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Crisi di Governo 2022

Casini: “Conflitto Conte-Renzi è stato aspro, presidente del Consiglio faccia sforzo per recuperare”

20 Gennaio 2021 07:15
Ultimo agg. 20 Gennaio 2021 - 23:23
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Le notizie del 20 gennaio sulla crisi di Governo tra Conte e Renzi, la giornata politica in diretta. Conte è salito al Quirinale per un colloquio con il Presidente Mattarella, dopo aver fatto una riunione a Palazzo Chigi i capi delegazione delle forze di maggioranza. Il premier ha riferito al Capo dello Stato le sue valutazioni dopo il voto di fiducia alle Camere. Il presidente del Consiglio scrive su Twitter che ora l'obiettivo è "allargare la maggioranza". Renzi attacca: "Dopo il Conte 1, dopo il Conte Bis ora siamo al Conte dimezzato". Zingaretti tira un sospiro di sollievo: "Ieri abbiamo rischiato il salto nel buio". Anche il centrodestra ha chiesto un incontro al Colle: Salvini, Meloni e Tajani saranno ricevuti da Mattarella domani pomeriggio. Intanto la Camera e il Senato hanno approvato lo scostamento di bilancio da 32 miliardi quasi all'unanimità.

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11:38

Casini: "Conflitto Conte-Renzi è stato aspro, presidente del Consiglio faccia sforzo per recuperare"

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"Il conflitto tra Conte e Renzi è stato aspro, i toni sono stati a volte oltremisura, da parte di entrambi. Il tema è questo, vogliamo restare imprigionati in questa contesa tra i due o cercare di andare oltre. Lo stesso Conte, che ha l'onere di recuperare il governo, si adoperi in uno sforzo supplementare. Io me lo auguro per la coalizione e per non fare un favore al sovranismo di Salvini e Meloni": lo ha detto Pier Ferdinando Casini, in un'intervista al Messaggero.

A cura di Annalisa Girardi
11:35

Azzolina: "Anche in Senato ieri è prevalso il buonsenso"

"Anche al Senato ieri hanno prevalso il buonsenso e la necessità di dare risposte urgenti al Paese. Al lavoro senza sosta per studenti, famiglie e personale scolastico": lo scrive la ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina, su Twitter.

A cura di Annalisa Girardi
11:28

Nencini: "Ho votato all'ultimo perché la segreteria del partito è durata diverse ore"

"Pizzicare parlamentari a destra e a manca non è un progetto politico se non si imbocca la strada maestra non c'è possibilità che il governo possa durare": lo ha detto il senatore del Psi Riccardo Nencini intervistato da Rainews 24. Poi, in un lungo post su Facebook, fa il punto sulle polemiche scoppiate riguardo al suo voto in Senato, arrivato all'ultimo minuto: "Leggo interpretazioni sbagliate", ha scritto, spiegenado che "il ritardo è dipeso dal fatto che la segreteria del partito è durata diverse ore con strascichi altrettanto lunghi". E ancora: "La mia posizione era nota: astensione benevola in attesa di capire se le aperture del presidente Conte all’area socialista fossero davvero fondate. Leggo ricostruzioni fantasiose circa il voto in ritardo. ‘Nencini ha trattato per un ministero'. Mi viene da ridere. Proprio perché, per il protrarsi del dopo segreteria del partito, ho votato per ultimo, quando i voti a favore erano solo 154, il mio voto sarebbe servito a ben poco".

A cura di Annalisa Girardi
11:09

Meloni risponde con un video a chi la chiama pesciarola: "Mestiere nobile, non come voi"

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"La sinistra e i Cinque Stelle, perché ieri in Aula ho detto la verità, da oggi mi chiamano pesciarola, dimostrando ancora una volta quanto siano distanti dalla gente comune, di quanto la schifino. Invece a me, che sono persona di poco, la cosa non dà affatto fastidio. C'è gente che fa un lavoro nobile come vendere il pesce e poi c'è gente che fa un lavoro ignobile come comprare le persone in Parlamento. Potete dire che faccio parte della prima categoria, ma sicuramente voi fate parte della seconda": lo afferma Giorgia Meloni in un video risposta alle accuse ricevute dopo il suo intervento alla Camera prima del voto di fiducia.

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A cura di Annalisa Girardi
11:01

Faraone (Iv): "Conte non fa politica, sta portando il Paese nella palude"

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"Conte continua a non fare politica e a non comprendere che sta portando il Paese nella palude. Una persona che ha intenzione di costruire quel progetto politico europeista e riformista a cui ha fatto riferimento nel suo intervento, avrebbe dovuto fare tutt'altro che rivolgersi agli Scilipoti e Razzi 3.0. Io mi sarei aspettato un'azione rivolta alla Bonino, o che chiamasse Calenda invece di farlo chiamare da Mastella. O che telefonasse a noi di IV per capire quali sono le cose che non sono andate fino ad ora, invece di pensarci in vendita": lo ha detto il capogruppo di Italia Viva al Senato, Davide Faraone, intervenendo a Omnibus su La7.

Per poi ribadire che da molti mesi il suo partito cerca di cambiare "il corso di un governo che si è dimostrato molto limitato quando serviva un rilancio". E ancora: "Ieri è esplosa una crisi che era già palese, mi dispiace che anche il PD non stia esercitando la sua funzione".

A cura di Annalisa Girardi
10:43

Ciampolillo: "Si può votare fino alla fine, ero sicuro di quello che stavo facendo"

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"Si può votare fino alla fine, io non sono arrivato tardi", lo ha detto il senatore Lello Ciampolillo, raggiunto ieri sera dai giornalisti alla fine del voto sulla fiducia a Giuseppe Conte in Senato. E ha smentito il fatto di aver deciso di votare all'ultimo in modo favorevole per ottenere qualcosa in cambio. "Ho votato, semplicemente ho votato alla fine insieme al collega Nencini, ero sicuro di quello che stavo facendo", ha raccontato spiegando come fossero andate le cose in Aula.

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A cura di Annalisa Girardi
10:36

Quali sono i numeri del Governo al Senato

La maggioranza relativa raccolta al Senato non basterà a Mattarella, ma non basta neanche a Conte, che già da ieri sera ha iniziato le operazioni per "allargare la maggioranza". I numeri del Governo al Senato sono troppo bassi: 156 sì, a 5 voti dalla maggioranza assoluta. Tra chi ha votato sì ieri ci sono tre senatori a vita, due dissidenti di Forza Italia, la base di ex 5 Stelle, i responsabili e altri ancora. È necessario l'appoggio di un'altra forza politica che sostituisca, nei fatti, Italia Viva.

A cura di Tommaso Coluzzi
10:33

Bellanova: "Conte si è molto affezionato al suo ruolo, ma 156 voti mi paiono poca cosa"

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L'ex ministra di Italia Viva, Teresa Bellanova, intervenendo a Radio Capital, commenta il voto di ieri sera in Senato: "I voti presi da Giuseppe Conte? Mi paiono poca cosa. Pensare di aver vinto con 156 voti, alcuni dei quali raccattati con contrattazioni poco qualificabili e tre senatori a vita. Le sorti delle istituzioni mi sembrano poco solide". Poi l'ex titolare dell'Agricoltura ribadisce di non sentire su di sé la responsabilità di aver aperto una crisi di governo, ma afferma di averlo fatto per un senso di responsabilità verso il Paese: "Quando ho capito di non poter più svolgere il mio lavoro, mi sono dimessa. Sarei rimasta a fare tappezzeria. Fare il ministro porta onori e oneri, quando è diventato solo un onore senza poter incidere ho capito che quello non era più il mio posto". Sul presidente del Consiglio ha detto: "Conte si è molto affezionato al suo ruolo e alla sua centralità e ha tolto spazio al ruolo del Parlamento. Basta vedere quanti decreti e quanti Dpcm sono stati fatti".

A cura di Annalisa Girardi
10:27

L'ex ministro Fioramonti: "Con questi numeri Conte si dimetta e chieda incarico per nuovo governo"

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"Con questi numeri la cosa più ragionevole è andare al Quirinale per rassegnare le dimissioni e chiedere un nuovo incarico per un nuovo governo, puntando sul massimo delle competenze, come chiesto a gran voce anche da tanti parlamentari che hanno votato la fiducia": lo ha scritto su Twitter l'ex ministro dell'Istruzione, Lorenzo Fioramonti, ex esponente del Movimento Cinque Stelle e passato ora al Gruppo Misto.

A cura di Annalisa Girardi
09:40

Franceschini: "Allargare la maggioranza a moderati che vogliono lasciare Salvini e Meloni"

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Il ministro dei Beni Culturali, tra i dirigenti più importanti del Partito Democratico, detta la linea in un'intervista a Repubblica: "Allargare la maggioranza a tutti i moderati che stanno con grande disagio in una alleanza a guida Salvini e Meloni, per sostenere una linea europeista e approvare una legge proporzionale che liberi il Paese da alleanze forzate". Poi ha annunciato: "Approveremo subito lo scostamento, i nuovi ristori e manderemo entro febbraio il Recovery plan in Europa". Per Dario Franceschini è chiaro che "quello di oggi non è un punto di arrivo, ma di partenza, su cui costruire una prospettiva politica". Poi ha suggerito di lasciar perdere la soglia dei 161 voti al Senato: "Un governo è forte se può contare su almeno 170 senatori".

A cura di Tommaso Coluzzi
09:30

Polverini dopo il sì alla fiducia alla Camera: "Forza Italia ormai è sovranista"

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Renata Polverini dice che "Forza Italia è sovranista" e che lei viene "dalla destra sociale". Il voto con la maggioranza alla fiducia al Governo sembra essere l'ultimo passo dell'ex presidente della Regione Lazio per uscire dal partito di Berlusconi. Dopo l'espulsione da FI, intervistata dal Messaggero, ha risposto alle accuse di Giorgia Meloni: "Se interessarsi dei temi del lavoro e lavorare per fronteggiare la crisi sociale è da comunisti, ebbene lo sono". Polverini ha detto di aver deciso dieci minuti prima del voto, che nessuno le ha offerto nulla e che non si porterà nessuno da Forza Italia verso un'altra parte politica. Berlusconi? "L'ho chiamato e non mi ha risposto, è sempre irraggiungibile…".

A cura di Tommaso Coluzzi
09:16

Zingaretti dopo la fiducia al Senato: "Ieri abbiamo evitato un salto nel buio"

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"Ieri abbiamo evitato il salto nel buio di una crisi e abbiamo fatto bene", commenta il leader del Partito Democratico Nicola Zingaretti il giorno dopo il voto di fiducia al Senato. "Ora dobbiamo agire su due fronti: i problemi degli italiani e una prospettiva politica del Governo". Zingaretti ha aggiunto di aver sentito il premier Conte ieri sera: "C'è assoluta consapevolezza di muoverci su questi due fronti". Ora si apre "la sfida prioritaria del buon governo, l'altra sfida è costruire un progetto. Occorre voltare pagina, rafforzare e ampliare la forza parlamentare di questo governo che come i precedenti è un governo che trova la sua legittimazione nel voto parlamentare. Sono due passi da fare contemporaneamente".

A cura di Tommaso Coluzzi
08:41

Comincini (Iv): "Se non si ricuce lo strappo resto comunque in maggioranza"

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Eugenio Comincini, senatore di Italia Viva, ha spiegato in un lungo post su Facebook cosa succederà per lui nei prossimi giorni. L'ex Pd ha detto di continuare a sperare in una ricucitura con il Governo, ma di crederci sempre meno dopo i toni di ieri. Ma "se non ci saranno proprio margini per una ricucitura so cosa devo fare per impedire che il piano inclinato ci porti al voto", ha annunciato. "Sono una persona corretta, ma non stupida. Resto dell’avviso che una ricucitura tra Italia Viva e la maggioranza, con un patto di legislatura, sia importante e vada ricercata con tutte le forze, ma se non si realizzasse, io non mi collocherei all’opposizione". Dunque continuerebbe a votare con la maggioranza, in dissenso con il suo gruppo.

A cura di Tommaso Coluzzi
08:30

Crisi di governo, cosa succede ora e cosa può fare Giuseppe Conte

Il voto al Senato ha accordato al Governo la maggioranza relativa, non assoluta. I numeri sembrano abbastanza ristretti, nonostante la possibilità del rientro di qualche dissidente. Nelle prossime ore Conte andrà da Mattarella per concordare cosa fare: il presidente del Consiglio vorrebbe "allargare la maggioranza" come ha scritto su Twitter ieri sera dopo il voto. L'Udc potrebbe decidere di entrare in questa fase, ma vorrebbe garanzie dal punto di vista politico per lasciare il centrodestra. E comunque si passerebbe per un rimpasto. Si cerca una forza politica, per non affidarsi a singoli responsabili che potrebbero tirarsi indietro in qualsiasi momento. Remota l'ipotesi che torni Italia Viva, i rapporti si sono logorati con i toni degli ultimi giorni.

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A cura di Tommaso Coluzzi
07:50

Renzi: "Io all'opposizione mi diverto, perderò 3-4 parlamentari, l'ho messo in conto"

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"Questo è un governo a scadenza e io all’opposizione mi diverto, farò da ago della bilancia su tutto". Matteo Renzi ha le idee chiare, la sua battaglia contro Conte sembra essere appena cominciata. "Ne perderò tre o quattro, anche alla Camera c’è chi se ne andrà. Specie i più giovani. Del resto, li ho già messi nel conto", spiega Renzi rispetto alle possibili fuoriuscite dal suo partito. Poi ha assicurato che Nencini non si porterà via il simbolo del Psi: "Il mio gruppo non salta".

A cura di Tommaso Coluzzi
07:42

Di Maio: "Siamo uniti nella responsabilità, chi è serio darà il suo contributo"

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Dopo il voto di fiducia del Senato, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha commentato il risultato con un post su Facebook: "Nei momenti più difficili, nei momenti in cui le persone temono per il proprio futuro, c’è bisogno solo di una cosa: restare uniti. E la fiducia che il Governo ha ricevuto anche in Senato unisce persone che si prendono una responsabilità". Secondo Di Maio queste persone "hanno compreso l’importanza di sostenere l’Italia in un momento come questo e che hanno un solo e unico obiettivo: lavorare per la ricostruzione". L'ex capo politico del Movimento 5 Stelle attacca velatamente Italia Viva: "Abbiamo superato un ulteriore grande ostacolo proprio quando invece c’era bisogno solo di collaborazione". Ma dopo "il voto odierno andremo avanti con ancora più determinazione e ancora più forza, perché questo significa servire il Paese. Domani ci sarà lo scostamento di bilancio di 32 miliardi per aiutare con nuovi ristori le attività più colpite da questa emergenza. Chi intende la politica in modo serio, è chiamato dalla storia a dare il suo contributo. Noi ci siamo".

A cura di Tommaso Coluzzi
07:36

Bettini (Pd): "La fiducia è un punto di partenza, ora bisogna allargare ai liberali"

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"Era importante prendere la fiducia, si tratta di un sufficiente punto di partenza", spiega Goffredo Bettini del Partito Democratico intervistato dalla Stampa. "Bisogna tenere botta davanti alle emergenze del Paese, dobbiamo affrontarle e verificare rapidamente se c'è un processo di allargamento a quella ‘terza gamba' liberale e moderata della quale ho parlato sin da agosto. Se tutto questo non accade, una volta passata la buriana e abbassati i contagi, andiamo al voto. Non ci sono alternative".

A cura di Tommaso Coluzzi
07:31

Causin, il senatore di FI che ha votato con il Governo: "Partiti sono morti, io sono vivo"

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Andrea Causin ha deciso di votare sì alla fiducia al Governo Conte, andando contro la linea del proprio partito, Forza Italia: "È stata una scelta difficile", racconta al Corriere della Sera, una decisione che gli è costata l'espulsione da FI. "Io sono un ragazzo semplice, di campagna, che ha la fortuna di stare nelle istituzioni – spiega il senatore – E di fronte a questa pandemia bisogna fare un passo in avanti". E sul suo futuro fuori da Forza Italia aggiunge: "Per fortuna i partiti sono morti e io sono ancora vivo, ricordate che questa crisi è stata aperta da Renzi in una situazione drammatica per il Paese".

A cura di Tommaso Coluzzi
07:23

Crisi di governo Conte - Renzi, le news di oggi 20 gennaio

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Giuseppe Conte ha ottenuto la maggioranza anche al Senato. Dopo essere passato alla Camera dei deputati, il Governo ha chiesto e ricevuto la fiducia a Palazzo Madama. Non si tratta di maggioranza assoluta però, ma solo relativa. Con 156 sì e 140 pesano tantissimo i 16 astenuti di Italia Viva, nonostante alcuni colpi di scena, come Causin e Rossi di Forza Italia, che hanno votato a favore e sono stati immediatamente espulsi dal partito. Nella serata caratterizzata dal giallo sul voto di Ciampolillo, Giuseppe Conte ha immediatamente scritto di lavorare per "allargare la maggioranza". Anche perché i problemi per il Governo non sono finiti qui. Renzi invece ha commentato: "Dovevano asfaltarci, ma non hanno i numeri". Matteo Salvini e Giorgia Meloni attaccano ancora il Governo e chiedono un colloquio con Mattarella: "Non può fare finta che vada tutto bene".

A cura di Tommaso Coluzzi
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