Sospettano una grave infezione, ma in frigo trovano un sapone per piatti all’arancia
Quando i suoi familiari l’hanno trovata in casa, la donna era priva di sensi, e hanno chiamato subito i soccorsi. Aveva 88 anni e viveva da sola in una piccola abitazione nonostante soffrisse di una grave forma di demenza. In ospedale, i medici del pronto soccorso di Nagasaki, in Giappone, hanno inizialmente sospettato uno shock settico dovuto a una grave infezione associata a polmonite e interessamento gastrointestinale, avviando il trattamento con antibiotici e farmaci per sostenere la pressione arteriosa. L’emocultura non aveva però rilevato batteri nel sangue e, nonostante la terapia, la situazione della donna non sembrava migliorare.
È stato solo in secondo momento, al sesto giorno di ricovero, che è emerso un dettaglio che ha chiarito la vera causa del suo grave quadro clinico.
Un sapone per piatti nel frigorifero
Tornati a casa della donna per controllare che fosse tutto in ordine, i familiari hanno avvertito uno strano odore nel frigorifero, trovando una bottiglia di sapone per piatti all’arancia, aperta e vuota per metà. La scoperta li ha portati a ripensare alle circostanze in cui avevano trovato la donna e a ricordare un aspetto a cui non avevano dato particolare importanza: quando era stata soccorsa, aveva della schiuma intorno alla bocca, un particolare che a posteriori li ha portati a sospettare che potesse aver bevuto il detersivo.
L’ipotesi ha trovato riscontro dopo che i familiari hanno riferito ai medici del ritrovamento, consentendo loro di ricondurre i sintomi a un’intossicazione da tensioattivi dovuta all’ingestione di detersivo per piatti. “L’aspetto arancione e il profumo all’arancia potrebbero aver portato a confondere il prodotto con bevande a base di succo di frutta” ha spiegato l’equipe nel report del caso clinico pubblicato su Journal of Family Medicine and Primary Care. A causa della demenza, la donna non ricordava di averlo ingerito né è stato possibile stabilire con esattezza quanto ne avesse bevuto.
“I pazienti anziani con demenza sono esposti a un rischio maggiore di ingestione di corpi estranei e ottenere un’anamnesi accurata diventa particolarmente difficile in coloro che vivono da soli” hanno aggiunto i medici. “In precedenza, sono stati segnalti casi simili di ingestione di prodotti per la casa, sebbene i casi di ingestione di detersivo per piatti non siano stati ben documentati in letteratura”.
Nonostante il ritardo nella diagnosi e nell’avvio delle cure mirate all’intossicazione, la donna si è ripresa e, dopo 19 giorni di ricovero, è stata trasferita in una struttura dove ha potuto proseguire le cure seguita dal proprio medico di base, ricevendo assistenza adeguata alle sue condizioni. “Negli anziani con demenza, soprattutto in quelli che vivono da soli, i medici dovrebbero considerare l’intossicazione da comuni prodotti per la casa nella valutazione di condizioni sistemiche inspiegabili” hanno aggiunto i medici. “Il supporto familiare e il coordinamento sociale sono essenziali per prevvenire questo tipo di incidenti in questa popolazione vulnerabile”.