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5 Ottobre 2026
13:30

Lupi feriti e uccisi a colpi di fucile nell’Aretino, l’ENPA denuncia: “Violenza gratuita e irresponsabile”

Due lupi sono morti nell’Aretino dopo essere stati colpiti da armi da fuoco. l?ENPA denuncia i casi e prepara gli atti per la Procura. Un episodio simile era già avvenuto lo scorso agosto.

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L'ENPA ha annunciato l'invio degli atti alla Procura della Repubblica

Due lupi sono morti in pochi giorni nel territorio della provincia di Arezzo e in entrambi i casi gli accertamenti hanno evidenziato ferite provocate da armi da fuoco, come avvenuto già in un altro episodio lo scorso agosto. A denunciare gli episodi è l'ENPA di Arezzo, che ha annunciato l'invio degli atti alla Procura della Repubblica. Il primo episodio risale al 4 agosto nella zona di Molinelli, dove un cittadino aveva segnalato la presenza di quello che sembrava essere un cane ferito.

Quando l'operatore dell'ENPA è arrivato sul posto ha scoperto che si trattava in realtà di un lupo, gravemente ferito alla testa. L’animale è stato recuperato e affidato alle cure veterinarie, ma gli accertamenti hanno mostrato che era stato colpito frontalmente da un proiettile. È sopravvissuto per altri 15 giorni prima di morire a causa delle gravi conseguenze della ferita. Secondo quanto riferito dall'associazione, lo sparo è avvenuto in una zona abitata e fuori dal periodo venatorio.

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I lupi trovati morti erano stati feriti a colpi d'arma da fuoco

Pochi giorni fa, invece, nelle campagne di Pieve al Toppo è stata trovato un altro lupo morto. In questo caso la morte sarebbe stata provocata dall'attacco di un cinghiale, ma le radiografie hanno rivelato la presenza di numerosi pallini da caccia nel corpo dell’animale. Questo significa che il lupo era stato ferito in precedenza da una fucilata, prima di morire per le altre lesioni. Un quadro simile è emerso anche dall'esame di un'altra lupa investita lungo la SR71. L'animale aveva infatti numerosi pallini nel corpo, a indicare un precedente ferimento da arma da fuoco.

Il lupo resta una specie da proteggere in Italia

Il lupo, nonostante il recente declassamento, è ancora una specie protetta in Italia. La sua uccisione e cattura sono vietate dalla normativa nazionale e dalla Direttiva Habitat europea. L'ENPA ha quindi annunciato attraverso un comunicato di voler trasmettere gli atti alla Procura per permettere alle autorità di accertare responsabilità e dinamica dei fatti. L’associazione ha inoltre ringraziato la Task Force regionale e i Carabinieri Forestali per il lavoro svolto a tutela della fauna selvatica.

"Come ENPA, vogliamo ribadire con fermezza la nostra condanna verso questi atti di violenza gratuita e irresponsabile. La salvaguardia degli animali e la convivenza rispettosa con la natura sono valori imprescindibili per cui tutti dobbiamo impegnarci, perché ogni creatura merita di vivere senza paura e senza dolore. Invitiamo pertanto tutta la comunità locale a collaborare con rispetto e consapevolezza, segnalando tempestivamente ogni situazione di pericolo o maltrattamento e promuovendo una convivenza pacifica con la fauna selvatica. Solo attraverso il rispetto reciproco e l’amore per la natura potremo garantire un futuro sostenibile per questi straordinari abitanti del nostro territorio".

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In Italia muoiono già più lupi di quanti se ne potrebbero abbattere legalmenteUn e

Al di là delle responsabilità che dovranno essere accertate dalle indagini, questi episodi si inseriscono all'interno di un quadro sempre più complicato per la convivenza tra il predatore e le attività umane. Il ritorno del lupo in molte aree italiane è stato uno dei principali successi della conservazione degli ultimi decenni, ma ha anche portato la specie a vivere sempre più a stretto contato con le persone, con l'inevitabile aumento degli incidenti.

Gestire questa presenza significa prima di tutto conoscere il lupo, prevenire i conflitti e contrastare con decisione le uccisioni illegali. La maggiore flessibilità della gestione in seguito al declassamento, che può facilitare l'abbattimento di individui ritenuti confidenti o problematici, non può giustificare bracconaggio e atti illegali. In Italia, a causa delle attività umane, muoiono già più lupi di quelli che potrebbero essere abbattuti legalmente e non può essere questo il modo per ridurre conflitti e incidenti.

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