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Iran, Ong: “538 morti durante le proteste”. Teheran avverte gli Usa: “Se attaccati colpiremo le vostre basi e Israele”

Nella notte nuove manifestazioni nelle principali città del Paese, mentre cresce la repressione del regime. Il presidente del parlamento iraniano Mohammad Baqer Qalibaf minaccia USA e Israele: “Se ci attaccheranno saranno considerati obbiettivi legittimi”.

11 Gennaio 2026 08:45
Ultimo agg. 11 Gennaio 2026 - 23:05
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Le strade di Teheran e di numerose altre città iraniane sono tornate a riempirsi di manifestanti anche la scorsa notte nell'ambito delle proteste scoppiate oltre due settimane fa, diventate nel giro di pochi giorni la più ampia mobilitazione contro la Repubblica Islamica degli ultimi tre anni almeno. Nonostante un blackout quasi totale di Internet e una repressione sempre più dura, migliaia di persone hanno sfidato le forze di sicurezza, scandendo slogan contro le autorità religiose e il potere della Guida Suprema.

Secondo la Ong HRANA  si contano già 538 morti e 10 mila arresti (490 manifestanti e 48 membri delle forze di sicurezza iraniane) nelle proteste. Secondo quanto riportato da Afp e confermato da immagini e testimonianze verificate da media internazionali, nella notte di sabato la risposta dello Stato avrebbe fatto segnare un salto di qualità. Le forze di sicurezza avrebbero intensificato l’uso della forza in diversi quartieri della capitale, ma anche in grandi centri come Mashhad, la seconda città del Paese. Diversi video mostrano scontri violenti, colpi d’arma da fuoco, barricate improvvisate e veicoli in fiamme. In alcune zone di Teheran, come Gisha e Punak, i manifestanti sarebbero riusciti per ore a prendere il controllo delle strade, urlando slogan contro il regime.

Il prezzo pagato sarebbe altissimo. Personale sanitario, che ha parlato in forma anonima, descrive ospedali al collasso e corpi arrivati con ferite da arma da fuoco alla testa e al torace, spesso di giovani tra i 20 e i 25 anni. Secondo fonti della BBC Persian, solo in un ospedale della città di Rasht sarebbero stati portati circa 70 cadaveri in una sola notte. Intanto Il presidente del parlamento iraniano Mohammad Baqer Qalibaf minaccia USA e Israele: "Se ci attaccheranno saranno considerati obbiettivi legittimi".

23:04

Una folla di persone all'istituto forense di Teheran per identificare i parenti tra un centinaio di corpi

Una folla di persone al Kahrizak Forensic Medical Center mentre cercano di identificare i propri cari tra centinaia di cadaveri. Sarebbe quanto si vedrebbe nei video verificati dalla Cnn e provenienti dalla provincia di Teheran. Si vedrebbero persone radunate davanti a un monitor che mostra le foto dei defunti e secondo le informazioni visualizzate sullo schermo potrebbero esserci fino a 250 corpi. Un'altra clip dalla struttura forense mostra corpi in sacchi neri allineati su un marciapiede fuori dall'edificio, con persone radunate intorno. L'ennesima tragedia. L'agenzia di stampa statale Tasnim ha diffuso un video con scene dall'istituto di medicina legale. Le immagini mostrano giornalista dell'agenzia che parla con persone in lutto che raccontano che i loro parenti non erano manifestanti.

A cura di Giorgia Venturini
21:10

Schlein (Pd): "Azione militare Usa? No, mai, abbiamo Onu"

La segretaria del Pd, Elly Schlein, intervenendo a ‘In onda' su La7,  ha risposto così a un possibile intervento militare degli Stati Uniti in Iran: "Io non sono mai per le azioni militari unilaterali. Abbiamo delle sedi multilaterali da far funzionare, abbiamo le Nazioni unite. Serve un ruolo forte che l'Unione Europea purtroppo finora non ha messo in campo".

A cura di Giorgia Venturini
20:22

Fondazione Mohammadi: "In Iran sparatorie di massa, almeno 2mila morti"

"Dopo oltre 70 ore di blocco quasi totale di Internet, stiamo ricevendo notizie assolutamente terribili di sparatorie di massa contro i manifestanti da parte delle forze governative iraniane che hanno provocato la morte di almeno, sottolineiamo, almeno oltre duemila manifestanti". Lo denuncia su X la fondazione del premio Nobel per la pace Narges Mohammadi. "Le forze di sicurezza iraniane stanno usando la forza letale contro i manifestanti in tutto il Paese. È una repressione su vasta scala. Sono in corso arresti di massa, mentre le famiglie si radunano nei centri pieni di cadaveri alla ricerca dei resti dei loro cari".

A cura di Giulia Casula
20:17

Guterres (Onu): " Scioccato da violenze, diritti devono essere rispettati"

Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, è "scioccato" dalle segnalazioni di violenza e uso eccessivo della forza da parte delle autorità iraniane contro i manifestanti, che hanno causato decine di morti e molti altri feriti negli ultimi giorni. Lo rende noto il suo portavoce, Stephane Dujarric. "Tutti gli iraniani devono poter esprimere le proprie lamentele pacificamente e senza timore. I diritti alla libertà di espressione, associazione e riunione pacifica, sanciti dal diritto internazionale, devono essere pienamente rispettati e tutelati", aggiunge il portavoce. Il segretario generale "esorta le autorita' iraniane a esercitare la massima moderazione e ad astenersi dall'uso non necessario o sproporzionato della forza. Invita inoltre a prendere misure che consentano l'accesso alle informazioni nel Paese, incluso il ripristino delle comunicazioni".

A cura di Giulia Casula
19:54

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani: "L'Italia protagonista di azione diplomatica per soluzione crisi in Iran"

Su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani chiede "alle Autorità iraniane di garantire i diritti umani e le libertà fondamentali di tutti i manifestanti, di rinunciare in ogni caso alla vergogna della pena di morte come misura repressiva". E poi precisa: "Il governo italiano esprime grande preoccupazione per quello che da giorni sta accadendo in Iran. Sostengo le aspirazioni democratiche del popolo iraniano". Aggiungendo che "l'Italia è protagonista di azione diplomatica per trovare soluzioni alla crisi".

A cura di Giorgia Venturini
19:22

Uccise 538 persone nelle proteste in Iran: 490 manifestanti e 48 membri delle forze di sicurezza iraniane

Sono state uccise 538 persone in Iran nelle proteste: lo riporta l'agenzia stampa degli attivisti per i diritti umani (Hrana). Tra queste, 490 manifestanti e 48 membri delle forze di sicurezza iraniane. Sono stati inoltre effettuati circa 10 mila arresti.

A cura di Giorgia Venturini
19:00

Il segretario di Più Europa Riccardo Magi: "Italia promuova sanzioni contro responsabili repressione"

Il segretario di Più Europa Riccardo Magi: "Non lasciamo nulla di intentato per sostenere il popolo iraniano. Ragazze e ragazzi scendono in strada sapendo che potrebbero non tornare a casa. Sfidano la repressione e le pallottole del regime degli Ayatollah". E aggiunge: "Chiediamo un intervento multilaterale concreto".

A cura di Giorgia Venturini
18:51

Grande folla di manifestanti stasera a Teheran: è il 15esimo giorno di protesta

Come ogni sera da 15 giorni in Iran i manifestanti hanno preso parte alla protesta: una grande folla si è radunata nel quartiere Punak di Teheran, scandendo slogan tra cui "Lunga vita allo Scià". Lo spiegano i media, mostrando i video inviati a Iran International.

A cura di Giorgia Venturini
18:09

Von der Leyen: "Legittima lotta del popolo iraniano, Ue monitora la crisi"

"Mentre la repressione si intensifica e la perdita di vite innocenti continua, stiamo monitorando attentamente la situazione. L'Europa è al fianco del popolo iraniano nella sua legittima lotta per la liberta'". Lo afferma su X la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.

A cura di Antonio Palma
17:42

L'Iran avverte gli Usa: "Se attaccati, le basi militari e commerciali americane saranno obiettivi"

n un avvertimento agli Stati Uniti , il presidente del parlamento iraniano ha affermato che le basi militari e commerciali americane saranno considerate obiettivi di ritorsione se Washington interverrà militarmente. Ieri il presidente Donald Trump ha affermato che gli Stati Uniti sono pronti ad aiutare il popolo iraniano  e oggi sue funzionari statunitensi hanno riferito ala CNN che il presidente degli Stati Uniti sta valutando una serie di possibili opzioni militari.

A cura di Antonio Palma
17:21

CNN: "Trump sta valutando un intervento militare in Iran"

Secondo la CNN, Donald Trump starebbe valutando un intervento militare in Iran in supporto dei manifestanti contro il regime. Due funzionari statunitensi infatti hanno riferito lla CNN che il presidente degli Stati Uniti sta valutando una serie di possibili opzioni militari in Iran in seguito alle proteste nel Paese. Il presidente non ha ancora preso una decisione definitiva sull'intervento, hanno affermato i funzionari, ma sta seriamente prendendo in considerazione l'idea di agire, dato che il bilancio delle vittime in Iran continua a salire.

A cura di Antonio Palma
17:03

Iran, Ong: "466 morti nelle proteste"

Il numero di persone uccise nelle proteste in Iran sale a 466: lo afferma l'agenzia statunitense Human Rights Activists News Agency (Hrana), citata dai media internazionali.

A cura di Antonio Palma
16:41

Fratoianni: "Siamo al fianco del popolo iraniano che lotta per la libertà"

"Siamo al fianco del popolo iraniano, dei suoi giovani, che in questi giorni lottano per la propria libertà contro il regime teocratico degli Ayatollah", afferma Nicola Fratoianni dall'assemblea lombarda di Sinistra Italiana. "Chiediamo che l'Europa faccia tutto quello che può fare sul terreno diplomatico, perché la transizione verso la democrazia sia rapida e pacifica, e perché si fermi lo spargimento di sangue in corso con la repressione attuata dal regime di Teheran", conclude.

A cura di Davide Falcioni
16:12

Il figlio dell’ultimo Scià di Persia: "L’ayatollah Ali Khamenei sarà punito per le sue azioni"

Nuovo appello alla protesta contro la leadership iraniana. Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo Scià di Persia Mohammad Reza Pahlavi, ha accusato la Guida Suprema dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamenei, di “brutalità” nella repressione delle manifestazioni in corso e ha assicurato che “sarà punito per le sue azioni”.

In un messaggio pubblicato sul suo account X, Reza Pahlavi ha invitato la popolazione a “scendere nelle strade principali di ogni città con amici e familiari”, sostenendo che le proteste abbiano “notevolmente indebolito la capacità di repressione del regime”. Secondo Pahlavi, sarebbero emerse segnalazioni di una carenza di personale delle forze di sicurezza, incapaci di fronteggiare “milioni di persone in piazza”.

Allo stesso tempo, l’esponente dell’opposizione ha esortato i manifestanti alla prudenza: “Non separatevi e non mettete in pericolo la vostra vita”. Pahlavi ha quindi ribadito il sostegno internazionale al movimento di protesta, affermando che “il mondo sostiene la vostra rivoluzione nazionale e onora il vostro coraggio”.

Nel suo messaggio ha citato anche il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che, a suo dire, “in qualità di leader del mondo libero, osserva attentamente il vostro indescrivibile coraggio” e avrebbe manifestato “la disponibilità ad aiutarvi”.

“Non abbandonate le strade. Il mio cuore e la mia anima sono con voi. So che sarò presto con voi”, ha concluso Pahlavi.

A cura di Davide Falcioni
15:55

Ong: "In Iran 203 morti"

È salito a 203 morti il bilancio delle manifestazioni di protesta  scoppiate in Iran domenica 28 dicembre e che hanno raggiunto più di  cento città nel Paese. Lo riferisce l'organizzazione non governativa  iraniana per i diritti umani Hrana che ha sede negli Stati Uniti e  ottiene informazioni da fonti interne all'Iran.

A cura di Davide Falcioni
15:44

Netanyahu: "Speriamo che l'Iran si liberi dalla tirannia"

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha detto di sperare che l'Iran si liberi presto da quello che ha definito il "giogo della tirannia", mentre le proteste scuotono la Repubblica Islamica. "Tutti speriamo che la nazione persiana si liberi presto dal giogo della tirannia e, quando quel giorno arriverà, Israele e Iran torneranno a essere partner leali nella costruzione di un futuro di prosperità e pace per entrambi", ha dichiarato Netanyahu durante una riunione settimanale del governo.

A cura di Davide Falcioni
14:57

IDF: "Proteste sono questioni interne all'Iran ma dopo le ultime minacce pronti a reagire"

Le Forze di Difesa Israeliane sono operative e pronte a rispondere se necessario. A scriverlo, a seguito della escalation di tensione in Iran, è il Times of Israel. Le IDF, scrive il giornale, valutano le proteste anti regime in Iran come una questione interna del Paese, ma, a seguito delle minacce odierne dell'Iran, che ha indicato obiettivi americani e israeliani come potenziali bersagli di una rappresaglia per un eventuale attacco americano, i militari hanno indicato di essere pronti a rispondere in caso di necessità. Il capo di stato maggiore delle Idf, il tenente generale Eyal Zamir, ha svolto valutazioni della situazione questa settimana alla luce delle proteste in Iran.

A cura di Davide Falcioni
14:06

Il presidente iraniano: "USA e Israele vogliono seminare caos e disordine"

Gli Stati Uniti e Israele vogliono “seminare caos e disordine” in Iran fomentando delle "rivolte" per creare instabilità nel Paese. Lo ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, invitando la popolazione a prendere le distanze dai “rivoltosi e dai terroristi” che stanno "uccidendo innocenti, bruciando le moschee e attaccando le proprietà private". Le istituzioni di Theran, ha proseguito il presidente "sono pronte ad ascoltare la popolazione" e "il governo è determinato a risolvere i problemi economici", come l'alta inflazione che ha innescato, in prima istanza, le proteste in tutto l'Iran.

A cura di Davide Falcioni
14:01

Iran, il presidente Pezeshkian: "Gli Usa e Israele vogliono seminare caos con le rivolte"

Gli Stati Uniti e Israele vogliono “seminare caos e disordine” in Iran fomentando delle "rivolte" per creare instabilità nel Paese. Lo ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, invitando la popolazione a prendere le distanze dai “rivoltosi e dai terroristi” che stanno "uccidendo innocenti, bruciando le moschee e attaccando le proprietà private". Le istituzioni di Theran, ha proseguito il presidente "sono pronte ad ascoltare la popolazione" e "il governo è determinato a risolvere i problemi economici", come l'alta inflazione che ha innescato, in prima istanza, le proteste in tutto l'Iran.

A cura di Antonio Palma
12:53

Netanyahu: "Se il regime cadrà torneremo partner con l'Iran"

Intervenendo all'inizio della riunione di gabinetto, il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha affermato che Israele e Iran torneranno a essere partner dopo la caduta del regime di Teheran. "Stiamo trasmettendo forza agli eroici e coraggiosi cittadini dell'Iran e, una volta caduto il regime, faremo del bene insieme a beneficio di entrambi i popoli", ha detto citato dal Times of Israel. "Tutti speriamo che la nazione persiana venga presto liberata dal giogo della tirannia", ha continuato Netanyahu. "E quando quel giorno arriverà, Israele e Iran torneranno a essere partner fedeli nella costruzione di un futuro di prosperità e pace".

A cura di Davide Falcioni
12:47

I parlamentari iraniani: "Morte all'America"

Le registrazioni della seduta odierna del parlamento iraniano, citate da Sky News, mostrano i parlamentari che gridano "Morte all'America". I cori sono stati pronunciati al termine di un discorso del presidente dell'assemblea Mohammad Baqer Qalibaf, che ha minacciato ritorsioni contro gli USA e Israele in caso di intervento degli Stati Uniti nel Paese. Il canto "Morte all'America", o Marg bar Amrika in persiano, fu reso popolare dal primo leader supremo dell'Iran, l'ayatollah Ruhollah Khomeini, il capofila della Rivoluzione islamica del 1979, che rovesciò il regime dell'ultimo scià iraniano, sostenuto dagli americani.

A cura di Davide Falcioni
12:32

Iran: in giornata presidente Pezeshkian in tv su proteste

Verrà diffusa in giornata un'intervista al presidente iraniano Massoud Pezeshkian sulla situazione economica del Paese e le proteste degli ultimi 15 giorni. Lo riferisce la televisione statale Irib. Nel colloquio con i media iraniani, Pezeshkian discute i "progressi del programma economico del governo" così come "gli eventi recenti e l'approccio" dell'esecutivo per soddisfare le aspettative degli iraniani, secondo la stessa fonte.

A cura di Davide Falcioni
12:24

Iran, Calenda propone manifestazione bipartisan per il sostegno alle proteste

Quello che sta succedendo in Iran "chiama tutti noi a un gesto di solidarietè", scrive su X Carlo Calenda nell'invitare "tutte le forze politiche e sindacali" a "unirsi in una dimostrazione pubblica di sostegno". Il leader di Azione ‘tagga' dunque Giorgia Meloni, Elly Schlein, Antonio Tajani, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Matteo Salvini.

A cura di Davide Falcioni
12:24

Il Papa: "In Iran e Siria si coltivi con pazienza il dialogo"

"Il mio pensiero si rivolge a quanto sta accadendo in questi giorni in Medio Oriente, in particolare in Iran e in Siria, dove persistenti tensioni stanno provocando la morte di molte persone". Così Papa Leone XIV al termine dell'Angelus. "Auspico e prego che se continui con pazienza il dialogo e la pace perseguendo il bene comune dell'intera società", la sua supplica.

A cura di Davide Falcioni
12:00

Perché le donne accedono sigarette con la foto di Khamenei per solidarietà alle proteste in Iran: il valore simbolico

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Dilagano sui social foto e video di donne che accendono sigarette incendiando una foto della guida suprema dell’Iran: il gesto virale ha un forte valore simbolico. Ecco quale.

A cura di Davide Falcioni
11:57

Khamenei: "Se Trump è così bravo si occupi degli USA"

L'ayatollah iraniano Alì Khameni è tornato a intimare al presidente americano Donald Trump di occuparsi dei fatti suoi. "Il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato che se il governo iraniano avesse fatto questo o quello si sarebbe schierato dalla parte dei rivoltosi", ha scritto sul suo account X in francese, e "i rivoltosi hanno riposto in lui le loro speranze". Ma "se è così competente, allora si occupi del suo Paese", ha ammonito.

A cura di Davide Falcioni
11:18

Mahsa Mohebali: "In Iran siamo ad una svolta, mai vista una protesta simile"

Secondo la scrittrice iraniana Mahsa Mohebali, l’Iran è entrato in una fase decisiva della propria storia. In un’intervista a la Repubblica, l’autrice descrive un Paese che reagisce in modo improvviso e radicale: l’attuale ondata di proteste, per estensione e composizione sociale, non ha precedenti nel suo vissuto. L’esito, avverte, è aperto e drammatico: da un lato la possibile fine della Repubblica islamica, dall’altro il rischio di una deriva ancora più repressiva.

Mohebali colloca le radici del movimento nel 2022, dopo l’uccisione di Mahsa Amini, quando la partecipazione civile ha compiuto un salto qualitativo. A questo si è aggiunta, di recente, la guerra di giugno, che ha incrinato un pilastro del regime: la promessa di sicurezza. Per anni, spiega, il timore di un nuovo autoritarismo aveva frenato ogni spinta rivoluzionaria. Oggi però molti iraniani ritengono di non avere più nulla da perdere e accettano l’idea di una transizione controllata, anche con figure simboliche del passato, purché senza nuovi poteri assoluti. Sullo sfondo, resta la paura di un intervento militare esterno, visto come il segnale di una scelta definitiva del regime per la repressione.

A cura di Davide Falcioni
10:49

Associazione Nessuno tocchi Caino: "Studentessa curda di 24 anni uccisa durante proteste a Teheran"

Una studentessa curda di 24 anni è rimasta uccisa durante le proteste a Teheran. Si chiamava Robina Aminian, studiava all’Università Tecnica Shariati ed era originaria di Nowdesheh, nella provincia occidentale di Kermanshah. Secondo quanto riferito dall’associazione Nessuno tocchi Caino, che cita fonti dell’Organizzazione Hengaw per i Diritti Umani, la giovane sarebbe stata colpita a morte da spari delle forze di sicurezza iraniane giovedì 8 gennaio.

Aminian, iscritta a corsi legati al design, sarebbe stata raggiunta da un colpo alla testa esploso a distanza ravvicinata mentre partecipava alle manifestazioni nella capitale. Le ferite riportate si sono rivelate fatali. Dopo l’uccisione, le autorità avrebbero inizialmente negato la restituzione del corpo alla famiglia, sottoponendo i parenti a ripetuti controlli prima di consentire l’identificazione.

Solo in un secondo momento il corpo è stato consegnato ai familiari, ma sotto strette misure di sicurezza. Le autorità, riferiscono le organizzazioni per i diritti umani, avrebbero impedito lo svolgimento di cerimonie funebri o momenti di lutto pubblico nel villaggio vicino a Marivan, dove risiedono parenti stretti della giovane.

Secondo Hengaw, Robina Aminian è la ventitreesima cittadina curda uccisa dall’inizio dell’ultima ondata di proteste che sta attraversando l’Iran, un bilancio che continua ad aggravarsi nel silenzio imposto dalle restrizioni governative.

A cura di Davide Falcioni
10:19

Ghalibaf: "Se attaccati colpiremo obiettivi militari e navali Usa e territori occupati"

L'Iran colpirebbe obiettivi militari e navali statunitensi in caso di un nuovo attacco da parte degli Stati Uniti al Paese, teatro di un'ondata di repressione delle manifestazioni di protesta. Ad affermarlo è stato il presidente del parlamento di Teheran, minacciando apparentemente anche Israele: "In caso di attacco militare da parte degli Stati Uniti, sia il territorio occupato che i centri militari e navali statunitensi saranno nostri obiettivi legittimi", ha affermato in un intervento trasmesso dalla televisione di Stato.

A cura di Davide Falcioni
10:05

Martedì Netanyahu riunirà il gabinetto di sicurezza israeliano

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu riunirà martedì il suo gabinetto politico e di sicurezza per discutere degli sviluppi in Iran. Lo riferiscono i media israeliani. Teheran ha minacciato oggi di colpire Israele e i siti militari americani nella regione se il presidente americano Donald Trump dovesse attaccare l'Iran.

A cura di Davide Falcioni
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