
Le notizie del 22 marzo sulla guerra tra Iran, Usa e Israele. La minaccia di Trump: "Iran apra Hormuz entro 48 ore o colpiremo centrali elettriche". Teheran risponde: "Distruggeremo le infrastrutture energetiche USA" e ribadisce: "Lo Stretto di Hormuz è chiuso solo per i nostri nemici". Media Israele: "Una vittima in un attacco vicino al confine col Libano e 175 feriti negli attacchi a Dimona e Arad". Infine, il capo di stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane (Idf), il tenente generale Eyal Zamir, ha affermato sempre secondo la stampa locale che i missili iraniani hanno una "gittata tale da raggiungere le capitali europee: Berlino, Parigi e Roma, e sono tutte a portata di tiro diretta". Ma Teheran nega di aver attaccato la base britannico-statunitense di Diego Garcia. HMS Anson nel Mar Arabico: il sottomarino nucleare britannico si trova ora vicino all’Iran.
Primo Ministro del Libano: "Rischiamo una guerra imposta dall'alto"
Il primo ministro libanese Nawaf Salam afferma che gli attacchi israeliani a cui il Libano è sottoposto sono stati "imposti e non sono una sua scelta". In un'intervista con Al Hadath TV, il primo ministro ha affermato che "sarebbe stato meglio per coloro che hanno trascinato il Paese in questo conflitto agire razionalmente prima di correre un altro rischio", come ha riportato l'Agenzia Nazionale di Stampa. Inoltre, il Libano è "in ritardo di anni negli sforzi per monopolizzare le armi sotto il controllo statale", ha aggiunto Salam, sottolineando che il governo "non farà marcia indietro sulle sue decisioni riguardanti il monopolio delle armi".
Idf: "Sette soldati feriti nel Libano e nel nord di Israele"
Sette soldati delle Forze di difesa israeliane (Idf) sono rimasti leggermente feriti in una serie di incidenti avvenuti oggi nel Libano meridionale e nel nord di Israele, secondo quanto riferito dall'esercito. Lo riporta The Times of Israel. Secondo quanto riferito dalle Forze di Difesa Israeliane, quattro soldati sono rimasti feriti in un incidente legato alla sicurezza avvenuto questa sera durante delle operazioni nel sud del Libano. In un altro incidente avvenuto in precedenza nel Libano meridionale, un soldato è rimasto ferito dall'impatto di un drone di Hezbollah in prossimità delle forze israeliane, secondo quanto riferito dall'esercito. Inoltre, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) affermano che altri due soldati sono rimasti feriti in un "incidente sul lavoro" nel nord di Israele.Tutti e sette sono stati trasportati in ospedale.
Metsola: "Riapertura stretto Hormuz nostra priorità"
"La riapertura dello stretto di Hormuz è la nostra priorità". Lo ha affermato la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola intervistata da Fabio Fazio a "Che tempo che fa" in onda su Nove. "Il regime ci dice che ha dei missili che possono arrivare anche a 4 mila chilometri e queste sono minacce a cui noi dobbiamo essere pronti a rispondere" ha aggiunto. "Per noi la soluzione non sarebbe stata militare, per noi che fondiamo tutto sul principio della legge e del diritto internazionale dovevamo trovare una soluzione diplomatica". Lo ha affermato la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola intervistata da Fabio Fazio a "Che tempo che fa" in onda su Nove. "Quello che stiamo vedendo adesso con gli attacchi brutali verso tutto il Medio Oriente, il paese del Golfo per esempio, ci dice quanto è grande la minaccia dell'Iran abbiamo fatto tutto il possibile per evitare questa situazione, siamo stati molto vicini al popolo iraniano che chiedeva la libertà, stiamo vicini ai paesi che sono stati e stanno colpendo il regime iraniano tutti i giorni".
Macron sente principe saudita Bin Salman: "Serve moratoria su infrastrutture energetiche"
Il presidente francese Emmanuel Macron ha reso noto su X di avere "parlato con il principe ereditario dell'Arabia Saudita, Mohammed bin Salman" al quale ha "ribadito la solidarietà della Francia e il nostro impegno a contribuire alla difesa aerea del territorio saudita, poiché il Paese è soggetto a ripetuti e inaccettabili attacchi missilistici e con droni iraniani". Il presidente francese ha poi precisato che "di fronte al rischio di un'escalation incontrollata, è essenziale più che mai che tutte le parti belligeranti concordino nell'istituire una moratoria sulle infrastrutture energetiche e civili e che l'Iran ripristini la libertà di movimento nello Stretto di Hormuz". Per Macron "è giunto il momento della responsabilità e della moderazione, al fine di creare le condizioni per la ripresa del dialogo, unico in grado di garantire pace e sicurezza per tutti. In questo momento critico, il G7 e il Consiglio di Cooperazione del Golfo devono rafforzare il loro coordinamento. Francia e Arabia Saudita stanno collaborando in tal senso".
Kallas sente i ministri degli Esteri di Iran, Turchia e Qatar
L'Alto Rappresentante Ue Kaja Kallas ha tenuto oggi colloqui separati con i suoi omologhi di Turchia, Qatar e Corea del Sud sulla guerra in Medio Oriente, gli attacchi alle infrastrutture energetiche e sull'urgente necessità di riaprire lo Stretto di Hormuz. Lo rendono fonti Ue sottolineando come Kallas ha anche parlato con il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. "Questi colloqui fanno parte degli sforzi continui dell'Ue per esplorare vie diplomatiche per andare avanti. Nuove minacce di attacco alle infrastrutture civili critiche rischiano di colpire milioni di persone in tutto il Medio Oriente e oltre", spiegano le fonti
Araghchi: "La libertà di navigazione a Hormuz non può esistere senza la libertà di commercio"
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha scritto su X che "lo Stretto di Hormuz non è chiuso", aggiungendo che "le navi esitano perché le compagnie assicurative temono la guerra che voi, Stati Uniti e Israele, avete iniziato, non l'Iran". Araghchi ha poi aggiunto che "nessuna compagnia assicurativa, e nessun iraniano, si lascerà intimorire da ulteriori minacce", sottolineando che "la libertà di navigazione non può esistere senza la libertà di commercio. Bisogna rispettare entrambe, altrimenti non ci si può aspettare nessuna delle due".
Idf: "Ancora diverse settimane di combattimenti con Hezbollah e Iran"
Israele deve aspettarsi "diverse altre settimane di combattimenti" contro Hezbollah libanese e l'Iran: lo ha detto il generale di brigata Effie Defrin, portavoce dell'esercito israeliano. "Ogni giorno che passa, indeboliamo ulteriormente il regime terroristico . Non permetteremo al regime terroristico e ai suoi alleati di rappresentare una minaccia per i cittadini di Israele", ha dichiarato in un discorso televisivo. "Cittadini di Israele, ci aspettano ancora diverse settimane di combattimenti contro l'Iran e Hezbollah", il movimento islamista alleato di Teheran, ha aggiunto il portavoce.
Iran: "Anche chi finanzia a guerra degli Usa è un obiettivo legittimo"
L'influente presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha lanciato un nuovo monito agli Usa. "Oltre alle basi militari, anche gli enti che finanziano il bilancio militare statunitense sono obiettivi legittimi", ha scritto il politico su X. "I titoli del Tesoro americano sono intrisi del sangue degli iraniani", si legge nel post, "acquistarli significa assicurarsi un attacco al proprio quartier generale e ai propri asset". "Monitoriamo i vostri portafogli", conclude, "questo è l'ultimo avviso".
Tre diversi raid contro milizie filoiraniane in Iraq
Tre raid aerei hanno colpito combattenti delle Forze di mobilitazione popolare (Pmf), una coalizione di ex paramilitari che comprende anche gruppi armati filo-iraniani, in Iraq, hanno annunciato le autorità locali. Gli attacchi hanno colpito la regione di Jurf al-Sakhr, un'area pesantemente fortificata dove si concentrano le attività di queste milizie e hanno preso di mira in particolare le Brigate Kataib Hezbollah, ha detto un funzionario del gruppo armato. "Le unità delle Pmf sono state colpite da attacchi di droni e raid aerei, con tre attacchi in diverse località", secondo una dichiarazione di una cellula di crisi istituita dalle autorità locali. La dichiarazione aggiunge che, poiché le posizioni colpite erano deserte, non sono stati segnalati feriti.
Trump e l'ultimatum all'Iran: "Sarà totalmente distrutto"
"Presto scoprirete cosa succederà con l'ultimatum sulle centrali elettriche: il risultato sarà molto positivo. Ci sarà la distruzione totale dell'Iran e funzionerà alla grande". Lo ha dichiarato il presidente Usa, Donald Trump, intervistato dall'emittente israeliana Canale 13. "I Paesi della Nato non stanno facendo nulla, è una grande vergogna", ha dichiarato ancora il presidente Usa, rilanciando le sue accuse contro l'Alleanza atlantica per quello che giudica un mancato impegno nella guerra contro la Repubblica islamica. "L'Iran si è comportato malissimo per 47 anni. Ora sta ricevendo la giusta punizione", ha aggiunto
Rutte: "Offensiva fondamentale per limitare nucleare dell'Iran"
Il Segretario Generale della NATO, Mark Rutte, ha affermato che l'offensiva militare statunitense e israeliana in Iran è "fondamentale" per eliminare le capacità nucleari e missilistiche dell'Iran. "E' fondamentale che gli Stati Uniti stiano conducendo questa azione per eliminare le capacità nucleari e missilistiche dell'Iran. Rappresentano una minaccia esistenziale per Israele, per la regione, per l'Europa e per il mondo intero", ha dichiarato Rutte in un'intervista a Fox News. "Ecco perché è cruciale che gli Stati Uniti lo stiano facendo. E' necessario", ha aggiunto. Rutte ha fatto riferimento allo Stretto di Hormuz e ha affermato che è necessario "collaborare" con i 22 Paesi che ieri hanno firmato un documento dichiarando la loro disponibilità a contribuire a garantire il passaggio sicuro attraverso questa via d'acqua strategica. "Dobbiamo collaborare con questi 22 Paesi, la maggior parte dei quali membri della NATO, per stabilire cosa sia necessario per garantire l'apertura dello Stretto di Hormuz e la libera circolazione".
Spagna: "Aprire Hormuz e tutelare tutti i siti energetici in Medio Oriente"
La Spagna "chiede l'apertura dello Stretto di Hormuz e la tutela di tutti i siti energetici del Medio Oriente": è quanto dichiarato attraverso un post su X dal premier spagnolo, Pedro Sanchez. "Ci troviamo a un punto di svolta globale. Un'ulteriore escalation potrebbe scatenare una crisi energetica a lungo termine per tutta l'umanità", prosegue il suo messaggio. "Il mondo non dovrebbe pagare le conseguenze di questa guerra".
Rutte: "22 Paesi hanno risposto alla chiamata di Trump su Hormuz"
"La buona notizia è che da giovedì un gruppo di 22 Paesi, la maggior parte della Nato, ma ci sono anche Paesi come il Giappone, la Corea del Sud o il Bahrein, si è riunito per assicurarsi che lo Stretto di Hormuz possa riaprire il prima possibile". Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte in un'intervista a Fox News. A chi gli ricordava che Donald Trump ha recentemente chiamato "codardi" gli Alleati della Nato, Rutte non ha risposto entrando nel merito dello scontro. Ha però sottolineato che i 22 Paesi della cosiddetta coalizione di Hormuz si sono uniti "per rispondere alla chiamata di Trump".
Idf: "Intensificheremo le operazioni terrestri in Libano"
Israele "intensificherà" le operazioni "terrestri mirate" in Libano: lo ha affermato il capo di Stato maggiore dell'esercito il tenente generale Eyal Zamir. “L’Iran è il nostro obiettivo principale, e il fronte settentrionale è un altro fronte centrale. Sono interconnessi. L’organizzazione terroristica Hezbollah costituisce un organo per procura fondamentale del regime terroristico iraniano, e ha commesso un grave errore scegliendo di unirsi alla campagna contro Israele. Questa scelta danneggia sia essa che lo Stato del Libano nel suo complesso”, ha dichiarato ieri Zamir approvando i piani di battaglia presso il Comando Nord. Zamir ha affermato che l'esercito si sta preparando ad "intensificare" l'offensiva di terra nel Libano meridionale e i raid aerei contro il gruppo terroristico: "Non ci fermeremo finché la minaccia non sarà allontanata dal confine e non sarà garantita la sicurezza a lungo termine per gli abitanti del nord". "Siamo pronti per una lunga campagna e continueremo ad agire come necessario, sia in attacco che in difesa, per garantire la sicurezza a lungo termine degli abitanti del nord", ha aggiunto.
Attacchi israeliani a Gaza provocano 4 morti
I raid aerei israeliani hanno ucciso almeno quattro persone a Gaza, colpendo un veicolo della polizia nel campo profughi di Nuseirat, nella Striscia centrale, e un altro sito nel nord, nell'ambito delle quasi quotidiane violazioni israeliane del "cessate il fuoco" di ottobre. Funzionari sanitari palestinesi hanno riferito che tre uomini sono stati uccisi nella Striscia di Gaza centrale e che i medici li hanno identificati come membri della polizia controllata da Hamas. Altre dieci persone sono rimaste ferite nell'attacco. In precedenza, un altro attacco a Sheikh Radwan aveva causato la morte di una persona, identificata come un leader di un gruppo armato affiliato a Fatah, e il ferimento di altre.
Cardinale Zuppi: "Il male ha sempre conseguenze, dov'è finito l'uomo?"
"Di fronte a tanto male dovremmo chiederci dov'e' finito l'uomo". Lo ha detto il cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana, durante l'omelia della messa in conclusione dell'ostensione delle spoglie di san Francesco. "Il male ha sempre conseguenze, anche l'amore ma lo vince. Non dobbiamo pensare che il male non abbia conseguenze" ha aggiunto.
Media: "Israele valuta di limitare voli e passeggeri allo scalo Ben Gurion"
Il ministero dei Trasporti israeliano, l'Autorità per l'aviazione civile e i funzionari militari stanno valutando di ridurre il numero di voli all'aeroporto Ben Gurion e di limitare ulteriormente il numero di passeggeri. Lo scrive Haaretz. A seguito degli attacchi missilistici iraniani che hanno ferito 143 persone nelle città meridionali israeliane di Arad e Dimona, le autorità aeronautiche si riuniscono oggi per una valutazione della situazione. Si prevede che i funzionari della sicurezza raccomanderanno un inasprimento delle restrizioni già in vigore presso l'aeroporto. Attualmente, i voli in partenza dall'aeroporto Ben Gurion sono limitati a uno o due all'ora e sono operati da compagnie aeree israeliane, tra cui El Al. Ogni volo in partenza può trasportare circa 120 passeggeri. I voli per il rimpatrio degli israeliani che si trovano all'estero all'inizio della guerra continuano, ma al momento nessuna compagnia aerea straniera opera presso l'aeroporto. La valutazione della situazione e le restrizioni previste giungono mentre gli israeliani si preparano per la festività di Pesach, un periodo che solitamente rappresenta un picco di viaggi.
Teheran: "Nei raid di Usa e Israele uccisi 210 bambini e colpiti 300 centri sanitari"
Le autorità iraniane hanno riferito che almeno 210 bambini sono morti dall'inizio della guerra e hanno denunciato i danni a quasi 300 centri sanitari, ospedali e servizi di emergenza in tutto il paese. "210 bambini sono morti nella recente guerra", ha annunciato il ministro della Salute Mohammadreza Zafargandi, secondo l'agenzia di stampa Tasnim. Il ministro iraniano ha affermato che la guerra lanciata da Israele e dagli Stati Uniti contro l'Iran va oltre gli scontri militari e "ha causato gravi danni alla popolazione civile, compresi bambini e donne", senza fornire un bilancio totale delle vittime del conflitto. Il primo giorno di guerra, il 28 febbraio, almeno 165 persone, tra cui 120 bambini, sono state uccise in un attacco a una scuola elementare nella città meridionale di Minab. Inoltre, ha indicato che circa 300 centri sanitari, ospedali e servizi di emergenza sono stati danneggiati. L'Iran non ha fornito un bilancio ufficiale delle vittime dal 5 marzo, quando ha riportato 1.230 morti. Tuttavia, l'ONG di opposizione HRANA, con sede negli Stati Uniti, stima il bilancio delle vittime a 3.230, di cui 1.406 civili.
Centcom smentisce Teheran: "Nessun caccia F-15 è stato abbattuto"
Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha smentito le rivendicazioni iraniane sul presunto abbattimento di un caccia americano F-15 nei cieli del Paese. "Voci sostengono che il regime iraniano abbia recentemente abbattuto un F-15 statunitense sopra l’Iran Nessun velivolo da combattimento degli Stati Uniti è stato abbattuto dall’Iran" si legge in un post pubblicato su X . La smentita arriva dopo che Teheran aveva dichiarato di aver intercettato e colpito un caccia nei pressi dell’isola di Hormuz, nel sud del Paese.
Idf: "Colpite fabbriche di armi e sede intelligence in Iran"
Le IDF continuano ad intensificare il loro impatto operativo sui sistemi e le capacità militari del regime terroristico iraniano. Nella notte, scrive su Telegram l'esercito israeliano, l'Aeronautica Militare Israeliana, agendo sulla base di informazioni di intelligence delle IDF, ha completato una vasta serie di attacchi contro infrastrutture appartenenti al regime terroristico iraniano nell'area di Teheran. "Nell'ambito degli attacchi, le IDF hanno preso di mira siti utilizzati dagli organi di sicurezza subordinati al regime iraniano per la produzione e lo stoccaggio di armi". "Tra i siti colpiti: una base militare iraniana utilizzata per l'addestramento dei soldati e lo stoccaggio di sistemi missilistici destinati a colpire aerei. Un impianto di produzione e stoccaggio di armi del ministero della Difesa. Un sito di produzione di armi dell'Aeronautica Militare del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC). Parallelamente, le IDF hanno colpito un ulteriore quartier generale del ministero dell'Intelligence iraniano e il centro operativo di emergenza delle Forze di Sicurezza Interna".
Da Pahlavi appello a Usa e Israele: "Risparmiate infrastrutture civili"
Il figlio dell’ultimo shah, Reza Pahlavi, ha lanciato un appello a Stati Uniti e Israele affinché evitino di colpire le infrastrutture civili iraniane, esortando al contempo a proseguire le azioni contro la leadership della Repubblica islamica. "Le infrastrutture civili dell’Iran appartengono al popolo iraniano e al futuro di un Iran libero. Le infrastrutture della Repubblica islamica sono invece la macchina di repressione e di terrore utilizzata per impedire che quel futuro diventi realtà" ha scritto Pahlavi su X. "Chiedo al presidente Trump e al primo ministro Netanyahu di continuare a colpire il regime e il suo apparato repressivo, risparmiando però le infrastrutture civili di cui gli iraniani avranno bisogno per ricostruire il Paese – ha aggiunto – L’Iran non è la Repubblica islamica: l’Iran deve essere protetto, il regime deve essere smantellato". "Con il sostegno degli Stati Uniti e di Israele, e soprattutto grazie al sacrificio dei patrioti iraniani, l’ora della libertà dell’Iran è vicina", ha concluso.
Bessent (USA): "Abbiamo fondi a sufficienza per finanziare questa guerra"
"Abbiamo fondi a sufficienza per finanziare questa guerra. Si tratta di un finanziamento supplementare". Lo ha detto segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent, riferendosi a ulteriori finanziamenti richiesti al Congresso per garantire la prontezza militare futura. "Il presidente Trump ha potenziato le forze armate, come ha fatto durante il suo primo mandato e come sta facendo ora nel suo secondo, e vuole assicurarsi che le forze armate siano ben rifornite anche in futuro", ha aggiunto Bessent in un'intervista a Nbc News.
A Gaza morti 3 agenti di polizia Hamas in attacco israeliano
I media palestinesi riferiscono di tre morti e dieci feriti in un attacco israeliano contro un veicolo della polizia di Hamas nella Striscia di Gaza centrale. Secondo quanto riportato dai media, i morti e i feriti sono stati identificati come agenti della polizia di Nuseirat, affiliata ad Hamas.
Idf: "Nostre difese tra le migliori al mondo, ma non sono ermetiche"
Il portavoce dell’esercito israeliano, Roni Kaplan, si è recato ad Arad, all’indomani dell’attacco con un missile balistico iraniano che ha ferito 88 persone, di cui 10 in modo grave. "Qui vediamo la manifestazione della minaccia iraniana – ha dichiarato Kaplan al Times of Israel – Subiamo un impatto diretto perché le nostre difese aeree non sono ermetiche, anche se restano tra le migliori al mondo".
Presidente Libano: "Raid d'Israele ai ponti sono preludio a invasione di terra"
Il presidente libanese Joseph Aoun ha condannato gli attacchi israeliani contro ponti e altre infrastrutture nel sud del Paese, definendoli un "preludio a un'invasione di terra". Aoun "ha condannato gli attacchi e la distruzione da parte di Israele di infrastrutture e strutture vitali nel Libano meridionale, in particolare il ponte di Qasmiyeh sul fiume Litani e altri ponti", si legge in una dichiarazione della presidenza. "Questi attacchi rappresentano una pericolosa escalation e una flagrante violazione della sovranità del Libano e sono considerati un preludio a un'invasione di terra", ha affermato Aoun, poche ore dopo che il ministro della Difesa israeliano aveva dichiarato che all'esercito era stato ordinato di distruggere altri ponti presumibilmente utilizzati da Hezbollah.
Rutte (NATO): "Numerosi Paesi pronti a implementare visione Trump su stretto di Hormuz"
Numerosi Paesi Nato sono pronti a "implementare la visione di Donald Trump" e assicurare la libera navigazione nello stretto di Hormuz. Lo ha affermato il segretario generale della NATO, Mark Rutte, in un'intervista a Fox News. "Appena possibile, stiamo programmando l'intervento" a livello logistico, ha spiegato Rutte. "E' cruciale che gli Usa siano intervenuti contro il programma nucleare iraniano", che rappresenta "una minaccia globale", ha aggiunto Rutte.
In Libano il bilancio dei morti sale a 1.029 dall'inizio della guerra
Il ministero della Salute libanese ha reso noto che il bilancio delle vittime della guerra tra Hezbollah e Israele, scoppiata il 2 marzo, è salito a 1.029. Anche il numero dei feriti è aumentato, raggiungendo quota 2.786.
Bessent (USA): "Soldati Usa a Kharg? Tutte le opzioni sono sul tavolo"
"A volte bisogna intensificare una guerra per ridimensionarla". Lo ha detto il segretario al Tesoro americano Scott Bessent alla Nbc News rispondendo ad una domanda sulle intenzioni di Donald Trump in Iran. Sollecitato sulla possibilità che truppe Usa vengano dislocate sull'isola iraniana di Kharg, Bessent si è limitato a rispondere che "tutte le opzioni sono sul tavolo". Secondo il segretario al Tesoto Trump ha "obiettivi molto chiari" nel conflitto con l'Iran: distruggere la marina e l'aeronautica iraniane, le capacità missilistiche del Paese e la sua capacità di rifornirsi di armamenti. Bessent ha, inoltre, sottolineato che i due missili lanciati contro una base anglo-americana sull'isola di Diego Garcia, nell'Oceano Indiano, sono stati sparati "per disperazione".
Ministro Salute Iran: "Attacchi di Usa e Israele hanno ucciso 210 bambini da inizio guerra"
Gli attacchi di Stati Uniti e Israele in Iran "hanno causato dall'inizio della guerra la morte di 210 bambini e il ferimento di altri 1.510". Lo ha detto il ministro della Salute iraniano, Mohammad Reza Zafarghandi, citato dall'emittente statale Irib. Il ministro ha aggiunto che gli attacchi israelo-statunitensi hanno finora danneggiato 300 centri sanitari, di cura e di emergenza
Pezeshkian: "Affronteremo minacce deliranti sul campo di battaglia"
"L'illusione di cancellare l'Iran dalla mappa dimostra disperazione contro la volontà di una nazione che ha fatto la storia. Minacce e terrore non fanno altro che rafforzare la nostra unità". Lo ha scritto in un messaggio su X il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian. "Affrontiamo con fermezza le minacce deliranti sul campo di battaglia", ha aggiunto Pezeshkian.