Su Internet stanno andando a ruba i domini che finiscono per .si

Immagine
Dopo la decisione di Donald Trump di cambiare ufficialmente il nome dell’intelligenza artificiale in Super Intelligenza (SI), molti investitori hanno cominciato ad acquistare domini sloveni che terminano con la sigla “.si”. La scommessa degli investitori è che, se la nuova sigla dovesse affermarsi, quegli indirizzi potrebbero essere rivenduti in futuro a prezzi molto più elevati.

Donald Trump non ha alcuna intenzione di frenare la corsa all’intelligenza artificiale. Al contrario, vuole che gli Stati Uniti restino in prima linea nell'innovazione di questa tecnologia, anche a partire dal nome. Lo scorso 29 settembre il presidente americano ha infatti firmato l'ordine esecutivo che ha cambiato ufficialmente la denominazione di quella che fino a quel momento tutti avevano chiamato Artificial Intelligence (AI) in Super Intelligence (SI). Una mossa dal valore più propagandistico che pratico. O almeno così si credeva fino a qualche giorno fa. Il cambio di nome – e, soprattutto, di sigla – è stato infatti fiutato da molti squali dell'imprenditoria digitale come un affare potenzialmente molto redditizio e in poco più di un mese sono stati acquistati decine di migliaia di domini sloveni. Il motivo? Terminano tutti con la sigla ".si", la stessa della nuova Super Intelligenza.

Come funziona la speculazione sui domini internet

Per poter stare sul web, qualsiasi sito ha bisogno di un dominio, ossia un indirizzo univoco, una precisa sequenza di lettere e numeri che corrisponde esattamente a quel portale. Questi domini terminano con delle sigle puntate che possono differire per la tipologia di scopi e contenuti proposti (per esempio, i siti ".org" che qualificano le organizzazioni o ".edu" per i siti legati all'istruzione) o per l'appartenenza geografica. I siti italiani, per esempio, terminano quasi tutti in ".it", mentre molti siti sloveni utilizzano la sigla ".si". Chiunque può registrare un indirizzo internet disponibile, pagando una quota per utilizzarlo per un periodo determinato.

Negli anni ciò ha dato il via a pratiche speculative piuttosto diffuse. Gli investitori acquistano spesso nomi composti da parole comuni, sigle o marchi, scommettendo sul fatto che in futuro aziende e organizzazioni possano essere disposte a comprarli a prezzi molto più alti. Nel caso dei domini .si, la scommessa è che la sigla venga sempre più associata al settore dell'intelligenza artificiale. Se "Super Intelligence" dovesse entrare stabilmente nel linguaggio delle aziende tecnologiche, alcuni indirizzi potrebbero acquisire valore commerciale. Certo, non è detto che ciò avvenga. Il nome IA (o AI in inglese) è ormai profondamente radicato nel linguaggio comune. Visti i costi relativamente contenuti per l'acquisto di un dominio però, per molti investitori vale il detto che tentar non nuoce. Soltanto nel mese di settembre, secondo Register.si, l'autorità nazionale che gestisce i domini sloveni, le registrazioni sono aumentate del 2.199% rispetto al mese precedente: circa 46mila nuovi indirizzi, con un picco di 11mila in un solo giorno, il 30 settembre.

Il sospetto: qualcuno sapeva in anticipo dell'arrivo della Super Intelligenza?

Anche su questo fenomeno per certi versi curioso è però calata subiti l'ombra dell'insider trading, ossia lo sfruttamento di informazioni riservate e non ancora pubbliche per lucrare sull'impatto che queste avranno sul mercato una volta diffuse. Secondo l'analista Adam Cochran, l'interesse per i domini sloveni sarebbe iniziato ben prima dell'ordine esecutivo del 29 settembre. Già a giugno, in una sola giornata, sarebbero stati registrati circa 400 nuovi domini, contro una media giornaliera stimata di 55 nel periodo 2023-2025. Per Cochran, che ha condiviso la propria ricostruzione su X, molti di questi domini sarebbero correlati al movimento MAGA. Il dubbio è che qualcuno potrebbe aver intuito in anticipo informazioni sulle mosse di Trump sulla Super Intelligenza.

D'altronde la seconda amministrazione Trump non ha certo brillato per trasparenza in simili ambiti. Lo scorso luglio la BBC ha rivelato come, dal momento del ritorno alla Casa Bianca, la famiglia Trump abbia guadagnato oltre un miliardo di dollari in criptovalute, spesso sfruttando l'influenza del proprio nome o facendo accordi con società legate in qualche modo alla diplomazia americana. Su Fanpage.it ne abbiamo parlato in questo articolo. Il Partito Democratico ha poi accusato più volte Trump e i suoi fedelissimi di aver anticipato importanti decisioni politiche con manovre finanziarie che poi avrebbero fruttato milioni di dollari a ristretti gruppi di pochi investitori. Lo scorso agosto la Corte di New York ha anche accusato direttamente Trump di guadagnare illecitamente grazie al proprio ruolo politico in seguito al lancio di Truth API, un  costoso servizio premium che permette agli abbonati del social network di conoscere in anticipo i post dello stesso presidente.

Il precedente di Anguilla e Tuvalu

Tornando al caso dei domini sloveni, non è la prima volta che una coincidenza linguistica produce un'opportunità economica. È già successo con ".ai", il dominio nazionale di Anguilla, piccolo territorio britannico nei Caraibi e sempre in relazione all'esplosione dell'intelligenza artificiale. Secondo il Fondo monetario internazionale, nel 2023 i domini ".ai" hanno generato circa 32 milioni di dollari di entrate per il governo di Anguilla, oltre il 20% delle sue entrate complessive. Idem per Tuvalu, microscopico arcipelago nell'Oceano Pacifico la cui sigla ".tv" è stata saccheggiata per siti relativi a contenuti televisivi e piattaforme di streaming. La situazione slovena, tuttavia, è diversa, poiché il costo di registrazione dei domini ".si" è relativamente basso e i ricavi non confluiscono direttamente nelle casse dello Stato.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views