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Geolier poteva vincere Sanremo: la quota assurda da raggiungere con il televoto

Abbiamo calcolato quale punteggio avrebbe dovuto raggiungere attraverso il voto del pubblico da casa Geolier per vincere, nonostante il punteggio dato dalla stampa e dalle radio.
Intervista a Marco Maggis
Professore di matematica alla Statale di Milano
A cura di Elisabetta Rosso
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Non sarebbe bastato il 94% del televoto per far vincere Geolier. E in festival dei record, con il 74,1% di share durante la finale, questo è un problema. "È abbastanza semplice capire che è un sistema sbilanciato perché noi diamo due terzi del peso ai critici della stampa e alle radio, e un terzo al pubblico", ha spiegato a Fanpage.it Marco Maggis, professore di matematica alla Statale di Milano. "Questa è una scelta evidente e presa a priori", una scelta che ha permesso ad Angelina Mango di vincere Sanremo 2024 e superare Geolier, nonostante il 60% del televoto avesse espresso una preferenza chiara.

"Dal momento in cui scegli di dare il 33% alle radio e il 33% alla stampa hai già deciso che il pubblico a prescindere da quanti voteranno peserà sempre un terzo (34%). Quindi queste percentuali incidono tantissimo sulla finale, perché anche una percentuale alta del voto del pubblico non ha poi così peso nel determinare il vincitore finale". Non basta in realtà nemmeno una percentuale alta, ma quasi irraggiungibile.

Abbiamo infatti calcolato insieme a Maggis quale punteggio avrebbe dovuto prendere dal televoto Geolier per vincere, nonostante il voto della stampa e delle radio. "Naturalmente facendo questo calcolo immaginiamo anche che parte del televoto venga sottratto ad Angelina Mango, che in questo caso avrebbe preso il 5%, non andiamo a considerare però tutti gli altri cantanti in gara.” Il risultato è una percentuale quasi impossibile: il 95%.

Come abbiamo fatto il calcolo

I conti in realtà solo semplicissimi. “Noi sappiamo che la percentuale che ricevono nel televoto pesa 34 centesimi". Immaginiamo che Geolier abbia preso il 95% dei voti da parte del pubblico, tenendo invece fissa la percentuale di voti assegnata dalla sala stampa e dalle radio. "Dobbiamo moltiplicare 95 per 34 diviso 100, e poi sommarlo a 7,3 (il voto di radio e stampa che abbiamo calcolato in base ai dati ufficiali) a sua volta moltiplicato per 66 diviso cento. Viene circa 36,7". Questa è la percentuale di voto finale per Geolier se avesse preso il 95% dei voti dal pubblico da casa. A questo punto dobbiamo fare lo stesso calcolo per Angelina, cambiando però la percentuale del televoto.

"Se immaginiamo che Geolier abbia preso il 95% dei voti allora ad Angelina Mango sarebbe spettato il 5%", non consideriamo in questo caso che ci sono altri cantanti in gara che inevitabilmente avrebbero preso dei voti. "A questo punto facciamo lo stesso calcolo, ovvero moltiplichiamo 5 per 34 diviso 100 e poi sommiamo 52,8 per 66 diviso cento. E il risultato è di poco inferiore, intorno ai 35,8 e i 35,9". Una percentuale leggermente più bassa rispetto a quella di Geolier. Se il rapper avesse preso il 94% non sarebbe stato sufficiente. 

Come dovrebbero essere calcolate le percentuali di voto

"Nei concorsi musicali si sceglie già a prescindere in base a come vengono distribuiti i voti. Ecco in un festival come Sanremo forse sarebbe il caso di pesare in maniera più significativa il parere del pubblico. Anche in base alle persone che votano", sottolinea Maggis. Tra i principali problemi del sistema è che non viene considerato in numero di persone che votano. "Se fossero tre persone, è chiaro che non deve valere nulla, ma se parliamo di milioni e milioni di persone allora è diverso, e deve avere un peso significativo.”

Ci sono molte variabili che si possono considerare per cambiare il sistema di votazione. "Il peso per esempio lo posso far dipendere da una quantità che è in funzione alla popolazione che sta votando e cresce al crescere dei votanti. In statistica c’è tutta una teoria che serve proprio a capire come pesare i dati, però ripeto, qui bisognerebbe analizzare bene i numeri degli anni passati di Sanremo nei casi in cui si è ritenuto che ci fosse una disparità di giudizio finale, e capire quale può essere una pesatura corretta".

È una scelta molto delicata e arbitraria, per questo spesso vengono adottati criteri fissi, come le percentuali, "considerando i valori attuali si poteva pensare, accorpando stampa e radio, a un 50% al televoto e un 50% agli esperti, sicuramente sarebbe cambiato molto il risultato".

Cosa è cambiato quest'anno

Fino al 2023 c'era la giuria demoscopica scelta da un istituto specializzato che individuava le persone più adatte al compito. I requisiti per poter entrare erano: avere più di 16 anni e manifestare un certo interesse per la musica. Quest'anno alla finale però si è votato diversamente. A decretare la classifica, come dicevamo, è stato il televoto (34%), la giuria della sala stampa, tv e web (33%), e la giuria della radio (33%). Quest'ultima è andata a sostituire proprio la giuria demoscopica, ed è formata da emittenti radiofoniche, nazionali e locali, individuate secondo criteri di rappresentanza dell’intero territorio italiano.

"Andando a sottrarre a livello nazionale il parere della gente, in questo caso la giuria demoscopica, si da più peso al parere degli esperti è chiaro. Si passa da un 66% a un 33%, un balzo forse eccessivo", spiega Maggis. "Però è anche vero che l’indagine statistica sul territorio può essere molto delicata, dipende dove vai, non è un voto preciso, o comunque condivisibile, perché poi la popolazione tende a votare con il televoto".

Cosa non ha funzionato nella finale di Sanremo

Ogni calcolo alla fine ha le sue storture e finisce per scontentare qualcuno, "non c’è un peso più giusto di un altro, sicuramente bisogna mettere in chiaro una cosa: voglio che sia la popolazione a valutare, di più gli esperti? e in base a questo decidere." Con il risultato di quest’anno si potranno fare delle considerazioni, per capire cosa c’è di sbagliato, ed eventualmente ricalcolarlo.

Sulla modalità di votazione si è espresso anche il direttore dell'ufficio stampa Rai, Fabrizio Casinelli: "Una riflessione verrà fatta e si cercherà di capire, visto il dato della grande affluenza del voto popolare e lo farà l'azienda". Per farla, sottolinea Maggis, "è però fondamentale avere dati trasparenti e pubblici".

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