La legge sul testamento biologico si è arenata ancora. La discussione è in calendario in Aula al Senato per settembre, ma l'Associazione Luca Coscioni ha lanciato l'allarme: "La legge è di fatto affossata". Perché per discutere la legge si dovrà comunque attendere l'esame in commissione, ma come spiegano Filomena Gallo e Marco Cappato, l'esponente dei radicali accusato di istigazione al suicidio per aver condotto in Svizzera Dj Fabo,rispettivamente segretario e tesoriere dell'associazione: "La Commissione Igiene e Sanità però non ha in calendario il testo perché attende il parere della Commissione bilancio, la quale ha il punto come ottavo all'ordine del giorno. In sintesi: siamo alla paralisi".

Sono passati quattro anni dalla presentazione delle firme alla Camera, quando a firmare furono 67mila cittadini, che chiedevano l'eutanasia legale, sostenuta dai Radicali italiani. Ma finora la legge non è mai stata discussa. Il testo insomma dovrebbe essere inviato direttamente in Aula, senza ulteriori passaggi, per poter essere discusso prima dello scioglimento delle Camere: "È necessario che la Presidente della Commissione, Emilia Grazia De Biasi del Pd,  faccia davvero ciò che lei stessa aveva proposto: inviare il testo direttamente in Aula, sottraendolo dall'ostruzionismo dei 3.000 emendamenti in Commissione. Solo così si potrà evitare di vanificare anche in questa legislatura l'affermazione della libertà e responsabilità dei cittadini fino alla fine della vita"- dicono dall'associazione – “Da settembre 2013 a oggi i Parlamento non ha dedicato nemmeno 5 minuti alla discussione della legge. A nulla sono valsi i richiami dell'allora Presidente Napolitano (il Presidente Mattarella non si è invece espresso), l'appello al Parlamento rivolto da decine di persone malate e di personalità del mondo della politica e della cultura".

L'ennesimo slittamento si era avuto già a luglio, quando la discussione sugli emendamenti fu rinviata a dopo l'estate. In quell'occasione il testo rimase "ostaggio" della Commissione Igiene e Sanità: la legge doveva arrivare in Aula già il 27 giugno, ma la discussione fu spostata al 25 luglio. La proposta di legge era stata approvata alla Camera ad aprile di quest'anno con una larga maggioranza: 326 voti favorevoli, 37 contrari e solo 4 astenuti.