
Le notizie del 25 marzo sulla crisi in Iran, Teheran respinge proposta Usa e detta 5 condizioni: "La Guerra finisce quando decideremo noi". Donald Trump: "Pronti a scatenare l’inferno se non si arrendono”. Il Pentagono ha inviato circa 3.000 paracadutisti in Medio Oriente, mentre sono attesi anche i Marines nel Golfo Persico. Washington tiene aperta la via diplomatica, ma i suoi alleati nella regione frenano: l’Arabia Saudita spinge per continuare il conflitto fino alla caduta del regime, mentre Israele resta scettico sul negoziato.
Sul tavolo ci sarebbe un piano Usa in 15 punti, mediato dal Pakistan, che prevede stop al nucleare iraniano, limiti ai missili, riapertura dello Stretto di Hormuz e revoca delle sanzioni. Teheran però ribadisce: "Trattative con Usa? Non ci fregheranno un'altra volta" . Intanto lo stretto riapre solo alle navi “non ostili” e a pagamento. Sul fronte militare non si vede alcuna de-escalation: missili iraniani hanno colpito Tel Aviv superando l’Iron Dome, mentre Israele ha risposto con raid su Teheran. Dietro le quinte si moltiplicano i tentativi di mediazione, ma il rischio di un allargamento del conflitto resta concreto.
Quasi 5.200 feriti in Israele dall'inizio della guerra contro l'Iran
Il Ministero della Salute israeliano afferma che dall'inizio della guerra contro l'Iran, 5.165 feriti sono stati ricoverati in ospedale, e 106 di loro sono tuttora in cura. Secondo quanto riportato, 13 di loro versano in "gravi condizioni", 26 in condizioni "moderate", 66 in condizioni "lievi" e uno è sotto valutazione medica.
Araghchi: "Nostro obiettivo non è negoziare con gli Usa"
"Il nostro obiettivo non è negoziare con gli Usa, ma continuare a resistere". Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi che ha anche sottolineato che lo stretto di Hormuz è "chiuso solo ai nemici".
Araghchi: "Non ci sono colloqui con gli Usa, stanno solo inviando messaggi attraverso diversi mediatori"
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi: "Non ci sono colloqui con gli Stati Uniti. Gli Stati Uniti stanno inviando messaggi attraverso diversi mediatori. Lo scambio di messaggi tramite mediatori non significa negoziare con gli Stati Uniti. Il fatto che stiano ora parlando di negoziati è un'ammissione di sconfitta; non avevano prima chiesto la resa incondizionata?" ha detto Araghchi che era stato individuato dalla Casa Bianca come uno dei leader iraniani con cui erano state intavolate trattative.
Paesi del Golfo: “Baghdad fermi attacchi delle milizia filo-iraniane”
Diversi paesi del Golfo, insieme alla Giordania, hanno sottoscritto una dichiarazione congiunta che chiede all'Iraq di agire immediatamente per fermare i gruppi armati filo-iraniani che dal suo territorio conducono attacchi. La dichiarazione è stata firmata da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Kuwait, Bahrein e Giordania dopo che gruppi appartenenti al movimento filo-Teheran della Resistenza Islamica in Iraq hanno attaccato con droni e razzi in Iraq e nella regione.
Mef: "Se la guerra si prolunga effetti negativi sulla crescita italiana"
"Qualora il conflitto in Medio Oriente dovesse protrarsi, gli effetti negativi sulla crescita potrebbero estendersi oltre il breve periodo, con un impatto più persistente sia sulle condizioni di approvvigionamento energetico sia sulla fiducia di imprese e consumatori". E' quanto scrive il Mef nel programma sulle emissioni di titoli di stato. "Questi sviluppi saranno incorporati nell'aggiornamento delle previsioni macroeconomiche nell'ambito della Relazione annuale sui progressi compiuti nel 2025, all'interno del Documento di Finanza Pubblica che sarà pubblicato in aprile" sottolinea il ministero dell'economia.
Teheran: "Usa si preparano a impadronirsi di una nostra isola"
L'Iran denuncia presunto piano Usa per impadronirsi di un'isola del golfo. Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha avvertito che gli avversari dell'Iran, sostenuti da un Paese regionale non specificato, si starebbero preparando a impadronirsi di una delle isole iraniane. "Secondo alcuni dati, i nemici dell'Iran, con il supporto di uno dei paesi della regione, si stanno preparando a occupare una delle isole iraniane", ha affermato Ghalibaf in un post su X. “Tutti i movimenti del nemico sono sotto la piena sorveglianza delle nostre forze armate. Se dovessero oltrepassare i limiti consentiti, tutte le infrastrutture vitali di quel Paese della regione diventeranno, senza alcuna limitazione, bersaglio di attacchi implacabili.”
Casa Bianca: "Per le truppe di terra in Iran non sarebbe necessaria autorizzazione del Congresso"
"Il presidente vuole mantenere tutte le opzioni a sua disposizioni". Così la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha riposto a chi le chiedeva dei mille parà della 82ma aviotrasportata che si preparano ad essere dispiegati nei prossimi giorni in Medio Oriente. Rispondendo poi a chi le chiedeva se il presidente Trump si impegnerà a chiedere l'autorizzazione del Congresso prima di un eventuale invio di truppe di terra in Iran, la portavoce ha detto che "in questo momento non è necessaria".
"L'autorizzazione formale del Congresso non sarebbe necessaria perché siamo in questo momento impegnati in maggiori operazioni di combattimento in Iran", ha detto ancora Leavitt, aggiungendo poi che l'amministrazione "rispetterà sempre la legge" a riguardo. Infine ha evitato di rispondere a chi le chiedeva se le truppe di terra siano l'unica opzione per riaprire lo stretto di Hormuz, affermando di non voler rispondere a domande ipotetiche e ribadendo che la decisione a riguardo spetta solo al presidente.
Esercito iraniano: “Situazione a Hormuz non tornerà mai come prima”
La situazione nello Stretto di Hormuz "non tornerà come prima" e sarà Teheran a decidere chi potrà transitare attraverso il braccio di mare strategico. Lo ha dichiarato il portavoce di Khatam al-Anbiya – il comando operativo delle forze armate iraniane – citato dai media locali. "L'autorità di autorizzare il transito è nostra", ha affermato Ebrahim Zolfaghari in un videomessaggio, aggiungendo che "il prezzo del petrolio è nelle nostre mani". Riferendosi agli sforzi negoziali sostenuti dagli Stati Uniti, il portavoce ha aggiunto che "mentre cercate di evitare un prolungamento della guerra, la potenza delle nostre forze armate cresce di momento in momento". In una precedente dichiarazione, Zolfaghari aveva accusato gli Stati Uniti di "negoziare con se stessi".
L'emiro del Qatar elogia gli sforzi di de-escalation del Pakistan
L'emiro del Qatar elogia gli sforzi di de-escalation del Pakistan in una telefonata con il Primo Ministro. Il diwan Amri del Qatar ha rilasciato una dichiarazione in cui illustra la telefonata avvenuta oggi tra l'emiro Sheikh Tamim bin Hamad Al Thani e il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif. "Entrambe le parti hanno sottolineato l'importanza della de-escalation e della cessazione delle operazioni militari nella regione, ribadendo la necessità di dare priorità alle soluzioni diplomatiche", si legge nella dichiarazione. “A questo proposito, Sua Altezza l'Emiro ha elogiato il ruolo del Pakistan nel sostenere gli sforzi volti a ridurre le tensioni e a raggiungere una soluzione pacifica che conduca alla pace, alla sicurezza e alla stabilità.”
Teheran minaccia i vicini: "Potremmo prendere le zone costiere di Bahrein ed Emirati"
L'Iran potrebbe prendere territori costiere del Bahrein e degli Emirati se gli Stati Uniti "commettessero degli errori". La minaccia arriva da un analista iraniano, Morteza Simiyari, citato dalla tv di Stato, secondo quanto rilancia il Times of Israel. "Se gli americani commetteranno qualche errore nella regione, ci impadroniremo delle coste del Bahrain e degli Emirati Arabi Uniti", dice, affermando che l'esercito si è addestrato per l'operazione e la conquista delle coste "è all'ordine del giorno delle nostre forze armate".
Netanyahu: “Priorità ora è smantellare Hezbollah”
La campagna contro l'Iran "continua a pieno ritmo, nonostante quanto riportato dai media". Lo ha affermato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu durante una riunione in video con le autorità dell'area di confine settentrionale. Lo riferisce Times of Israel. La minaccia di un'invasione del nord di Israele da parte di Hezbollah "non esiste più", ha spiegato, aggiungendo che ora l'attenzione è rivolta allo "smantellamento di Hezbollah". "Siamo determinati a fare tutto il possibile per cambiare radicalmente la situazione in Libano", ha aggiunto. Netanyahu ha sottolineato inoltre che l'impegno di Israele a proteggere i drusi in Siria "rimane in vigore".
Casa Bianca: "Le trattative con l'Iran continuano ma pronti a scatenare l'inferno"
"L'Iran vuole parlare e Donald Trump è disposto ad ascoltare. Le trattative con l'Iran continuano e sono costruttive" Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt rispondendo a chi le chiedeva della bocciatura dell'Iran al piano di pace in 15 punti. Gli Usa sono "molto vicini" a raggiungere gli obiettivi dell'operazione contro l'Iran ha dichiarato in conferenza stampa Leavitt spiegando che Washington è "in anticipo di 20 giorni" sulla tabella di marcia di un'offensiva che era stata studiata per durare "dalle quattro alle sei settimane". Donald Trump "non bluffa ed è pronto a scatenare l'inferno se l'Iran non accetta la sconfitta" ha avvertito la portavoce , sottolineando che "l'Iran non dovrebbe commettere errori di calcolo".
L'Egitto è pronto a ospitare qualsiasi incontro tra Stati Uniti, Israele e Iran
Il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty ha dichiarato che il Cairo è pronto a ospitare qualsiasi incontro relativo alla guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran, purché contribuisca alla de-escalation. Abdelatty ha dichiarato in una conferenza stampa che l'Egitto appoggia l'iniziativa del presidente statunitense Donald Trump di negoziare con l'Iran. Riguardo alla risposta dell'Iran al piano statunitense, ha affermato: "Dobbiamo continuare i nostri sforzi, tutto si basa sulla diplomazia e sui negoziati".
Macron: "Il Libano gode del pieno sostegno della Francia"
Il presidente francese Emmanuel Macron ha ribadito che il Libano gode del "pieno sostegno" della Francia nel contesto dell'intensificarsi dell'offensiva tra il gruppo libanese Hezbollah e Israele. "Dall'inizio dell'escalation militare decisa da Hezbollah, il governo libanese ha adottato misure forti e coraggiose per attuare il suo programma volto a consolidare la sovranità, in un modo che serva gli interessi di tutto il popolo libanese", ha affermato Macron in un post sui social media, riferendosi a una conversazione avuta ieri con il suo omologo libanese Joseph Aoun. “Continueremo a fornire aiuti umanitari alla popolazione sfollata, così come continueremo a sostenere con fermezza le Forze Armate libanesi e le Forze di Sicurezza Interna, fornendo loro veicoli blindati per il trasporto nei prossimi giorni".
Netanyahu: "La campagna contro l'Iran continua a pieno ritmo"
La campagna contro l'Iran "sta continuando a pieno ritmo, nonostante quanto riportato dai media". Lo sostiene il premier israeliano Benjamin Netanyahu durante un incontro in video con i capi dei governi locali dell'area di confine con il Libano .Secondo quanto riferito da fonti israeliane al New York Times, il premier Benjamin Netanyahu avrebbe ordinato alle forze armate di intensificare le operazioni nelle prossime 48 ore, puntando in particolare su programmi missilistici e nucleari iraniani. Israele starebbe accelerando gli attacchi contro l'industria militare iraniana nel timore che un possibile piano di pace tra Stati Uniti e Iran possa portare a una rapida sospensione delle ostilità prima del raggiungimento degli obiettivi strategici di Tel Aviv.
Circa 2.000 navi e 20.000 marittimi bloccati nello Stretto di Hormuz
Secondo Arsenio Dominguez, segretario generale dell'Organizzazione marittima internazionale (IMO), la situazione attuale nello Stretto di Hormuz si è rivelata "una vera sfida" per il settore marittimo globale. "Abbiamo 20.000 marittimi bloccati nello Stretto di Hormuz e circa 2.000 navi impossibilitate a navigare", ha dichiarato Dominguez ad Al Jazeera. "Naturalmente, più a lungo quelle navi restano lì, più a lungo gli equipaggi continuano a soffrire a livello mentale e di affaticamento, oltre alla riduzione di tutte le provviste necessarie al funzionamento delle navi", ha aggiunto. Il capo dell'IMO ha affermato che le compagnie assicurative si rifiutano di farsi carico degli oneri o dei costi dei sinistri. La maggior parte ha annullato i contratti o sta applicando premi elevati. Al momento, vivono grazie agli aiuti umanitari forniti dai paesi che si affacciano sullo stretto. Il piano del presidente statunitense Donald Trump di scortare le navi attraverso lo stretto è semplicemente "insostenibile", secondo Dominguez perché non vi è alcuna garanzia che i viaggi dei mercantili non vengano presi di mira e che i marinai innocenti non vengano uccisi.
Segretario Onu Guterres: "Giunto il momento di porre fine alla guerra fuori controllo in Iran"
Il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha affermato che il conflitto in Medio Oriente è "fuori controllo", aggiungendo che il mondo "si trova sull'orlo di una guerra ancora più estesa". Guterres ha affermato che è "giunto il momento" che Stati Uniti e Israele pongano fine alla guerra contro l'Iran, e ha esortato Teheran a smettere di attaccare i paesi vicini "che non fanno parte del conflitto". "È ora di smettere di salire lungo la scala dell'escalation e iniziare a salire la scala diplomatica, e tornare al pieno rispetto del diritto internazionale", ha aggiunto.
Netanyahu: "Israele sta ampliando la zona cuscinetto nel Libano meridionale"
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che le forze armate di Israele stanno ampliando una "zona cuscinetto" nel Libano meridionale, mentre l'esercito prosegue la sua offensiva contro Hezbollah. "Abbiamo creato una vera e propria zona di sicurezza che impedisce qualsiasi infiltrazione verso la Galilea e il confine settentrionale", ha dichiarato Netanyahu in un videomessaggio. "Stiamo ampliando questa zona per allontanare ulteriormente la minaccia dei missili anticarro e per creare una zona cuscinetto più ampia" ha spiegato.
Cnn: "La Casa Bianca lavora a incontro sull'Iran nel weekend in Pakistan"
La Casa Bianca sta lavorando per organizzare colloqui sulla guerra in Iran nel fine settimana in Pakistan. Lo riporta Cnn citando due funzionari dell'amministrazione, secondo le quali i piani attuali prevedono che JD Vance voli in Pakistan insieme ad altri rappresentanti dell'amministrazione. La Turchia, riporta Cnn, è un'altra delle possibili sedi per i colloqui. "Stiamo concludendo l'operazione Epic Fury Sarà conclusa a breve" ha dichiarato intanto lo speaker della Camera Usa, Mike Johnson, intervenuto in conferenza stampa sull'operazione militare in corso in Iran.
Pasdaran: "Attacchi ad Israele risposta all'ultimatum di Trump"
I massicci attacchi iraniani di oggi su Israele sono stati la risposta all'ultimatum del presidente americano Donald Trump. A sottolinearlo è stato il generale Seyyed Majid Mousavi, comandante dell'aviazione dei Guardiani della Rivoluzione. "Trump deve capire che ogni minaccia e ultimatum all'Iran è un atto di guerra", ha scritto su X. "Oltre a perseguire la strategia militare iraniana, gli attacchi sferrati contro punti strategici di Dimona e Haifa nelle ultime ore sono stati un chiaro messaggio in risposta alle minacce di due e cinque giorni lanciate dagli Stati Uniti", ha spiegato.
Israele all'Onu: "Condannante Hezbollah, dal 2 marzo ha lanciato 3.500 ordigni"
In una lettera indirizzata all'Onu e postata sull'account X, il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar ha reso noto che "dal 2 marzo, Hezbollah ha lanciato indiscriminatamente oltre 3.500 missili, droni e razzi contro Israele". "Proprio ieri, la ventisettenne Nuriel Dubin è stata uccisa da un attacco missilistico di Hezbollah", scrive il ministro. "Chiedo al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di condannare inequivocabilmente Hezbollah e di designare questo gruppo terroristico affiliato all'Iran come organizzazione terroristica". Sa'ar ha postato la foto della lettera inviata al Consiglio di sicurezza.
L'esercito statunitense annuncia attacchi contro le "infrastrutture" militari iraniane.
Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha annunciato che le sue forze stanno conducendo attacchi contro quelle che ha definito "le infrastrutture e le capacità militari del regime iraniano", che rappresentano una minaccia per i soldati e i partner statunitensi nella regione. Il Centcom ha pubblicato un video di 19 secondi degli attacchi contro l'Iran.
Israele afferma di aver bombardato fabbriche di armi durante attacchi notturni su Teheran.
L'esercito israeliano afferma che la sua aviazione ha colpito durante la notte diversi siti di produzione di armi iraniane a Teheran. Il comunicato dell'esercito, pubblicato su Telegram, affermava che gli impianti presi di mira venivano utilizzati dall'Iran per la produzione di varie armi aeree e navali, comprese quelle destinate ad Hamas a Gaza, a Hezbollah in Libano e ad altri gruppi in tutto il Medio Oriente. "Parallelamente, sono stati colpiti siti difensivi, tra cui una postazione di lancio di missili antiaerei e un ulteriore sito contenente i sistemi di difesa aerea del regime", si legge nel comunicato.
Trump accusa la "sinistra radicale" di minare i "grandi successi militari" in Iran.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha accusato gli oppositori politici di tentare di minare quello che ha definito un "grande successo militare" nella guerra israelo-americana contro l'Iran. In un post sulla sua piattaforma Truth Social, Trump ha affermato che "la sinistra radicale e i democratici che odiano la patria stanno cercando di creare caos interno per sminuire il grande successo militare che stiamo ottenendo in Iran". "Detestano vederci vincere in modo così completo e decisivo, ma il pubblico americano capisce cosa sta succedendo. Prima l'America!" ha aggiunto.
Drone colpisce l'aeroporto del Kuwait e causa un incendio
Il portavoce dei vigili del fuoco del Kuwait ha dichiarato che le forze dell'ordine sono attualmente impegnate a spegnere un incendio all'aeroporto del Kuwait, causato da droni "ostili". "Stiamo intervenendo, con il supporto dei vigili del fuoco dell'esercito, della Guardia Nazionale e della compagnia petrolifera, per domare un incendio in un serbatoio di carburante all'aeroporto del Kuwait, preso di mira da droni ostili", ha dichiarato il generale di brigata Mohammed Al-Ghareeb in un comunicato diffuso dall'agenzia di stampa kuwaitiana. Durante una conferenza stampa, ha confermato di aver "gestito 4 incendi in diverse località, scoppiati a seguito della caduta di schegge". Al-Ghareeb ha anche affermato che 82 episodi simili si sono verificati nel Paese "dall'inizio dell'aggressione iraniana".
L'India acquista il primo carico di GPL iraniano dopo 7 anni
L'India ha acquistato il suo primo carico di GPL iraniano dopo anni, in seguito alla temporanea revoca delle sanzioni statunitensi sul petrolio e sui carburanti raffinati di Teheran, secondo quanto riportato da Reuters, che cita fonti del settore. L'India aveva interrotto gli acquisti di energia dall'Iran nel 2019 a seguito delle pressioni esercitate dalle sanzioni occidentali. La petroliera Aurora, soggetta a sanzioni e carica di GPL iraniano, dovrebbe raggiungere a breve il porto di Mangalore, sulla costa occidentale, e il carico verrà distribuito tra i tre rivenditori di carburante: Indian Oil Corp, Bharat Petroleum Corp e Hindustan Petroleum Corp. L'India è tra i paesi più colpiti dall'interruzione delle spedizioni energetiche attraverso lo Stretto di Hormuz dall'inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran.
Libano: uccise 1.094 persone dall'inizio della guerra
Il Libano afferma che gli attacchi israeliani hanno ucciso 1.094 persone dall'inizio della guerra. Secondo il Ministero della Salute libanese, almeno 1.094 persone sono state uccise e altre 3.119 ferite dall'inizio dell'offensiva israeliana, il 2 marzo. Ha aggiunto che almeno 22 persone sono state uccise e altre 153 ferite solo nella giornata di oggi.
Israele: non passa legge "Qatar Stato nemico"
La proposta di ‘legge Urich', per dichiarare il Qatar uno Stato nemico di Israele, è stata bocciata alla Knesset, con 28 voti a favore e 45 contrari. Lo ha riferito Channel 12. A promuoverla è stato il leader centrista Yair Lapid, che nel suo intervento in Parlamento ha ricordato il Qatargate che vede coinvolto il consulente del premier Benjamin Netanyahu, Yonatan Urich. Quest'ultimo è indagato, insieme a Eli Feldstein e Israel Einhorn, con l'accusa di aver preso soldi dal Qatar – Stato sostenitore e finanziatore di Hamas – per promuovere una copertura mediatica a favore di Doha mentre lavoravano nell'ufficio del primo ministro, prima e dopo il massacro del 7 ottobre 2023 e l'avvio della guerra a Gaza. "Proprio a causa della vicenda Urich, la coalizione dovrebbe sostenere la legge. Proprio nell'ufficio di Netanyahu sanno meglio di chiunque altro quanto siano estesi i tentacoli del polpo qatarino. Questi tentacoli devono essere recisi", ha affermato Lapid.
Merz: "Espresso a Trump le mie preoccupazioni, evidenziato i rischi"
Friedrich Merz ha "espresso le sue preoccupazioni" a Donald Trump ed "evidenziato i rischi che questa guerra comporta per l'intera economia globale". Ad assicurarlo è stato lo stesso cancelliere tedesco, rispondendo al Bundestag ad una domanda sulla guerra in Medio Oriente e gli sforzi in atto per contribuire a porvi fine. "Stiamo cercando di fare tutto il possibile per persuadere gli Stati Uniti e Israele a cercare una soluzione diplomatica a questa guerra", ha quindi aggiunto il capo del governo tedesco.
L'Iran arresta 39 persone e sequestra sette dispositivi Starlink
Il Ministero dell'Intelligence iraniano afferma che le autorità hanno arrestato 39 persone e sequestrato armi e munizioni, oltre ad almeno sette dispositivi Starlink a Teheran. Le autorità hanno riferito che durante gli arresti sono state sequestrate 49 bombe artigianali, due fucili Kalashnikov, 16 pistole, 50 caricatori e oltre 1.500 proiettili. Secondo il gruppo di monitoraggio NetBlocks, il blocco di internet a livello nazionale imposto dalle autorità iraniane è giunto al 26° giorno.