
Cani di canile, randagi e animali che vivono in famiglia: tutti sono risultati sensibili al pianto di una persona, anche sconosciuta ma ognuno a "suo modo". Il livello di empatia infatti dipende dal grado di esperienza che ogni singolo individuo ha avuto. E' questo il risultato di uno studio intitolato "Le esperienze di vita influenzano le reazioni dei cani al pianto umano" condotto da alcuni ricercatori tra cui svetta il nome di Anindita Bhadra, biologa comportamentale e professoressa al Dipartimento di Scienze Biologiche dell'Indian Institute of Science Education and Research (IISER) di Kolkata. Bhadra è la fondatrice del "The Dog Lab", un gruppo di ricerca interamente dedicato allo studio dei cani liberi e attraverso le sue ricerche sono molti gli studi che hanno permesso di approfondire l'etologia canina.
Nella ricerca svolta insieme ad altri esperti, tra cui alcuni psicologi delle Università di San Paolo in Brasile, sono state valutate le reazioni di 112 cani he sono stati esposti a quattro condizioni in cui una persona familiare o uno sperimentatore simulava il pianto o il canto. Gli esperti hanno analizzato i comportamenti orientati alla persona, tra cui lo sguardo e il contatto fisico, nonché i comportamenti non sociali. "Il pianto ha suscitato più comportamenti orientati alla persona rispetto al canto, indipendentemente dalla familiarità o dal gruppo – precisano gli autori nel paper – Inoltre, i cani da compagnia e da rifugio hanno mostrato maggiore attenzione rispetto ai cani liberi, che hanno mostrato comportamenti più indipendenti e focalizzati sull'ambiente".
Secondo i risultati dello studio la discriminante principale tra le varie tipologie di cani è nell'individualità del singolo soggetto, ovvero nell'esperienza maturata durante la sua vita, mentre la familiarità con la persona ha avuto un'influenza limitata. "I cani sono sensibili al pianto umano in diversi contesti sociali, ma l'espressione di questa sensibilità varia in base alle esperienze di sviluppo e ambientali, riflettendo un'interazione dinamica tra processi evolutivi e di sviluppo".
Ciò che è importante sottolineare di fronte a test come questi è che emerge chiaramente quanto ogni cane abbia una sua personalità dettata dai contesti in cui è vissuto, le interazioni che ha avuto e così via. Lì dove spesso crediamo infatti che il "miglior amico dell'uomo" sia dotato di default di quella che definiamo come una sorta di empatia nei confronti degli esseri umani e della propria persona di riferimento, bisogna invece dar valore alla storia individuale di ciascuno.