, sostenendo che le proteste abbiano “notevolmente indebolito la capacità di repressione del regime”. Secondo Pahlavi, sarebbero emerse segnalazioni di una carenza di personale delle forze di sicurezza, incapaci di fronteggiare “milioni di persone in piazza”.

Allo stesso tempo, l’esponente dell’opposizione ha esortato i manifestanti alla prudenza: “Non separatevi e non mettete in pericolo la vostra vita”. Pahlavi ha quindi ribadito il sostegno internazionale al movimento di protesta, affermando che “il mondo sostiene la vostra rivoluzione nazionale e onora il vostro coraggio”.

Nel suo messaggio ha citato anche il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che, a suo dire, “in qualità di leader del mondo libero, osserva attentamente il vostro indescrivibile coraggio” e avrebbe manifestato “la disponibilità ad aiutarvi”.

“Non abbandonate le strade. Il mio cuore e la mia anima sono con voi. So che sarò presto con voi”, ha concluso Pahlavi.

A cura di Davide Falcioni
15:55

Ong: "In Iran 203 morti"

È salito a 203 morti il bilancio delle manifestazioni di protesta  scoppiate in Iran domenica 28 dicembre e che hanno raggiunto più di  cento città nel Paese. Lo riferisce l'organizzazione non governativa  iraniana per i diritti umani Hrana che ha sede negli Stati Uniti e  ottiene informazioni da fonti interne all'Iran.

A cura di Davide Falcioni
15:44

Netanyahu: "Speriamo che l'Iran si liberi dalla tirannia"

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha detto di sperare che l'Iran si liberi presto da quello che ha definito il "giogo della tirannia", mentre le proteste scuotono la Repubblica Islamica. "Tutti speriamo che la nazione persiana si liberi presto dal giogo della tirannia e, quando quel giorno arriverà, Israele e Iran torneranno a essere partner leali nella costruzione di un futuro di prosperità e pace per entrambi", ha dichiarato Netanyahu durante una riunione settimanale del governo.

A cura di Davide Falcioni
14:57

IDF: "Proteste sono questioni interne all'Iran ma dopo le ultime minacce pronti a reagire"

Le Forze di Difesa Israeliane sono operative e pronte a rispondere se necessario. A scriverlo, a seguito della escalation di tensione in Iran, è il Times of Israel. Le IDF, scrive il giornale, valutano le proteste anti regime in Iran come una questione interna del Paese, ma, a seguito delle minacce odierne dell'Iran, che ha indicato obiettivi americani e israeliani come potenziali bersagli di una rappresaglia per un eventuale attacco americano, i militari hanno indicato di essere pronti a rispondere in caso di necessità. Il capo di stato maggiore delle Idf, il tenente generale Eyal Zamir, ha svolto valutazioni della situazione questa settimana alla luce delle proteste in Iran.

A cura di Davide Falcioni
14:06

Il presidente iraniano: "USA e Israele vogliono seminare caos e disordine"

Gli Stati Uniti e Israele vogliono “seminare caos e disordine” in Iran fomentando delle "rivolte" per creare instabilità nel Paese. Lo ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, invitando la popolazione a prendere le distanze dai “rivoltosi e dai terroristi” che stanno "uccidendo innocenti, bruciando le moschee e attaccando le proprietà private". Le istituzioni di Theran, ha proseguito il presidente "sono pronte ad ascoltare la popolazione" e "il governo è determinato a risolvere i problemi economici", come l'alta inflazione che ha innescato, in prima istanza, le proteste in tutto l'Iran.

A cura di Davide Falcioni
14:01

Iran, il presidente Pezeshkian: "Gli Usa e Israele vogliono seminare caos con le rivolte"

Gli Stati Uniti e Israele vogliono “seminare caos e disordine” in Iran fomentando delle "rivolte" per creare instabilità nel Paese. Lo ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, invitando la popolazione a prendere le distanze dai “rivoltosi e dai terroristi” che stanno "uccidendo innocenti, bruciando le moschee e attaccando le proprietà private". Le istituzioni di Theran, ha proseguito il presidente "sono pronte ad ascoltare la popolazione" e "il governo è determinato a risolvere i problemi economici", come l'alta inflazione che ha innescato, in prima istanza, le proteste in tutto l'Iran.

A cura di Antonio Palma
12:53

Netanyahu: "Se il regime cadrà torneremo partner con l'Iran"

Intervenendo all'inizio della riunione di gabinetto, il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha affermato che Israele e Iran torneranno a essere partner dopo la caduta del regime di Teheran. "Stiamo trasmettendo forza agli eroici e coraggiosi cittadini dell'Iran e, una volta caduto il regime, faremo del bene insieme a beneficio di entrambi i popoli", ha detto citato dal Times of Israel. "Tutti speriamo che la nazione persiana venga presto liberata dal giogo della tirannia", ha continuato Netanyahu. "E quando quel giorno arriverà, Israele e Iran torneranno a essere partner fedeli nella costruzione di un futuro di prosperità e pace".

A cura di Davide Falcioni
12:47

I parlamentari iraniani: "Morte all'America"

Le registrazioni della seduta odierna del parlamento iraniano, citate da Sky News, mostrano i parlamentari che gridano "Morte all'America". I cori sono stati pronunciati al termine di un discorso del presidente dell'assemblea Mohammad Baqer Qalibaf, che ha minacciato ritorsioni contro gli USA e Israele in caso di intervento degli Stati Uniti nel Paese. Il canto "Morte all'America", o Marg bar Amrika in persiano, fu reso popolare dal primo leader supremo dell'Iran, l'ayatollah Ruhollah Khomeini, il capofila della Rivoluzione islamica del 1979, che rovesciò il regime dell'ultimo scià iraniano, sostenuto dagli americani.

A cura di Davide Falcioni
12:32

Iran: in giornata presidente Pezeshkian in tv su proteste

Verrà diffusa in giornata un'intervista al presidente iraniano Massoud Pezeshkian sulla situazione economica del Paese e le proteste degli ultimi 15 giorni. Lo riferisce la televisione statale Irib. Nel colloquio con i media iraniani, Pezeshkian discute i "progressi del programma economico del governo" così come "gli eventi recenti e l'approccio" dell'esecutivo per soddisfare le aspettative degli iraniani, secondo la stessa fonte.

A cura di Davide Falcioni
12:24

Iran, Calenda propone manifestazione bipartisan per il sostegno alle proteste

Quello che sta succedendo in Iran "chiama tutti noi a un gesto di solidarietè", scrive su X Carlo Calenda nell'invitare "tutte le forze politiche e sindacali" a "unirsi in una dimostrazione pubblica di sostegno". Il leader di Azione ‘tagga' dunque Giorgia Meloni, Elly Schlein, Antonio Tajani, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Matteo Salvini.

A cura di Davide Falcioni
12:24

Il Papa: "In Iran e Siria si coltivi con pazienza il dialogo"

"Il mio pensiero si rivolge a quanto sta accadendo in questi giorni in Medio Oriente, in particolare in Iran e in Siria, dove persistenti tensioni stanno provocando la morte di molte persone". Così Papa Leone XIV al termine dell'Angelus. "Auspico e prego che se continui con pazienza il dialogo e la pace perseguendo il bene comune dell'intera società", la sua supplica.

A cura di Davide Falcioni
12:00

Perché le donne accedono sigarette con la foto di Khamenei per solidarietà alle proteste in Iran: il valore simbolico

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Dilagano sui social foto e video di donne che accendono sigarette incendiando una foto della guida suprema dell’Iran: il gesto virale ha un forte valore simbolico. Ecco quale.

A cura di Davide Falcioni
11:57

Khamenei: "Se Trump è così bravo si occupi degli USA"

L'ayatollah iraniano Alì Khameni è tornato a intimare al presidente americano Donald Trump di occuparsi dei fatti suoi. "Il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato che se il governo iraniano avesse fatto questo o quello si sarebbe schierato dalla parte dei rivoltosi", ha scritto sul suo account X in francese, e "i rivoltosi hanno riposto in lui le loro speranze". Ma "se è così competente, allora si occupi del suo Paese", ha ammonito.

A cura di Davide Falcioni
11:18

Mahsa Mohebali: "In Iran siamo ad una svolta, mai vista una protesta simile"

Secondo la scrittrice iraniana Mahsa Mohebali, l’Iran è entrato in una fase decisiva della propria storia. In un’intervista a la Repubblica, l’autrice descrive un Paese che reagisce in modo improvviso e radicale: l’attuale ondata di proteste, per estensione e composizione sociale, non ha precedenti nel suo vissuto. L’esito, avverte, è aperto e drammatico: da un lato la possibile fine della Repubblica islamica, dall’altro il rischio di una deriva ancora più repressiva.

Mohebali colloca le radici del movimento nel 2022, dopo l’uccisione di Mahsa Amini, quando la partecipazione civile ha compiuto un salto qualitativo. A questo si è aggiunta, di recente, la guerra di giugno, che ha incrinato un pilastro del regime: la promessa di sicurezza. Per anni, spiega, il timore di un nuovo autoritarismo aveva frenato ogni spinta rivoluzionaria. Oggi però molti iraniani ritengono di non avere più nulla da perdere e accettano l’idea di una transizione controllata, anche con figure simboliche del passato, purché senza nuovi poteri assoluti. Sullo sfondo, resta la paura di un intervento militare esterno, visto come il segnale di una scelta definitiva del regime per la repressione.

A cura di Davide Falcioni
10:49

Associazione Nessuno tocchi Caino: "Studentessa curda di 24 anni uccisa durante proteste a Teheran"

Una studentessa curda di 24 anni è rimasta uccisa durante le proteste a Teheran. Si chiamava Robina Aminian, studiava all’Università Tecnica Shariati ed era originaria di Nowdesheh, nella provincia occidentale di Kermanshah. Secondo quanto riferito dall’associazione Nessuno tocchi Caino, che cita fonti dell’Organizzazione Hengaw per i Diritti Umani, la giovane sarebbe stata colpita a morte da spari delle forze di sicurezza iraniane giovedì 8 gennaio.

Aminian, iscritta a corsi legati al design, sarebbe stata raggiunta da un colpo alla testa esploso a distanza ravvicinata mentre partecipava alle manifestazioni nella capitale. Le ferite riportate si sono rivelate fatali. Dopo l’uccisione, le autorità avrebbero inizialmente negato la restituzione del corpo alla famiglia, sottoponendo i parenti a ripetuti controlli prima di consentire l’identificazione.

Solo in un secondo momento il corpo è stato consegnato ai familiari, ma sotto strette misure di sicurezza. Le autorità, riferiscono le organizzazioni per i diritti umani, avrebbero impedito lo svolgimento di cerimonie funebri o momenti di lutto pubblico nel villaggio vicino a Marivan, dove risiedono parenti stretti della giovane.

Secondo Hengaw, Robina Aminian è la ventitreesima cittadina curda uccisa dall’inizio dell’ultima ondata di proteste che sta attraversando l’Iran, un bilancio che continua ad aggravarsi nel silenzio imposto dalle restrizioni governative.

A cura di Davide Falcioni
10:19

Ghalibaf: "Se attaccati colpiremo obiettivi militari e navali Usa e territori occupati"

L'Iran colpirebbe obiettivi militari e navali statunitensi in caso di un nuovo attacco da parte degli Stati Uniti al Paese, teatro di un'ondata di repressione delle manifestazioni di protesta. Ad affermarlo è stato il presidente del parlamento di Teheran, minacciando apparentemente anche Israele: "In caso di attacco militare da parte degli Stati Uniti, sia il territorio occupato che i centri militari e navali statunitensi saranno nostri obiettivi legittimi", ha affermato in un intervento trasmesso dalla televisione di Stato.

A cura di Davide Falcioni
10:05

Martedì Netanyahu riunirà il gabinetto di sicurezza israeliano

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu riunirà martedì il suo gabinetto politico e di sicurezza per discutere degli sviluppi in Iran. Lo riferiscono i media israeliani. Teheran ha minacciato oggi di colpire Israele e i siti militari americani nella regione se il presidente americano Donald Trump dovesse attaccare l'Iran.

A cura di Davide Falcioni
09:58

Il capo della polizia iraniana: "Aumentato il livello dello scontro"

Sardar Radan, comandante in capo della polizia nazionale iraniana, ha dichiarato questa mattina che "il livello di scontro con i rivoltosi è aumentato" e ha celebrato quelli che ha definito "arresti importanti" sottolineando che "i principali elementi dei disordini di ieri sera sono stati arrestati". Lo riporta Sky News.

A cura di Davide Falcioni
09:55

Ong iraniana: "Quasi raddoppiato in poche ore il numero dei morti"

Il bilancio delle vittime delle proteste in Iran continua a salire rapidamente. In poche ore, secondo i dati aggiornati diffusi dall’ong statunitense Human Rights Activists News Agency (Hrana), il numero dei morti sarebbe passato da 65 ad almeno 116. A riportarlo è Sky News, che segnala come tra le persone uccise figurino anche sette minorenni.

L’organizzazione riferisce che la maggior parte delle vittime sarebbe stata colpita con munizioni vere o con armi a pallini, spesso esplose a distanza ravvicinata. Tra i morti, secondo Hrana, ci sarebbero anche 37 appartenenti alle forze armate o di sicurezza, oltre a un magistrato. Parallelamente cresce anche il numero degli arresti: l’ong parla di almeno 2.638 persone fermate dalle autorità nel contesto della repressione delle manifestazioni.

A cura di Davide Falcioni
09:39

Fonti USA: "La Casa Bianca valuta un possibile intervento in Iran"

Washington valuta un possibile intervento in Iran mentre la repressione delle proteste contro il regime degli ayatollah si fa sempre più sanguinosa. Secondo quanto riferiscono autorevoli quotidiani statunitensi, l’intelligence e il Pentagono avrebbero sottoposto al presidente Donald Trump una serie di opzioni militari mirate contro i Guardiani della Rivoluzione e le forze di sicurezza accusate di colpire duramente i manifestanti.

In attesa di una decisione formale della Casa Bianca, le forze armate americane avrebbero già innalzato il livello di allerta. Un ampio dispositivo aeronavale sarebbe operativo tra Golfo Persico, Mar Rosso e Mediterraneo orientale, con particolare attenzione alle basi strategiche in Qatar e Kuwait. Segnali di preallarme arrivano anche da Israele, dove le autorità di sicurezza hanno disposto misure straordinarie dopo un contatto diretto tra il segretario di Stato americano Marco Rubio e il premier Benjamin Netanyahu.

Il clima di tensione si inserisce in un contesto interno iraniano sempre più instabile. Nonostante il blackout imposto su Internet e sulle comunicazioni mobili, l’opposizione è riuscita a far circolare immagini e video delle proteste in corso a Teheran e in numerose altre città, mostrando una repressione definita brutale da osservatori internazionali.

A rafforzare l’ipotesi di un sostegno americano alla mobilitazione popolare è intervenuto lo stesso Trump, che sui social ha evocato un Iran “che guarda alla libertà come mai prima d’ora”, assicurando la disponibilità degli Stati Uniti ad aiutare. Parole che, lette insieme ai movimenti militari in atto, alimentano il timore di una nuova escalation nella regione.

A cura di Davide Falcioni
09:37

Prosegue in Iran il blocco della rete internet

Il blocco di internet in Iran, imposto a seguito delle proteste contro il governo rimane in vigore e dura ormai da oltre 60 ore: lo stima Netblocks. "La misura di censura rappresenta una minaccia diretta alla sicurezza e al benessere degli iraniani in un momento chiave per il futuro del Paese", scrive il monitor su X, aggiungendo che il blackout "ha ormai superato le 60 ore".

A cura di Davide Falcioni
09:17

Sigarette accese con foto in fiamme di Khamenei, la protesta delle donne iraniane all'estero

Donne iraniane residenti all'estero che si accedono sigarette con la foto in fiamme dell'ayatollah Khamenei. È la nuova protesta che sta facendo velocemente il giro dei social rilanciata da vari media  internazionali fra cui il Daily Mail. Il giornale britannico spiega che in Iran fumare per le donne è fortemente disapprovato mentre bruciare la foto del leader del paese è un reato. Un video particolarmente  virale è stato girato da una donna iraniana che vive a Toronto. Tutte le autrici della protesta non indossano il velo.

A cura di Davide Falcioni
08:59

Israele in stato di massima allerta per possibile intervento USA in Iran

Israele è in stato di massima allerta per la possibilità di un intervento degli Stati Uniti in Iran, dove divampano le proteste antigovernative: lo scrive Reuters online, citando tre fonti israeliane informate. Le fonti, presenti alle consultazioni sulla sicurezza israeliana nel fine settimana, non hanno fornito dettagli su cosa significhi concretamente la condizione di massima allerta di Israele. Ieri, il premier israeliano Benyamin Netanyahu e il segretario di Stato americano Marco Rubio hanno discusso della possibilità di un intervento statunitense in Iran, secondo una fonte israeliana presente alla conversazione.

A cura di Davide Falcioni
08:47

Il presidente del parlamento iraniano: "Se attaccati colpiremo duramente USA e Israele"

Teheran alza i toni sul fronte internazionale. Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Baqer Qalibaf, ha avvertito che un eventuale attacco contro l’Iran renderebbe Stati Uniti e Israele “obiettivi legittimi”, promettendo una risposta severa.

L’intervento è arrivato durante una seduta del Majlis, convocata mentre nel Paese proseguono da oltre due settimane proteste diffuse. Qalibaf ha puntato il dito contro Washington e Tel Aviv, accusandole di alimentare le tensioni interne e di sostenere le manifestazioni, secondo quanto riportato dal Tehran Times.

Nel suo discorso, il numero uno del Parlamento ha legato la tenuta della sicurezza alla stabilità economica, ribadendo che Teheran reagirà con fermezza contro chi, a suo dire, favorisce i disordini e mina l’ordine interno. Una presa di posizione che segnala un ulteriore irrigidimento della retorica iraniana in una fase di forte pressione politica e sociale.

A cura di Davide Falcioni
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