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USA, sostanza sconosciuta causa 3 morti e malori tra i soccorritori: “Trasmissione per contatto, non via aerea”

L’intervento per un sospetto caso di overdose si è trasformato in una misteriosa tragedia negli USA. Tre persone sono state trovate morte e diversi soccorritori hanno accusato malori dopo essere stati esposti a una sostanza sconosciuta. Secondo gli investigatori non si trasmette per via aerea ma tramite contatto cutaneo.
I vigili del fuoco con le tute protettive intervenuti sul posto. Credit: Albuquerque Fire Rescue / Facebook
I vigili del fuoco con le tute protettive intervenuti sul posto. Credit: Albuquerque Fire Rescue / Facebook

Attorno alle 11:00 ora locale di mercoledì 20 maggio, la Polizia di Stato del Nuovo Messico (Stati Uniti) è intervenuta presso un’abitazione di Mountainair – una piccola comunità rurale con meno di 1.000 abitanti – per un sospetto caso di overdose da droghe, in particolar modo oppioidi. Una delle persone che ha chiamato i soccorsi, infatti, aveva espressamente richiesto di portare del naloxone (Narcan), un farmaco salvavita in grado di invertire gli effetti letali – in particolar modo la depressione del sistema nervoso centrale e del sistema respiratorio – di potenti narcotici oppioidi come il Fentanyl, sebbene venga usato anche in caso di shock settico legato a infezioni batteriche (come nel presunto caso che ha coinvolto Madonna). Ciò che agenti di polizia, vigili del fuoco e operatori sanitari hanno dovuto affrontare, tuttavia, è stato uno scenario decisamente più complesso e pericoloso.

Delle quattro persone prive di sensi rinvenute all’interno, come racconta l’Associated Press (AP), tre sono state dichiarate morte, mentre la quarta è stata rianimata e trasferita in ospedale proprio grazie al naloxone. Ma l'operazione ha preso una piega inaspettata. Alcuni dei soccorritori giunti sul posto sono stati infatti colti da malori, sviluppando sintomi come nausea, vertigini, vomito, tosse e altri disturbi, a causa dell’esposizione al composto coinvolto nei decessi. Al momento viene definito come "sostanza sconosciuta". L’AP riporta la testimonianza di Antonette Alguire, una vigilessa del fuoco volontaria di Mountainair che è intervenuta sul posto ma non è entrata nell’abitazione. Ha soccorso una donna tramite rianimazione cardiopolmonare, forse colei che è stata salvata grazie al naloxone. La soccorritrice non ha manifestato sintomi, ma ha raccontato di un’esperienza “spaventosa” perché ha visto diversi colleghi e medici iniziare a star male.

Come riportato in un post su Facebook della Polizia di Stato del Nuovo Messico, circa venti persone sono state trasferite nell'ospedale universitario locale, due delle quali in gravi condizioni. A seguito dell'intervento delle squadre HazMat dei vigili del fuoco di Albuquerque, specializzate proprio in casi di contaminazione ambientale, “gli investigatori ritengono che la sostanza possa essere trasmessa per contatto e non per via aerea”. L’ospedale dell’Università del Nuovo Messico, riferisce l’AP, ha confermato che sono giunti 23 pazienti, tutti sottoposti a visite e decontaminazione. Solo alcuni di loro presentavano i sintomi descritti dalla polizia. La maggior parte delle persone coinvolte è stata dimessa, mentre altre sono rimaste in osservazione. Come confermato su Facebook dal sindaco di Mountainair, Peter Nieto, è stato dimesso anche il capo dei servizi di emergenza medica, Josh Lewis, uno dei soccorritori che aveva sviluppato i sintomi più significativi.

Il sindaco Nieto ha confermato che nell’abitazione sono stati trovati farmaci e droghe, ma che ancora non è stata identificata la sostanza responsabile delle morti e dei malori. È stato escluso il coinvolgimento del monossido di carbonio o di un gas naturale. “Al momento, i risultati dei test non sono ancora disponibili. Le forze dell’ordine sono pronte a informare il pubblico non appena avremo informazioni confermate. I test possono richiedere tempo, ma speriamo di avere presto maggiori dettagli. Non appena le informazioni saranno disponibili, verranno condivise con il pubblico”, ha affermato nella serata di ieri (in Italia), giovedì 21 maggio. In tutte le dichiarazioni non si è parlato di un laboratorio clandestino per la produzione della droga all’interno della casa, ma gli indizi suggeriscono che le persone decedute e i soccorritori possano essere stati esposti a un contaminante chimico – come un solvente – utilizzato per preparare una potente droga a base di oppioidi. Lo suggerisce la richiesta d'aiuto e l'uso salvavita del naloxone.

Il fentanyl non determina comunque sintomi immediati a causa del contatto cutaneo; come emerso dai racconti, l’esposizione è probabilmente avvenuta toccando superfici contaminate, liquidi, polveri, oggetti o le stesse persone colpite. I sintomi rilevati sono compatibili con solventi organici, precursori chimici o contaminanti che possono essere utilizzati nella produzione clandestina di droghe sintetiche. Fra essi acetone, toluene, xilene, reagenti per nitazeni e altri. Questi possono essere assorbiti per contatto o presenti come vapori localizzati. Non si può escludere che le persone decedute possano aver assunto una droga sintetica appena preparata o siano state esposte a concentrazioni elevate delle sostanze tossiche che hanno innescato i malori nei soccorritori.

Negli Stati Uniti – e non solo – le overdose da oppioidi sono una vera e propria emergenza di salute pubblica, che ha avuto un incremento significativo durante la pandemia di COVID 19. A causa dell’elevatissimo numero di morti, ben 100.000 solo nel 2021, la Food and Drug Administration ha addirittura approvato lo spray nasale al naloxone come “farmaco da banco” senza prescrizione medica per salvare quante più vite possibili. Negli ultimi anni si stanno diffondendo oppioidi molto più potenti del già pericolosissimo fentanyl, aumentando i rischi per chi li utilizza. A rendere queste sostanze stupefacenti sintetiche ancor più insidiose è il fatto che spesso vengono “tagliate” con composti tossici. Tra quelle “prodotte in casa” figurano i nitazeni come metonitazene, isotonitazene e protonitazene, che sono fino a 100 volte più potenti del fentanyl e sono spesso contaminati da solventi o reagenti non rimossi. Tra gli altri oppioidi diffusi negli USA figura anche la droga sintetica U-47700, detta “Pink”.

Non si può escludere che la sostanza coinvolta nell’incidente in New Mexico sia proprio fentanyl preparato con solventi tossici o comunque una miscela di droghe sintetiche con contaminanti industriali. Il portavoce della polizia, Wilson Silver, ha affermato che non ci sono pericoli per la popolazione di Mountainair e che non si ritiene che la sostanza tossica si sia dispersa nell’aria, proprio alla luce del fatto che si sospetta l’assorbimento per contatto.

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