
La paura e la tristezza sono due emozioni completamente diverse. Noi umani lo sappiamo bene ma a è più probabile che sia un cane a riconoscerle in un essere umano che un nostro conspecifico. Il "miglior amico dell'uomo", del resto, si è co evoluto con la nostra specie e le sue capacità cognitive sono un mondo ancora da esplorare dal punto di vista scientifico che ad ogni nuovo studio ci offre un'ulteriore prova delle abilità di questa specie che ci è accanto dalla notte dei tempi.
Un team di ricercatori dell'Università di Vienna e di Città del Messico hanno da poco pubblicato una ricerca intitolata "Rappresentazioni cerebrali canine delle espressioni facciali umane: codifica della felicità e differenziazione di specifiche espressioni negative". Nello studio, attraverso l'utilizzo della risonanza magnetica (MRI) fatta su cani svegli, una tecnica che da qualche anno è sempre più frequente, gli esperti sono riusciti a dimostrare che il cervello dei cani è in grado di distinguere diversi tipi di espressioni facciali umane infelici, riuscendo a distinguere perfettamente quali sono le emozioni che governano una persona in determinati momenti.

I cani comprendono i nostri stati d'animo dalle espressioni del volto
Attraverso le scansioni, infatti, sono riusciti a distinguere le reazioni degli animali in diverse regioni del cervello: "I volti umani felici suscitano risposte frontotemporali-caudate destre nei cani. I modelli di risposta cerebrale dei cani distinguono la felicità dalle espressioni facciali negative. I modelli di risposta dell'intero cervello differenziano alcune coppie di espressioni facciali negative e il cervello dei cani rappresenta le espressioni facciali umane al di là della valenza positiva-negativa".
In buona sostanza dall'osservazione della mimica facciale un cane comprende il nostro stato d'animo e si comporta di conseguenza. Se una persona è arrabbiata, Fido tenderà infatti a tenersi distante mentre la tristezza, lì dove c'è un rapporto affiliativo, spesso comporta che il cane offra quello che è un vero e proprio supporto emotivo nei confronti della persona che lo prova.
"I cani sono in grado di distinguere le espressioni facciali umane, in particolare la felicità – precisano gli esperti nell'introduzione allo studio – ma i processi cerebrali coinvolti rimangono poco chiari. Utilizzando la risonanza magnetica funzionale (fMRI), abbiamo condotto due esperimenti su cani domestici svegli". Nel primo esperimento i ricercatori hanno mostrato agli animali dei volti felici che hanno suscitato una risposta più forte rispetto ai volti neutri in una determinata area cerebrale. Nel secondo test i cani hanno osservato volti che esprimevano felicità, rabbia, paura o tristezza. Attraverso l'osservazione delle regioni del cervello monitorate, gli esperti sono arrivati ad avere "una prova diretta del fatto che il cervello dei cani è in grado di distinguere tra due espressioni facciali negative".
Il team di ricerca è dunque arrivato a provare qualcosa di molto più approfondito rispetto alle capacità dei cani di riconoscere i nostri stati d'animo: ora si sa che il loro cervello sa sia distinguere i volti felici da altre espressioni che differenziare le diverse espressioni negative, distinguendo i volti spaventati da quelli arrabbiati o tristi.
I cani provano emozioni primarie e sentimenti complessi: cosa emerge dai diversi studi
Questi risultati si inseriscono nel solco di altri studi che ci hanno permesso di capire come un cane comprende il nostro stato d'animo e quali emozioni prova, anche a prescindere da noi. I cani infatti provano tutta la gamma delle emozioni primarie e anche sentimenti più complessi come la gelosia e l'empatia. A dirlo non è solo il dato empirico che chi vive con un cane in una relazione sana può testimoniare ma numerosi studi scientifici che hanno evidenziato il ricco mondo interiore di Fido, animale dotato di una grande capacità cognitiva.
Rispetto al riconoscimento del nostro stato d'animo, un altro studio recente aveva dimostrato quanto sia importante anche il tono della nostra voce. Gli esperti dell’Università Eötvös Loránd di Budapest avevano infatti osservato le reazioni dei cani davanti a vocalizzazioni differenti provenienti da esseri umani e altre specie, tra cui anche i primati e altri conspecifici. I risultati hanno indicato che Fido cambia il proprio comportamento in base al “contenuto emotivo” del suono.