
Le notizie del 19 marzo 2026 sulla crisi in Iran. Netanyahu: "Dopo 20 giorni di raid, Teheran non può più arricchire uranio, Guerra in Iran Fino a che sarà necessario”. Donald Trump: “Non ho intenzione di inviare truppe, ma se lo facessi non lo direi". Annunciato piano a 6 per riapertura di Hormuz, c’è anche l’Italia ma Crosetto precisa: "Solo con una tregua e su mandato Onu". L'Iran ha bombardato la raffineria di petrolio di Haifa in Israele. Lo stesso presidente Usa ha avvertito che, in caso di nuovi attacchi iraniani al Qatar, in particolare all’impianto Gnl di Ras Laffan, gli Stati Uniti reagirebbero colpendo il giacimento di South Pars. Teheran: "Attacchi a impianti energetici avranno conseguenze incontrollabili". Il capo del Pentagono Hegseth: "Nessuna scadenza fissata per fine guerra". Intanto sale il prezzo del Brent (+5% a 112 dollari), mentre in Italia il governo taglia le accise di 25 centesimi per 20 giorni.
Israele: Hezbollah ha lanciato finora 700 razzi e droni
Il portavoce in lingua araba dell'esercito israeliano ha affermato che Hezbollah ha lanciato "circa 700 razzi, proiettili di artiglieria e droni verso Israele" dal 2 marzo. Avichay Adraee ha aggiunto che questi provenivano da aree situate a sud del fiume Litani e ha accusato l'esercito libanese di non essere riuscito a scacciare Hezbollah dalla zona. Secondo il Ministero della Salute del Libano, gli attacchi israeliani contro il Paese hanno causato la morte di oltre mille persone dal 2 marzo.
Teheran chiede a Berlino di chiarire il ruolo di Ramstein nel conflitto con Usa e Israele
Teheran ha chiesto a Berlino di chiarire il ruolo della base aerea di Ramstein nel conflitto tra Usa, Israele e Iran. Lo ha dichiarato l'ambasciatore iraniano in Germania, Majid Nili, citato da Al Jazeera.
Mezzaluna Rossa iraniana: 204 bambini sono stati uccisi nei raid in Iran
La Mezzaluna Rossa iraniana ha riferito che 204 bambini sono stati uccisi dall'inizio della guerra, di cui 53 di età inferiore ai cinque anni. Oltre 18.000 civili sono rimasti feriti. "Quando bambini e donne incinte vengono presi di mira, non si tratta più di un incidente militare, ma piuttosto del segno di una grave violazione della dignità umana", ha affermato la Mezzaluna Rossa. Inoltre, 498 scuole, 251 centri medici e 17 centri della Mezzaluna Rossa sono stati danneggiati dai raid aerei a partire dall'8 marzo, con oltre 70.000 unità civili danneggiate in totale. "Ci aspettiamo che tutte le istituzioni internazionali, in particolare le organizzazioni attive nel campo dei diritti umani, non rimangano in silenzio di fronte a queste flagranti violazioni", si legge nella dichiarazione.
Usa: distrutto impianto di missili balistici iraniano a Karaj
Il Comando centrale americano ha annunciato di aver distrutto l'impianto di missili superficie-superficie a Karaj, a nord-ovest di Teheran. "Prima dell'Operazione Epic Fury, il regime iraniano utilizzava lo stabilimento di missili terra-terra di Karaj per assemblare missili balistici che minacciavano gli Stati Uniti, i paesi limitrofi e il traffico marittimo commerciale. La foto del 1° marzo 2026 mostra lo stabilimento prima degli attacchi statunitensi. L'immagine dell'11 marzo 2026 mostra lo stesso luogo dopo che le forze statunitensi hanno colpito la struttura con munizioni di precisione" riferisce il Centcom in un post sui social.
Netanyahu: "Crepe nel sistema di potere a Teheran, non siamo certi che Mojtaba Khamenei guidi l'Iran"
Secondo il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, ci sarebbero segnali di tensione e divisione interna in Iran. Secondo il primo ministro, non sarebbe Mojtaba Khamenei alla guida del Paese e non vi sono certezze su chi stia guidando l'Iran in questo momento. Per Netanyahu sarebbe insolito il fatto che Khamenei non si sia mostrato in pubblico, parlando inoltre di ordini contraddittori arrivati dai vertici. Secondo il primo ministro israeliano, inoltre, l'autorità esercitata in passato da Ali Khamenei non sarà trasferita ad altri.
Allarmi scattano nel nord di Israele durante la conferenza stampa di Netanyahu
Allarmi a ripetizione scattati nel nord di Israele per un lancio di missili dall'Iran durante la conferenza stampa tenuta del premier israeliano Benjamin Netanyahu.
Soldati spagnoli evacuati dall'Iraq
Il personale militare spagnolo schierato in Iraq è stato evacuato in Turchia, lo ha dichiarato la ministra della Difesa spagnola Margarita Robles. Cinquantasette prestavano servizio nella coalizione a guida statunitense contro l'ISIS, e 42 facevano parte della missione NATO in Iraq. Robles ha affermato che si sono verificati scambi di missili vicino alla base di quest'ultimo gruppo, il che ha ostacolato l'operazione.
Netanyahu: "Israele ha trascinato Trump nella guerra? Una bufala"
"Questa bufala che Israele avrebbe trascinato il presidente Trump… è ridicolo. Come ha detto Trump, c'è sempre un rischio quando si agisce, ma quando c'è una minaccia esistenziale, il rischio molto più grande è quando non si agisce. L'Iran stava spostando sottoterra il programma nucleare e sviluppando missili balistici intercontinentali. La gente dice: ma non li aveva ancora. Quando non si agisce subito il rischio è enorme". Lo ha detto Netanyahu ai giornalisti in una conferenza stampa.
Netanyahu: “Con gli Usa lavoriamo a nuove alleanze di cui si parlerà”
"Con gli Usa portiamo avanti la battaglia del mondo libero contro l'asse del male, abbiamo creato alleanze e stiamo lavorando a nuove alleanze di cui si parlerà. La nostra alleanza con gli Usa è senza precedenti nella storia". Lo ha detto il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in conferenza stampa. "Dicono che Israele in qualche modo abbia trascinato gli Stati Uniti in un conflitto con l'Iran. Pensate davvero che qualcuno possa dire a Trump cosa fare? Andiamo" ha aggiunto. "Nel secondo giorno della guerra vi ho promesso che avremmo cambiato il Medio Oriente. E l'abbiamo già cambiato. Israele è più forte che mai e l'Iran più debole che mai. Israele oggi è una potenza regionale, e c'è chi dice anche mondiale in alcuni settori", ha concluso
Netanyahu: "Guerra in Iran Fino a che sarà necessario"
"Quanto tempo durerà la guerra? Fino a che sarà necessario". Lo ha affermato il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu in conferenza stampa. "In una mano teniamo la spada di Davide, e l'altra è tesa verso la pace. Chi ci porgerà la mano in segno di pace, la stringeremo. A chi ci attaccherà, toglieremo la mano", ha detto il premier. "Il regime in Iran non è vicino al collasso, la resa di Teheran non è all'ordine del giorno" dicono funzionari della sicurezza Israeliana all'emittente Channel 12 dopo che nella serata di ieri, in una riunione protrattasi fino a dopo mezzanotte, i ministri del gabinetto politico e di sicurezza sono stati informati della situazione. La guerra con l'Iran si protrarrà probabilmente per settimane, aggiungono fonti ‘autorevoli' citate da Channel 12.
Idf: “Non siamo neanche a metà della campagna militare”
Israele "non è nemmeno a metà" della sua campagna contro l'Iran. Lo ha dichiarato il capo di Stato maggiore delle Forze di difesa israeliane (Idf), Eyal Zamir, in una discussione interna, secondo quanto riferito dal Times of Israel. Stando all'emittente Canale 12, inoltre, funzionari militari israeliani ritengono che non esista una tempistica definita al momento per la fine della guerra, mentre la leadership delle Idf sarebbe unanime nell'opporsi a una sospensione delle operazioni in questa fase.
Netanyahu: “Dopo 20 giorni di raid, Iran non è in grado di arricchire uranio”
"Dopo 20 giorni di attacchi, oggi l'Iran non ha la capacità di arricchire uranio né di produrre missili balistici. E continuiamo a colpire". Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu partecipando a una conferenza stampa dal vivo per la prima volta dopo diversi giorni, la seconda da quando è iniziata l'operazione ‘Il Ruggito del leone'. "Siamo concentrarti su tre obiettivi: eliminazione del programma nucleare dell'Iran, di quello balistico e creare le condizioni perché il popolo iraniano possa prendere in mano il proprio destino" ha dichiarato il primo ministro israeliano.
Berlino si accoda all'Italia: "Intervento a Hormuz solo dopo la tregua”
Il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, non esclude un intervento della Bundeswehr nello Stretto di Hormuz, ma questo potrebbe arrivare dopo una tregua e a condizioni precise, ha spiegato. "Non lo escludiamo, ma non è una decisione da prendere al momento", ha affermato a Berlino. La partecipazione della Germania a una missione internazionale sarebbe possibile "dopo una tregua o alla fine della guerra", ha detto, secondo quanto riportano alcuni media tedeschi fra cui der Spiegel. La decisione dipenderà oltre che dalla situazione della sicurezza nella regione, "anche dal contesto nell'ambito di un mandato internazionale, al quale potremmo partecipare se tutti i parametri venissero rispettati e il Bundestag desse l'approvazione".
Araghchi: "Chi agirà a Hormuz sarà complice aggressione"
"Qualsiasi partecipazione all'aggressione militare statunitense-sionista" nello Stretto di Hormuz "equivarrebbe a complicità nell'aggressione e negli efferati crimini commessi dagli aggressori". Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano Seyyed Abbas Araghchi, in una telefonata con il ministro degli Esteri gaipponese, Toshimitsu Motegi.
L'Arabia Saudita distrugge tre droni intercettati nella regione orientale
Il Ministero della Difesa saudita ha dichiarato di aver intercettato e distrutto tre droni nella parte orientale del Paese. Nella giornata di oggi, un drone si è schiantato contro la raffineria Samref del regno, situata nella città portuale orientale di Yanbu. Inoltre, un missile balistico diretto verso il porto di Yanbu è stato distrutto.
"Da Hormuz passano fertilizzanti, la guerra minaccia la sicurezza alimentare globale"
La guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran rappresenta una grave minaccia per la sicurezza alimentare globale, è l'avvertimento de direttore generale dell'Organizzazione Mondiale del Commercio, lanciando un appello affinché le catene di approvvigionamento internazionali rimangano aperte. Il conflitto in Medio Oriente "minaccia la sicurezza alimentare globale poiché le interruzioni delle spedizioni e l'aumento dei costi energetici riducono l'offerta e fanno lievitare il prezzo dei fertilizzanti", ha dichiarato Ngozi Okonjo-Iweala ai giornalisti a Ginevra.Circa un terzo della fornitura mondiale di fertilizzanti azotati transita attraverso lo Stretto di Hormuz. "Un'interruzione prolungata delle forniture potrebbe avere ripercussioni a catena sui sistemi alimentari, spingendo gli agricoltori a ridurre l'uso di fertilizzanti e a coltivare colture che richiedono un minore impiego di risorse", ha affermato. Okonjo-Iweala ha insistito sul fatto che è "essenziale mantenere aperti e prevedibili i canali commerciali alimentari globali, consentendo alle forniture alimentari di raggiungere i luoghi in cui sono più necessarie".
Teheran chiede chiarezza a Berlino su base Usa di Ramstein
L'Iran ha chiesto a Berlino di chiarire il ruolo della base aerea di Ramstein nella guerra israelo-americana contro l'Iran, ha detto l'ambasciatore di Teheran in Germania, Majid Nili. "Abbiamo chiesto loro di chiarire o spiegare il ruolo di Ramstein", ha affermato Nili, aggiungendo che "il ruolo di Ramstein non è ufficialmente chiaro per noi". "Finora non abbiamo ricevuto alcuna risposta" ha aggiunto.
Mosca: “Convocheremo l'ambasciatore israeliano per l'attacco ai giornalisti di Rt”
La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha annunciato che in relazione all'attacco missilistico israeliano che ha messo a rischio la vita di due giornalisti dell'emittente russa Rt in Libano l'ambasciatore di Israele sarà presto convocato. "Le circostanze indicano che l'attacco contro i giornalisti è stato condotto deliberatamente e con precisione, come confermato anche dalle immagini dell'esplosione del missile riprese dalle telecamere", ha affermato la diplomatica, citata da Rt. "Considerata la morte di duecento giornalisti a Gaza, gli eventi odierni non possono essere definiti accidentali. Soprattutto perché il razzo non ha colpito una ‘struttura militare strategica di importanza cruciale', bensì il luogo in cui si stava svolgendo un reportage", ha scritto inoltre Zakharova su Telegram. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, a sua volta ha definito l'episodio "inaccettabile".
Crosetto: "Nessun ingresso dell'Italia ad Hormuz senza una tregua"
"Nessun ingresso dell'Italia ad Hormuz senza una tregua" della guerra in Iran, lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto confermando che l'Italia si muoverà solo nell'ambito di una iniziativa multilaterale estesa sotto mandato delle Nazioni Unite. "Ho letto interpretazioni totalmente errate sul documento approvato oggi da alcune nazioni europee e non, tra cui l’Italia. Nessuna missione di guerra. Nessun ingresso ad Hormuz senza una tregua e senza un’iniziativa multilaterale estesa" ha detto Crosetto , aggiungendo: "Siamo consapevoli però dell’importanza per tutti di lavorare per la riapertura in sicurezza di Hormuz e riteniamo che sia giusto ed opportuno che siano le Nazioni Unite ad offrire la cornice giuridica per un’iniziativa pacifica e multilaterale per raggiungere questo obiettivo".
Droni prendono di mira la compagnia petrolifera nazionale del Kuwait: incendi
Il Ministero della Difesa del Kuwait afferma che due droni hanno preso di mira "unità operative affiliate alla Compagnia Petrolifera Nazionale, provocando lo scoppio di alcuni incendi". Non si sono registrate vittime, ha dichiarato il portavoce, il colonnello Saud Abdulaziz al-Otaibi.Nelle ultime 24 ore, i sistemi di difesa aerea del Kuwait hanno rilevato 18 droni ostili nel suo spazio aereo e ne hanno distrutti 13.
Araghchi: “Nessuna moderazione se nostri impianti saranno colpiti di nuovo”
"La nostra risposta all'attacco di Israele alle nostre infrastrutture ha impiegato solo una piccola parte della nostra potenza. L'unica ragione di tale moderazione è stato il rispetto della richiesta di allentamento delle tensioni". Lo ha scritto in un post sul social X il ministro degli Esteri dell'Iran Abbas Araghchi. "Nessuna moderazione se le nostre infrastrutture verranno colpite di nuovo", ha minacciato, "qualsiasi conclusione di questa guerra dovrà tenere conto dei danni subiti dai nostri siti civili".
Organizzazione marittima internazionale chiede corridoio sicuro per lo Stretto di Hormuz,
L'Organizzazione Marittima Internazionale (Imo) ha approvato una dichiarazione in cui i Paesi aderenti chiedono l'apertura di "un corridoio navale sicuro" per il traffico commerciale attraverso lo strategico Stretto di Hormuz, chiuso in larga parte ai transiti dall'Iran in risposta agli attacchi di Usa e Israele. La dichiarazione è stata approvata dai Paesi membri del consiglio dell'Imo, incontratisi ieri e oggi a Londra per una riunione di emergenza incentrata sulle conseguenze dello scenario bellico nel Golfo. Teheran fa parte dell'Organizzazione, ma non del Consiglio.
Usa approva vendita armi per oltre 16 miliardi a Stati del Golfo colpiti da Iran
Gli Stati Uniti hanno approvato vendite di armi per oltre 16 miliardi di dollari agli Stati del Golfo colpiti dalla guerra con l'Iran. Lo annuncia il dipartimento di Stato. Per aggirare il Congresso e vendere circa 16 miliardi di dollari di armi agli Emirati Arabi Uniti, al Kuwait e alla Giordania, Il Dipartimento di Stato ha affermato che il segretario di Stato Marco Rubio ha stabilito che "esiste un'emergenza che richiede la vendita immediata" di munizioni, tecnologia anti-drone, missili a medio raggio e sistemi di difesa aerea e missilistica agli alleati mediorientali. Lo riporta il New York Times. L'amministrazione Trump aveva dichiarato un'emergenza simile all'inizio di questo mese per accelerare la vendita di armi a Israele, ricorda il Nyt.
Conte: "No alla partecipazione dell'Italia alla missione per Hormuz"
"Ormai siamo arrivati al livello che le informazioni ce le abbiamo o da Washington o in questo caso da Londra. Da Londra ci vien detto che l'Italia parteciperebbe a questa missione, diciamo assolutamente no". Lo spiega il leader del M5S Giuseppe Conte, rispondendo ai cronisti che gli hanno chiesto cosa pensa della notizia che l'Italia fa parte del gruppo dei sei Paesi che si stanno mobilitando per poter garantire la navigabilità nello stretto di Hormuz. "Trump ha creato questa instabilità, ha fatto questi attacchi illegali. Trump risolve il problema, non chiede a noi di mandare i nostri uomini, le nostre navi, i nostri mezzi", aggiunge arrivando all'Università Statale di Milano per un incontro con gli studenti di UniSi sul referendum.
Dal Libano razzi su nord Israele, 4 feriti di cui uno grave
Quattro persone sono rimaste ferite, una delle quali in modo grave, dall'impatto di un razzo lanciato dal Libano su Kiryat Shmona, nel Nord di Israele. Lo hanno riferito i soccorritori, precisando che un 60enne è in gravi condizioni mentre una donna di circa 70 anni è in condizioni moderate e con un trauma cranico. I paramedici hanno riferito di aver prestato soccorso anche s due uomini sulla ventina in condizioni moderate con ferite da schegge. I media hanno riferito che l'Iran ha lanciato tre ondate di missili verso le regioni centrali, settentrionali e meridionali del Paese. L'esercito israeliano afferma inoltre che i suoi sistemi di difesa sono al lavoro per intercettare un attacco proveniente dall'Iran. "Il Comando del Fronte Interno ha emesso una direttiva preliminare direttamente ai telefoni cellulari nelle aree interessate", ha annunciato l'Idf
Trump: “Stiamo difendendo lo Stretto di Hormuz per tutti, alleati più disponibili ma è troppo tardi”
"L'Iran è quasi raso al suolo, l'unica cosa rimasta è lo Stretto di Hormuz. Noi stiamo difendendo lo Stretto per tutti". Lo ha detto Donald Trump. "La scampagnata in Iran finirà presto, siamo in anticipo sulla tabella di marcia. In due settimane abbiamo distrutto la loro Marina, la loro aeronautica e tutta la loro tecnologia è andata. Al di là di questo l'Iran sta bene", ha messo in evidenza Trump facendo sorridere i presenti. Gli alleati della Nato stanno diventando più disponibili riguardo all'impegno nello Styretto di Hormuz, "ma ormai è troppo tardi" ha aggiunto poi presidente Trump parlando nello Studio Ovale.
Israele: Raffineria Haifa colpita da frammento di missile intercettore e non da bomba
Le raffinerie di Haifa sono state colpite da un frammento di un missile intercettore che ha colpito una struttura sul posto e non dal missile a frammentazione lanciato dall'Iran. Lo sostiene il governo israeliano spiegando che all'interno dell'edificio erano presenti materiali infiammabili che hanno provocato l'incendio. Tra le 15 e le 20 squadre dei vigili del fuoco stanno operando sul luogo. È stato escluso il rischio di una fuoriuscita di sostanze pericolose. L'Idf ha reso noto che le truppe stanno conducendo operazioni di ricerca e fornendo assistenza ai civili sul posto.
Trump: "Ho detto a Netanyahu di non attaccare più le strutture petrolifere e del gas in Iran"
"Ho detto a Netanyahu di non attaccare più le strutture petrolifere e del gas in Iran, e lui mi ha detto che non lo farà più" lo ha detto il presidente Usa Donald Trump nello Studio Ovale dopo il colloquio con la premier giapponese.
Teheran rivendica di aver colpito il cacca F35 Usa
L'Iran ha rivendicato di aver colpito l'F35 americano costretto a un atterraggio di emergenza. La tv di Stato ha mostrato le immagini di quello che sostiene essere "il momento in cui il caccia F-35 è stato abbattuto nei cieli dell'Iran". Secondo il Comando Centrale, il jet è atterrato in sicurezza in una base americana e il pilota è in condizioni stazionarie.
Eventuale missione italiana su Hormuz solo con l'Onu
Un eventuale missione che possa coinvolgere diversi Paesi come l'Italia, per garantire la navigazione commerciale dello Stretto di Hormuz, potrebbe avvenire solo sotto l'egida delle Nazioni Unite. Lo ribadiscono fonti informate della Difesa dopo la dichiarazione congiunta su Hormuz firmata dall'Italia con Regno Unito, Francia, Germania, Olanda e Giappone.