Quando arriva la sonda MMX, lanciata verso la luna di Marte Phobos per raccoglierne campioni

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Illustrazione della sonda MMX che raccoglie campioni da Phobos. Credit: JAXA
Il 19 ottobre 2026 la JAXA ha inviato la sonda MMX verso Phobos, la più grande luna di Marte. L’obiettivo è recuperare preziosi campioni dalla sua superficie. Quando arriva e quando rientrerà sulla Terra.

Alle 19:41 del Tempo Coordinato Universale (UTC) – le 20:41 in Italia – di lunedì 19 ottobre 2026 la sonda Martian Moons eXploration (MMX) è stata lanciata con successo a bordo di un razzo H3 dal Centro Spaziale di Tanegashima, in Giappone. I due stadi del razzo lanciatore hanno compiuto con successo i rispettivi compiti e hanno indirizzato il veicolo spaziale sulla traiettoria prevista verso Marte o, più precisamente, verso le due lune del Pianeta Rosso: Phobos e Deimos. Il pionieristico obiettivo di MMX, infatti, è quello di raccogliere campioni dal più grande dei due satelliti naturali, Phobos, e riportarli sulla Terra nel 2031. Dovrebbe raggiungere il bersaglio nell'agosto del 2027. A quel punto inizierà a mappare l'oggetto, identificando due siti di atterraggio validi per il prelievo. Rilascerà anche il rover franco-tedesco IDEFIX sulla superficie irregolare di Phobos, prima di ripartire verso il nostro pianeta col preziosissimo carico. Grazie a questa missione gli scienziati sperano di determinare l'origine delle due lune marziane, così come hanno fatto acqua e composti organici a diffondersi nel Sistema solare primordiale.

Quando arriva MMX su Phobos

La sonda MMX, come indicato, secondo i piani dell'Agenzia Spaziale Giapponese (JAXA) dovrebbe giungere nei pressi di Phobos nell'agosto del 2027, fra 10 mesi. Al suo arrivo effettuerà una spettacolare manovra che la inserirà in un'orbita che gli esperti definiscono “quasi satellitare” (QSO) attorno all'oggetto, con il quale inizierà a orbitare attorno a Marte. Una volta agganciato l'obiettivo, inizierà a mappare con i suoi strumenti la superficie di Phobos, che ha un diametro di 22 chilometri (Deimos è un po' più piccolo, 14 chilometri). Lo scopo è identificare due siti idonei per il prelievo dei campioni di polvere. Prima della raccolta, tra la fine del 2028 e la fine del 2029 la sonda rilascerà IDEFIX, un rover di 25 chilogrammi che esplorerà la superficie di Phobos. Il piccolo robot sarà lasciato da un'altezza di 40 metri, ma a causa della bassa gravità dell'oggetto si adagerà sulla superficie come una piuma di 15 grammi, non prima di aver fatto qualche rimbalzo. Il rover è dotato di un sofisticato sistema per raddrizzare le ruote nel caso in cui finisse in una posizione errata.

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Marte e le sue due lune Phobos e Deimos. Credit: NASA/JPL/Università dell'Arizona

Il momento cruciale della missione avverrà nel 2030, quando MMX eseguirà due atterraggi delicati per il prelievo di campioni da appena sotto la superficie del satellite di Marte. Grazie a un apposito campionatore basato su gas pressurizzato si proveranno a estrarre almeno 10 grammi di materiale a oltre 2 centimetri di profondità, più puro rispetto a quello bombardato di radiazioni della superficie. Una volta estratto sarà inserito in un'apposita capsula. Compiuto il prezioso prelievo, la sonda resterà ancora in orbita attorno a Phobos ma studierà a fondo anche il vicino Deimos. I nomi dei due satelliti naturali prendono il nome dai figli degli dei greci Ares e Afrodite. Curiosamente Phobos (Paura) e Deimos (Terrore) non hanno un aspetto “sferico” come la nostra Luna o altri satelliti naturali, ma bitorzoluto, simile a una patata. Grazie allo studio dei campioni i ricercatori proveranno a stabilire se si sono originati dall'impatto di un grosso oggetto contro Marte (potrebbero essere pezzi del pianeta staccatisi dopo la collisione e rimasti in orbita), oppure se si tratti di asteroidi di passaggio catturati dalla gravità del Pianeta Rosso.

Nel 2030 la sonda MMX, il cui carico utile è stato sviluppato in collaborazione con l'Agenzia Spaziale Europea (ESA) e con la NASA, lascerà il sistema marziano e inizierà il lungo viaggio interplanetario di ritorno. Dovrebbe ammarare al largo della costa dell'Australia nel 2031, assieme ai preziosissimi campioni custoditi in una capsula. Gli ingegneri giapponesi sono fiduciosi nel successo della missione; del resto grazie alle missioni Hayabusa 1 e 2 avevano già prelevato campioni dagli asteroidi 25143 Itokawa e Ryugu. Per quanto concerne i campioni di Marte, la missione della NASA al momento è in stand-by e non si sa quando verranno prelevate le carote rilasciate dal rover Perseverance.

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Illustrazione della sonda MMX nei pressi di Marte. Credit: JAXA

Grazie all'analisi dei frammenti di Phobos, i ricercatori proveranno a determinare, oltre alle origini delle lune, anche come sono arrivati acqua e materiali organici sui pianeti terrestri e come si è evoluto il sistema di Marte nel corso di miliardi di anni. La sonda MMX è dotata di molteplici strumenti scientifici, fra i quali telecamere ad alta risoluzione, analizzatori di plasma, polveri e radiazioni, spettrometri di vario genere e altro ancora. Tutti i dati raccolti, assieme ai campioni, aiuteranno gli scienziati a capire meglio il Pianeta Rosso e i suoi satelliti naturali, informazioni importanti anche per progettare le future missioni di esplorazione umana. Si calcola che l'asteroide Phobos si schianterà sulla superficie del Pianeta Rosso entro 50 milioni di anni.

Il costo della pionieristica missione MMX è lievitato a 55,3 miliardi di yen, pari a circa 330 milioni di Euro. In passato anche la Russia aveva provato a inviare una sonda verso Phobos nel 2011, ma il razzo che la trasportava ebbe un guasto e non riuscì ad abbandonare l'orbita terrestre finendo distrutto.

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