
Dormire con Fido accanto nel letto è un'esperienza che milioni di persone al mondo fanno ogni notte. Si tratta di una consuetudine così praticata che anche la scienza ha dedicato diversi studi all'argomento, come quello in cui è stato stabilito che fa bene dal punto di vista psicologico. Ora una ricerca tiene in considerazione anche la parte canina del binomio e ha analizzato la qualità del sonno di entrambi i protagonisti della relazione. Lo studio condotto da un team di esperti del Dipartimento di Antropologia dell'Università di Toronto, in Canada, ha provato a chiarire chi disturba chi tra cane e umano durante la notte e quanto beneficio effettivo ogni componente della relazione ne trae.
Gli esperti hanno esaminato l'attività notturna di 25 partecipanti, per un totale di 38 coppie umano-cane, per valutare i fattori che determinano la variabilità sia del sonno umano che dei cani. Le coppie sono state monitorate per diverse settimane attraverso la registrazione dei movimenti notturni. Ciò che è emerso è che l'attività durante il sonno di cane e persona di riferimento è strettamente collegata. Ad esempio quando uno dei due si muove o anche cambia il ritmo della veglia-sonno, anche l'altro si attiva. La condivisione, praticamente, non è solo quella di uno spazio comune ma c'è una correlazione tra i due soggetti che si attua in quella che viene definita come una vera e propria sincronizzazione.
Ciò che emerge è che anche durante la notte il rapporto è bidirezionale e non c'è una "regola generale": gli esperti hanno notato che la qualità del sonno e la modalità stessa dipendono anche dalle caratteristiche individuali e dalle abitudini della coppia. Tutto ciò però non va generalmente a discapito del necessario riposo di cui hanno bisogno entrambe le specie, infatti dallo studio emerge che nessuno dei due disturba effettivamente l'altro, tanto che nelle coppie monitorate sia i cani sia le persone di riferimento riuscivano complessivamente ad ottenere un sonno complessivamente giudicato come "buono".
"I cani e gli umani condividono una storia evolutiva che si estende per almeno 15.000 anni – sottolineano i ricercatori – Nel corso di questo tempo, i cani hanno sviluppato numerosi adattamenti che hanno permesso loro di convivere a stretto contatto con gli umani". Questo passaggio è fondamentale per comprendere che questo binomio è unico al mondo, si tratta dell'unico caso sul Pianeta del resto di quella che viene definita come una vera e propria co evoluzione tra due specie diverse e studi come questo confermano fondamentalmente che tra noi e il nostro "miglior amico" c'è una sintonia che affonda in radici antiche e che determina anche, per esempio, la sincronizzazione del battito cardiaco e la capacità dei cani di riconoscere gli esseri umani anche solo ascoltando la nostra voce.