UN PROGETTO DI
14 Maggio 2026
12:50

Un altro lupo e due volpi trovati morti nel Parco Nazionale d’Abruzzo e Molise

Aumenta il numero di cadaveri di lupi e altre specie all'interno del Parco Nazionale di Abruzzo e Molise con il ritrovamento di un lupo e due volpi senza vita. I casi precedenti accertati come avvelenamenti sono stati 18 negli ultimi mesi.

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Aumenta il numero di animali trovati morti nel Parco Nazionale d'Abruzzo e Molise (PNALM). Ai 18 cadaveri di lupi si aggiunge adesso il ritrovamento di un altro esemplare senza vita di Canis lupus lupus e di due volpi (Vulpes vulpes).

Lì dove è stato già accertato che per le morti precedenti si è trattato di avvelenamento tramite esche riempite di pesticidi, secondo quanto dichiarato da Giampiero Scortichini dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Abruzzo e del Molise di Teramo, per questi altri casi bisognerà aspettare le autopsie.

La Procura di Sulmona sta indagando sulla strage vera e propria in atto in una zona in cui gli animali sono tutelati e protetti, tanto che il direttore del Parco, Luciano Sammarone, così aveva commentato quanto sta continuando ad accadere su Kodami: "Serve la deterrenza. Quando si verifica un incendio boschivo, le zone percorse dal fuoco vengono interdette per cinque anni. Nelle zone in cui succede questo si dovrebbe fare lo stesso: impedire caccia, pascolo e altre attività. Questa è la deterrenza, altrimenti le persone avranno sempre troppe possibilità di muoversi e resteranno impunite".

Il bilancio, dunque, ancora non è definitivo e l'associazione "Io non ho paura del lupo" si è rivolta anche al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con una lettera per chiedere un suo intervento per fermare la deriva cui stiamo assistendo su diversi fronti, non solo con queste uccisioni al PNALM: "A questi episodi si somma un quadro più ampio e strutturale: da anni si registrano in Italia migliaia di casi di bracconaggio, spesso caratterizzati da metodi estremamente cruenti — uso di veleni, trappole, armi da fuoco — in quello che resta in larga parte un fenomeno sommerso, difficile da quantificare nella sua reale estensione ma capace di incidere profondamente sulla conservazione della fauna selvatica.

Il bilancio attuale a livello nazionale è pesantissimo: nei primi 4 mesi del 2026 sono già morti 190 lupi in Italia, soprattutto per investimenti stradali e bracconaggio: in molte regioni sono state già superate anche le quote di abbattimento teoriche calcolate per ridurre i conflitti. 

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