
Il legame che unisce persone e cani è radicato nella storia dell'evoluzione di entrambe le specie che camminano nel tempo insieme da almeno 30, 40 mila anni. Questa relazione interspecifica unica al mondo ha fatto sì che il "miglior amico dell'uomo" sviluppasse capacità cognitive legate proprio alla convivenza con l'essere umano e che tra le due specie vi siano delle concordanze emotive e fisiologiche, come la capacità di Fido di interpretare le nostre emozioni o la sincronia del battito cardiaco tra animale e persona.
Uno studio, adesso, ha indagato se i cani sono capaci di percepire i cambiamenti del nostro stato d'animo anche quando non lo diamo a vedere. Secondo la ricerca condotta da un team di esperti giapponesi, Fido è in grado di cogliere anche i piccoli cambiamenti nello stato emotivo della persona di riferimento anche quando quest'ultima non li manifesta apertamente.
Il processo per cui questo accade non è del tutto chiaro o, meglio, i ricercatori non sono riusciti a definire quali segnali in particolare sono stati percepiti dai cani durante la fase di sperimentazione ma sembrerebbe che gli animali siano sensibili alle variazioni che il nostro corpo produce quando il nostro stato emotivo cambia, anche se cerchiamo deliberatamente di non mostrarlo.
Esseri umani e cani: capacità cognitive simili
Ciò che risulta particolarmente interessante da questo studio è anche la parte in cui i ricercatori riassumono gran parte delle scoperte già avvenute in ambito relazionale tra cane e uomo. Ad esempio gli esperti ricordano che il processo di addomesticamento ha portato a cambiamenti morfologici e neurofisiologici significativi. "I cani hanno sviluppato un'anatomia muscolare facciale specializzata, come il muscolo elevatore dell'angolo dell'occhio mediale, per produrre espressioni che suscitano risposte di cura negli esseri umani, un adattamento evolutivo specifico per la comunicazione non verbale interspecifica", scrivono nel paper in cui sottolineano anche che la ridotta paura e aggressività verso gli esseri umani che i cani hanno sviluppato nel tempo ha portato probabilmente allo sviluppo di capacità cognitive sociali simili a quelle umane.
Un altro passaggio molto interessante è anche quello in cui il team di ricerca ricorda che "lo sguardo di un cane funziona come un comportamento di attaccamento che modula il sistema endocrino umano, portando alla creazione di un legame interspecifico. I cani dimostrano una capacità eccezionale di comprendere i segnali sociali umani, come lo sguardo e l'indicare, e di adattare di conseguenza il loro comportamento. Uno studio recente ha dimostrato che queste abilità cognitive sociali sono associate a polimorfismi genetici correlati ai recettori dell'ossitocina e alla secrezione di cortisolo. Di conseguenza, la cognizione sociale interspecifica è considerata una componente chiave dell'adattamento evolutivo nelle relazioni cooperative di lunga data con gli esseri umani".
I cani leggono le nostre emozioni, anche quando non le mostriamo
Tutto questo quadro serve a spiegare quanto e come il cane sia stato capace di adattarsi alla convivenza con l'uomo e ciò implica la valutazione di come sia l'animale che ci conosce meglio in assoluto. Ecco dunque che i ricercatori hanno poi proceduto ai test per verificare la capacità di discriminare le nostre emozioni anche quando le nascondiamo, attraverso la valutazione di 35 binomi che hanno affrontato le prove pensate per provare a comprendere la profondità di valutazione emotiva che un cane può raggiungere nel rapporto con la sua persona di riferimento.
Ogni persona coinvolta nel test ha vissuto una delle due condizioni sperimentali previste dagli esperti: una condizione di stress oppure una condizione di rilassamento. In aggiunta però c’era anche una terza fase, la cosiddetta "condizione di controllo". Si tratta di una situazione nella quale la persona viene lasciata tranquilla per cinque minuti, ad esempio a leggere un testo in silenzio e poi a farlo ad alta voce per altri dieci minuti. Tutto ciò è finalizzato a creare un contesto di confronto neutro prima di sottoporre lo sperimentante alle condizioni di stress o di relax.
Alle persone dunque è stato poi chiesto nella fase "tranquilla" di leggere per 30 secondi la stessa frase, cercando di mantenere espressione del viso, voce e intonazione naturali. Nella condizione di stress, invece, i care giver hanno dovuto leggere un testo tecnico, spiegarlo ai ricercatori e poi eseguire un compito di calcolo mentale. Da questi momenti e da altri passaggi cui sono stati sottoposti sono stati poi ricavati gli stimoli presentati successivamente ai cani che hanno anche annusato dei campioni di sudore e saliva. In questo modo si è potuto poi verificare se gli animali fossero in grado di cogliere eventuali differenze non evidenti a un osservatore umano.
Secondo gli esperti, le persone hanno mostrato un aumento dell’attivazione fisiologica sia durante la condizione di controllo che nello stato di stress, mentre l’umore negativo è aumentato dopo quest'ultima fase. I cani però hanno aumentato l’attenzione soprattutto rispetto alla fase di controllo. L'interpretazione di questi risultati ha portato gli esperti a ritenere che abbiano percepito una combinazione di segnali sottili provenienti dal loro umano: odore, voce e immagine del volto ma non sono riusciti a capire quali di questi sia stato più rilevante.
La conclusione a cui sono arrivati, dunque, è quanto accennavamo all'inizio: sì, Fido sa leggere le nostre emozioni, anche quelle che più nascondiamo ma non sappiamo quali segnali esattamente riesca a discriminare. Ciò che è certo è che la lunga co evoluzione ci ha portato a questa forma di relazione in cui l'osmosi emozionale tra cane e uomo è ormai un dato di fatto sempre più verificato anche a livello scientifico.