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25 Giugno 2026
12:48

Lupo morto trovato in Lessinia, l’associazione: “Probabile avvelenamento frutto di anni di propaganda”

Un lupo è stato trovato morto in Lessinia e si sospetta un avvelenamento. L'associazione “Io non ho paura del lupo” denuncia un clima sempre più ostile alimentato da anni di polemiche e strumentalizzazione politica.

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La denuncia arriva dall’associazione "Io non ho paura del lupo"

Un lupo è stato trovato morto nei giorni scorsi tra Cerro Veronese e Romagnano, in Lessinia. Le prime indiscrezioni fanno pensare a un probabile avvelenamento: nell'area sarebbero infatti stati rinvenuti anche diversi bocconi contenenti sostanze tossiche, che potrebbero aver causato la morte dell'animale. La vicenda è stata denunciata dall'associazione "Io non ho paura del lupo", che da oltre dieci anni si occupa di conservazione del lupo e di promozione della convivenza tra grandi carnivori e attività umane.

Se l'ipotesi dell'avvelenamento venisse confermata, si tratterebbe di un episodio particolarmente grave, l'ennesimo dopo l'uccisione di oltre 20 lupi in Abruzzo delle scorse settimane. L'uso di esche avvelenate è infatti un reato e rappresenta una minaccia non solo per il lupo, specie ancora protetta nonostante il declassamento, ma anche per molti altri animali. Cani, volpi, tassi, rapaci che si nutrono di carcasse e persino animali da allevamento possono entrare in contatto con le sostanze tossiche. In alcuni casi il rischio può riguardare anche le persone.

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Il lupo è tornato spontaneamente in Lessinia nel 2012

Secondo l'associazione, questo episodio riporta l'attenzione sul clima sempre più acceso che ormai da anni accompagna il dibattito pubblico attorno alla presenza del lupo in Lessinia e non solo. Il predatore è tornato naturalmente in quest'area nel 2012, dopo oltre un secolo di assenza. Da allora la sua presenza è spesso stata al centro di discussioni feroci, soprattutto per le predazioni ai danni degli animali allevati

"Io non ho paura del lupo" sostiene che, nonostante siano passati più di quattordici anni dal ritorno stabile della specie, il lupo continua a essere raccontato come un'emergenza permanente. Secondo l'associazione, questa narrazione rischia di alimentare ulteriori tensioni sociali e ostilità verso gli animali, contribuendo a creare un contesto in cui azioni illegali come l'avvelenamento possono trovare terreno fertile.

L'associazione punta inoltre il dito contro una parte della politica locale, accusata di aver trasformato il ritorno del lupo in uno strumento di propaganda. "Per anni agli allevatori è stato raccontato che il principale problema del territorio fosse il lupo", hanno spiegato sottolineando come molte delle difficoltà che interessano il settore zootecnico abbiano invece cause economiche e strutturali più complesse. In questa prospettiva, il predatore sarebbe diventato così il simbolo di un disagio più ampio, finendo spesso al centro del dibattito pubblico ben oltre il suo reale impatto.

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Per l’associazione, una parte della politica ha trasformato il ritorno del lupo in uno strumento di propaganda

Nel comunicato viene criticato anche il ruolo svolto finora dal Parco Naturale Regionale della Lessinia. Secondo l'associazione, l'ente avrebbe dovuto investire maggiormente nella divulgazione scientifica, nell'educazione ambientale e nella promozione delle misure di prevenzione dei danni. Strumenti come recinzioni elettrificate, cani da guardiania e una corretta gestione degli allevamenti sono infatti considerati tra le strategie più efficaci per ridurre i conflitti tra attività umane e grandi carnivori.

In attesa che gli accertamenti chiariscano le cause della morte del lupo e che vengano eventualmente individuati i responsabili, "Io non ho paura del lupo" chiede una condanna pubblica e netta dell'accaduto da parte delle istituzioni e dei rappresentanti del territorio. Per l'associazione, il ritrovamento del lupo morto non è soltanto un possibile caso di bracconaggio, ma il segnale di una frattura ancora più aperta nel rapporto tra comunità locali, conservazione della natura e gestione della fauna selvatica.

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