Trump ha incoronato un nuovo zar per l’intelligenza artificiale
Donald Trump ha deciso di imprimere una nuova direzione alla politica americana sull'intelligenza artificiale. Prima, con un ordine esecutivo firmato il 29 settembre, il presidente degli Stati Uniti ha stabilito che il termine Super Intelligence (SI) sostituirà ufficialmente Artificial Intelligence (AI) nei contesti governativi. Poi, nella giornata di domenica 4 ottobre, ha creato una nuova unità operativa che vigilerà sullo sviluppo di questa tecnologia. Anche questo team di lavoro ha un nome che non sfigurerebbe in un fumetto Marvel – Super Intelligence Force– e avrà il compito di coordinare la risposta del governo americano alla rapida evoluzione dei modelli di intelligenza artificiale.
A guidare il gruppo sarà Jay Clayton, direttore dell'intelligence nazionale, che Trump ha definito come il nuovo "zar" dell'IA. Una scelta terminologica curiosa per il Paese che da sempre si auto-definisce la più grande democrazia del pianeta. La task force risponderà direttamente al presidente e alla capa di gabinetto della Casa Bianca, Susie Wiles.
Cosa farà la nuova task force sulla Super Intelligenza
La creazione della Super Intelligence Force rappresenta il primo passo concreto con cui Trump intende definire la strategia americana sullo sviluppo dell'intelligenza artificiale. Se infatti il cambio di nome ha finora portato soltanto alla creazione dell'ennesima bolla speculativa sulla compravendita dei domini sloveni (su Fanpage.it ne abbiamo parlato in questo articolo), la creazione della task force introduce invece una serie di obiettivi a breve termine che potrebbero davvero determinare il futuro di una tecnologia considerata fondamentale per mantenere la leadership americana sullo scacchiere internazionale.
Il primo riguarda la stesura di un rapporto dettagliato sui rischi e sulle opportunità legati allo sviluppo dell'intelligenza artificiale. Il gruppo presieduto da Clayton avrà 120 giorni per esaminare le normative vigenti, chiarire quali dovranno essere le responsabilità del governo federale e individuare eventuali interventi che potranno essere discussi dal Congresso. Particolare attenzione sarà dedicata ai rischi per la sicurezza nazionale, agli attacchi informatici sferrati dagli agenti IA e alle altre minacce legate all'utilizzo di sistemi sempre più potenti. La task force dovrà anche individuare eventuali lacune nei meccanismi con cui le aziende comunicano oggi al governo incidenti e problemi di sicurezza, proponendo modalità per migliorare la capacità di reazione delle istituzioni.
Quest'ultimo punto rappresenta una prima risposta alle istanze di Dario Amodei, CEO di Anthropic, che dopo il caso scatenato dalle parole allarmistiche di Jacob Coxon aveva chiesto un rallentamento generale nella corsa all'IA per dare tempo all'intero settore di dotarsi di regole e procedure più stringenti in modo da ridurre i rischi per la sicurezza. Con la Super Intelligence Force, il messaggio di Trump è chiaro: non ci sarà nessun freno, ma una nuova strategia di autoregolamentazione che, almeno all'inizio, consentirà alle imprese private di proseguire nei propri progetti e collaborare con la Casa Bianca per non perdere terreno nei confronti degli altri Paesi concorrenti.
La vera partita è la sfida tecnologica con la Cina
Dietro la nascita della Super Intelligence Force c'è soprattutto una questione geopolitica. Clayton ha sostenuto che il rischio di non essere più primi nello sviluppo dell'intelligenza artificiale sia particolarmente elevato, perché potrebbe lasciare agli avversari degli Stati Uniti un vantaggio tecnologico difficile da recuperare. In questo senso, la competizione con la Cina diventa quindi degli elementi centrali della strategia americana. Per Trump rallentare lo sviluppo dell'IA significherebbe rischiare di essere superati in una tecnologia destinata, secondo la sua amministrazione, ad avere un impatto superiore a quello della rivoluzione industriale e dell'avvento di Internet.
Chi è Jay Clayton e chi farà parte del team
La scelta di affidare a Jay Clayton un ruolo tanto strategico è tutt'altro che scontata. Sessant'anni, avvocato specializzato in diritto societario, non arriva dalla Silicon Valley né ha costruito la propria carriera nel settore tecnologico. Il suo percorso passa soprattutto attraverso diritto, finanza, regolamentazione e sicurezza nazionale. Durante la crisi finanziaria del 2008 si è occupato di operazioni legate a Bear Stearns e Lehman Brothers, mentre nel 2014 ha seguito la quotazione a Wall Street di Alibaba. Nel 2017 Trump lo nominò presidente della Securities and Exchange Commission, l'autorità di vigilanza sui mercati finanziari statunitensi. Dopo il ritorno nel settore privato, Clayton è stato richiamato da Trump nel 2025 come procuratore federale a Manhattan e, nella primavera del 2026, nominato direttore dell'intelligence nazionale. Ora dovrà coordinare la nuova strategia americana sulla super intelligenza.
Clayton non lavorerà da solo. La task force avrà tre vicepresidenti con responsabilità specifiche. Secondi quanto riportato dal Washington Post, Emil Michael, sottosegretario alla guerra per la ricerca e l'ingegneria, si occuperà del coordinamento con le aziende di intelligenza artificiale. Scott Kupor, direttore dell'Office of Personnel Management, seguirà i rapporti con i fornitori di infrastrutture critiche e con gli altri operatori del settore. Andrew Ferguson, presidente della Federal Trade Commission, avrà invece il compito di rappresentare gli interessi dei consumatori e dei gruppi che si occupano, tra le altre cose, di privacy, libertà di espressione, bambini e libertà religiosa.
Nella task force entreranno inoltre il vicepresidente JD Vance, il segretario alla Difesa Pete Hegseth, il vice capo di gabinetto della Casa Bianca Richard Walters, il segretario al Tesoro Scott Bessent e la stessa Susie Wiles. Tra i consulenti esterni figurano invece Condoleezza Rice, ex segretaria di Stato dell'amministrazione di George W. Bush, e soprattutto l'investitore David Sacks, l'uomo di Trump per le criptovalute e amico di vecchia data di Peter Thiel, il fondatore di Palantir che vede nell'IA il principale strumento di controllo e affermazione del potere con cui affermarsi nel nuovo ordine mondiale.