Zucchero e tumori, visto per la prima volta l’effetto del fruttosio sulla diffusione del cancro: lo studio su Nature Aging

Immagine
Il fruttosio può agire come segnale per la diffusione delle cellule tumorali, attivando i meccanismi della metastasi.

Il fruttosio, uno degli zuccheri più comuni nella dieta, può agire come segnale per la diffusione del cancro dopo la chemioterapia. È quanto emerge da un nuovo studio pubblicato sulla rivista Nature Aging che per la prima volta ha identificato il meccanismo con cui questo zucchero induce le cellule tumorali sopravvissute ai trattamenti ad attivare i processi che portano alle metastasi. L’attenzione degli scienziati si è concentrata sulle cellule tumorali che, in seguito all’azione di alcuni chemioterapici, smettono di replicarsi ma non muoiono, entrando in uno stato noto come senescenza cellulare: rimanendo attive, rilasciano una complessa miscela di molecole che studi precedenti hanno indicato poter favorire la recidiva del cancro. Per capire quali di queste sostanze fossero responsabili di un tale effetto, il ricercatore post-dottorato Aidan Cole, del laboratorio guidato dalla professoressa Katherine Aird al Wistar Institute di Filadelfia, insieme ai suoi colleghi ha analizzato l’insieme delle molecole rilasciate da queste cellule.

Sapevamo già che alcune cellule tumorali sopravvissute alla chemioterapia smettono di replicarsi, ma continuano a secernere molecole che inviano segnali alle cellule vicine” afferma Cole. “I nostri risultati mostrano che il fruttosio può agire proprio come uno di questi segnali”.

Come il fruttosio favorisce la diffusione delle cellule tumorali

Il meccanismo individuato dai ricercatori mostra che il fruttosio agisce come un segnale capace di facilitare il distacco delle cellule tumorali, un passaggio che ne permette la successiva disseminazione nell’organismo e l’origine delle metastasi. Questo effetto è stato osservato nel carcinoma ovarico sieroso di alto grado (HGSOC), la forma più comune e aggressiva di tumore epiteliale dell’ovaio.

Le cellule del carcinoma ovarico che sopravvivono alla chemioterapia a base di cisplatino possono entrare in uno stato di senescenza e iniziano a rilasciare una miscela di molecole nota come fenotipo secretorio associato alla senescenza (SASP), che altera il comportamento delle cellule circostanti. In questa miscela, i ricercatori hanno identificato il fruttosio come metabolita che facilita il distacco delle cellule tumorali, aumentando la disseminazione metastatica in vivo.

Lo studio ha inoltre preso in esame il possibile ruolo di elevate quantità di fruttosio assunte attraverso la dieta, al di fuori del contesto chemioterapico e in quantità simili a quelle associate al consumo di bevande zuccherate. Nei modelli preclinici, un rilevante apporto di questo zucchero è risultate sufficiente ad attivare lo stesso segnale pro-metastatico osservato nelle cellule tumorali senescenti. Per i ricercatori, il dato apre una prospettiva finora poco esplorata.

L’alimentazione potrebbe influenzare la progressione del cancro in modi finora trascurati” osservano gli studiosi. “Questa possibilità è particolarmente significativa considerando quanto il fruttosio sia ampiamente consumato. Negli Stati Uniti, lo sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio arriva a rappresentare tra l’8% e il 20% dell’apporto calorico giornaliero di alcune persone”.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views