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Undici scienziati USA morti o scomparsi, si teme per sicurezza nazionale. NASA: “Collaboriamo con FBI”

In pochi anni circa una dozzina di scienziati degli Stati Uniti sono morti o scomparsi, alcuni in circostanze molto misteriose. Si sospettano rischi per la sicurezza nazionale ed è stata avviata un’indagine dell’FBI. La NASA ha rilasciato una dichiarazione sui suoi ricercatori coinvolti.
A cura di Andrea Centini
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Nel giro di pochi anni, undici scienziati statunitensi legati a programmi federali coinvolti in progetti di ricerca nucleare, aerospaziale e di sicurezza nazionale sono morti o scomparsi in circostanze misteriose (almeno in diversi casi). Una situazione sospetta che ha spinto il presidente Donald Trump a chiedere al Federal Bureau of Investigation (meglio noto con l’acronimo FBI) di indagare a fondo su potenziali correlazioni tra i vari casi. In occasione di una recente conferenza stampa, Trump ha affermato che si tratta di una questione “piuttosto seria”, auspicando che non vi siano elementi in comune tra morti e sparizioni. Proprio per questo, gli agenti dell’FBI stanno collaborando con altri enti e agenzie federali – compresi il Dipartimento dell’Energia e il Pentagono – per venirne a capo. “Spero, non so, in una coincidenza, o come la si voglia chiamare. Ma alcune di queste persone erano molto importanti. Esamineremo la situazione nel prossimo periodo”, ha dichiarato il presidente.

Anche altri esponenti dell’attuale amministrazione americana hanno rilasciato dichiarazioni sibilline su questa vicenda, che sta alimentando teorie del complotto e molta speculazione su giornali e social network. In un intervento al programma Fox & Friends di Fox News, James Comer, presidente della Commissione per la supervisione e la riforma del governo della Camera dei Rappresentanti, ha dichiarato che c’è molta preoccupazione al riguardo: “Si tratta di una questione di sicurezza nazionale. Ciò suggerisce che potrebbe star accadendo qualcosa di sinistro”. Anche la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha scritto su X che “non verrà lasciato nulla di intentato” per far luce su ciò che sta accadendo.

Il coinvolgimento della NASA

Tra le agenzie federali principalmente coinvolte nell’indagine vi è la NASA, dato che tre degli scienziati erano collegati al Jet Propulsion Laboratory (JPL), che ha sede presso il California Institute of Technology (Caltech). Si tratta del laboratorio della NASA che si occupa di navette, rover e altre missioni robotiche – come Perseverance e Curiosity della missione Mars 2020 – da inviare nello spazio. Due di questi scienziati sono morti: l’ingegnere specializzato in radiofrequenze Frank Maiwald (morto a luglio 2024 a 61 anni) e Michael David Hicks, esperto di fisica planetaria deceduto a 59 anni nel luglio 2023. La terza persona coinvolta è invece scomparsa: Monica Jacinto Reza, 60 anni, ingegnere specializzata in motori a razzo, di cui si sono perse le tracce il 22 giugno 2025 durante un’escursione a Los Angeles, come riportato da Gizmodo. La NASA è intervenuta per la prima volta sulla questione lunedì 20 aprile, con un post su X pubblicato dalla portavoce Bethany Stevens: “La NASA sta coordinando e collaborando con le agenzie competenti in relazione agli scienziati scomparsi. Al momento, nulla di quanto riguarda la NASA indica una minaccia alla sicurezza nazionale. L’agenzia si impegna per la trasparenza e fornirà ulteriori informazioni non appena possibile.

Chi sono gli scienziati USA morti o scomparsi

È chiaro che non tutte le figure coinvolte hanno a che fare direttamente con la sicurezza nazionale, ma lavorando in ambiti sensibili l'FBI ha comunque deciso di includerle nell’indagine. Alcuni casi sono decisamente misteriosi, sebbene per almeno tre di essi i familiari avessero parlato di condizioni mediche o problemi personali preesistenti. La giovane dottoressa Amy Eskridge (34 anni), ricercatrice aerospaziale specializzata nella propulsione antigravitazionale, si sarebbe tolta la vita nel giugno 2022 sparandosi un colpo di pistola, come indicato dal Washington Times. Anthony Chavez e Melissa Casias sono invece scomparsi in circostanze sospette nel 2025: entrambi avevano lavorato presso il Los Alamos National Laboratory, uno dei più importanti laboratori di ricerca coinvolti in progetti militari (fu al centro anche della creazione della prima bomba atomica americana). Un altro scomparso nel 2025 è Steven Garcia, 47 anni, che aveva collaborato con il Kansas City National Security Campus, struttura che si occupa della componentistica non nucleare delle armi nucleari.

A questi si aggiungono i casi di due scienziati uccisi da killer: il fisico Nuno Loureiro del Massachusetts Institute of Technology (MIT), che dirigeva il Plasma Science and Fusion Center, e Carl Grillmair, astrofisico del California Institute of Technology e membro dell’IPAC (Infrared Processing and Analysis Center). Per il primo omicidio è stato arrestato Claudio Manuel Neves Valente (i due si conoscevano dai tempi dell’università in Portogallo); per il secondo il ventinovenne Freddy Snyder (i due non si conoscevano). Tra gli undici morti o scomparsi figurano anche un generale in pensione dell’aeronautica militare e un ricercatore in ambito farmaceutico.

Come affermato da Kenneth Gray, docente di giustizia penale e scienze forensi presso l’Università di New Haven, ci sono ragioni sufficienti per ipotizzare possibili collegamenti, ma al momento è ancora difficile trarre conclusioni. Solo al termine delle indagini l’FBI potrà delineare un quadro chiaro, facendo eventualmente emergere un potenziale scenario criminoso dietro le sparizioni e i decessi di figure molto autorevoli nei loro campi. Nel caso venisse confermato un file rouge comune, il sospetto potrebbe ricadere su qualche attore straniero interessato a minare la sicurezza nazionale. Gli USA hanno comunque migliaia di scienziati coinvolti in progetti sensibili e c'è chi ritiene che prenderne di mira alcuni non avrebbe alcun effetto sostanziale sui programmi.

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