Musk vuole comprare le case di chi protesta contro i data center
Vivere accanto a un data center può essere piuttosto problematico. Al di là dei ben noti problemi legati ai consumi di acqua ed energia, questi impianti possono essere molto rumorosi e, in assenza di adeguate misure di contenimento, trasformarsi in un vero e proprio incubo acustico per chi abita nelle vicinanze. In Italia la questione sta montando proprio in questi mesi; come abbiamo già raccontato su Fanpage.it, il rumore è proprio una delle principali preoccupazioni delle comunità che si preparano ad accogliere un nuovo data center dietro casa. Negli Stati Uniti, invece, il fenomeno è esploso già da tempo. Un caso emblematico arriva da Southaven, nell'area metropolitana di Memphis, dove l'espansione dei centri di calcolo di xAI – la società di intelligenza artificiale di Elon Musk, recentemente ribattezzata prima SpaceXAI e poi SpaceXSI per adeguarsi fedelmente alle posizioni di Donald Trump sulla Super Intelligenza – ha scatenato le proteste di numerosi residenti.
In questa zona, l'azienda di Musk – che per comodità continueremo a chiamare SpaceXAI – ha costruito ben tre data center e il rumore provocato dagli impianti necessari a far funzionare le infrastrutture sembra essere diventato insopportabile per chi vive in zona. A far discutere, però, non è soltanto la difficile convivenza tra persone e centri dati, ma la particolare strategia che SpaceXAI sembra aver adottato per risolvere la situazione: acquistare le case nei pressi degli impianti così da zittire ogni forma di dissenso.
Il piano di Musk: soldi in cambio del silenzio
Secondo quanto riportato dal Guardian, nelle ultime settimane Musk avrebbe sguinzagliato decine di agenti immobiliari per battere l'area più vicina agli impianti rumorosi e bussare alle porte dei residenti per proporre l'acquisto delle loro case. Le offerte, stando alle testimonianze raccolte dal quotidiano britannico, non prevederebbero cifre particolarmente elevate, ma sarebbero in linea con le valutazioni del mercato immobiliare locale. Per chi accetta, la vendita rappresenterebbe soprattutto l'occasione per trasferirsi altrove, lontano dal rumore continuo delle turbine. Tale proposta viene però vincolata ad un'altra clausola: chi dice sì alla vendita deve prima firmare un documento dove si impegna a non denunciare mai l'azienda per il chiasso provocato dai suoi macchinari.
Sempre secondo quanto riportato dal Guardian, le case acquistate verranno poi destinate ai dipendenti di SpaceXAI che, ovviamente, non avranno grandi motivi per lagnarsi del problema acustico. Secondo quanto riferito da un agente immobiliare locale, l'azienda vorrebbe acquistare in tutto 418 abitazioni e 18 proprietari avrebbero già accettato.
Data center e turbine a gas: le lamentele dei residenti
Il piano riguarda il quartiere di Colonial Hills, situato sul versante occidentale di Southaven. Negli ultimi due anni sono sorti intorno a quest'area tre grandi data center destinati ad addestrare l'intelligenza artificiale Grok. Due si trovano in Tennessee – i loro nomi, piuttosto evocativi, sono Colossus 1 e Colossus 2 – mentre il terzo è stato costruito esattamente sul confine con lo Stato del Mississippi. Il suo nome è MACROHARDR. A completare il quadro vi è poi la ex centrale elettrica che SpaceXAI ha acquistato nel 2025. L'impianto ospita oltre 60 turbine a gas, necessarie per alimentare il fabbisogno energetico dei data center. Stiamo dunque parlando di un hub gigantesco, il cui investimento complessivo potrebbe superare i 20 miliardi di dollari. Lo stesso governatore del Mississippi, il repubblicano Tate Reeves, ha definito l'operazione il più grande investimento privato nella storia dello Stato. Gli abitanti della zona non sembrano però condividere l'entusiasmo del loro governatore.
Gli impianti, soprattutto l'agglomerato di turbine, emettono un costante ronzio che sembra rendere impossibile il sonno notturno. "Sembra il motore di un aereo, ma continuo e incredibilmente forte", ha raccontato una residente al Guardian. La donna vive a circa tre chilometri di distanza dal sito di SpaceXAI, eppure il rumore riesce comunque a disturbare il suo riposo. A ciò si aggiungono poi le preoccupazioni per l'ambiente. Uno studio pubblicato nel febbraio 2026 e commissionato dal Southern Environmental Law Center ha infatti stimato che la costruzione e il potenziamento di tutte queste turbine a gas potrebbe aumentare sensibilmente l'inquinamento atmosferico della zona, con importanti conseguenze per la salute di chi abita nei dintorni degli impianti.
Di fronte a una simile situazione, lo scorso giugno tre cittadini hanno deciso di avviare una causa legale contro SpaceXAI. Uno di questi, Jason Haley, ha anche cominciato a documentare su TikTok il forte rumore provocato da turbine e data center. Probabilmente anche per questo l'azienda di Musk ha cominciato a contattare i proprietari delle case del circondario per proporre loro un accordo.
La posizione di SpaceXAI e le controversie sui permessi
Finora SpaceXAI ha preferito non commentare le varie ricostruzioni su quanto sta accadendo a Southaven. Uno degli ultimi aggiornamenti risale allo scorso luglio, quando l'azienda comunicò di aver investito milioni di dollari nella realizzazione di silenziatori, impianti anti-rumore e turbine di nuova generazione per la riduzione dell'inquinamento acustico. Stando alle testimonianze social di Haley, però, finora la situazione non sembra migliorata granché. La situazione resta dunque controversa e non solo per il tentativo di silenziare il dissenso con l'acquisto delle case dei residenti.
L'hub è infatti oggetto di un'altra causa intentata da diverse associazioni ambientaliste e di protezione dei diritti civili che lo scorso aprile hanno denunciato SPACEXAI per l'utilizzo di turbine a gas eccessivamente inquinanti. L‘Environmental Protection Agency (EPA), l'agenzia federale che si occupa della tutela dell'ambiente negli USA, ha stabilito che le decine di turbine a gas temporanee utilizzate per alimentare i data center erano state effettivamente installate senza i necessari permessi. A luglio l'azienda si è quindi dovuta accordare con le autorità, impegnandosi entro il 2027 a realizzare impianti più moderni e, si spera, meno rumorosi.
Le incognite per i residenti sono però ancora molte, anche perché Elon Musk, soprattutto dopo gli ultimi mesi di campagna elettorale pro-Trump, sembra godere del pieno sostegno della Casa Bianca. Il governo federale ha infatti tentato di far archiviare la causa contro le turbine sostenendo che lo sviluppo dei modelli IA di Musk – attività direttamente collegata al lavoro dei data center – fosse di importanza strategica per il Paese. Come ha riportato Reuters, però, il 20 ottobre un giudice federale ha respinto la richiesta.