Perché non dovresti rifare il letto appena alzato
Rifare il letto appena alzati è una sorta di mantra per diverse forze armate, semplicemente perché questo gesto, fatto ogni mattina, abitua i militari a seguire procedure e regolamenti, sviluppa l'autodisciplina al di fuori del controllo dei superiori e contribuisce all'ordine previsto dal corpo di appartenenza. In alcuni contesti è una regola tenuta in così forte considerazione da essere finita in vari video motivazionali, alcuni dei quali diventati virali. In essi l'ufficiale di turno esalta l'importanza di questa pratica, non solo per i commilitoni, ma per chiunque. La chiosa è quasi sempre la stessa: «Puoi aver avuto una giornata dannatamente storta, ma trovarsi un letto rifatto la sera è già un buon inizio per ripartire». Al di là della retorica militare, in tanti pensano davvero che rifarsi il letto immediatamente sia una comodità, prima di impegnarsi nelle attività quotidiane. Ciò nonostante, secondo la scienza non è esattamente la scelta più saggia. La ragione? L'igiene.
Com'è ampiamente noto, i nostri letti sono infatti popolati da una moltitudine di microrganismi, dai batteri alle muffe, passando per i famigerati acari della polvere. Questi minuscoli artropodi appartenenti al subphylum dei chelicerati (lo stesso di ragni e scorpioni) e alla famiglia dei Pyroglyphidae sono invisibili a occhio nudo, a causa di dimensioni comprese tra 200 e 400 micron, ma possono essere visti tramite una buona lente di ingrandimento o al microscopio. In alcuni casi, soprattutto con umidità superiore al 50 percento e temperature oltre i 22 °C, questi piccoli artropodi possono letteralmente colonizzare i nostri materassi. Fra le specie più comuni figurano Dermatophagoides pteronyssinus e Dermatophagoides farinae (i cosiddetti acari dei materassi), oltre a Euroglyphus maynei.
È doveroso ricordare che gli acari non sono parassiti, perché non hanno alcun interesse a “pungerci” o a invadere il nostro organismo; sono semplicemente interessati all'ambiente umido, al calore e alle cellule morte che rilasciamo notte dopo notte dentro i nostri letti. Per alcune persone possono essere anche fonte di allergia, ma non in modo diretto: sono le proteine contenute nelle loro feci e nei corpi in decomposizione a innescare la reazione, non dissimile da quella determinata dall'allergia ai pollini.
Questa lunga premessa per dire che, se richiudiamo immediatamente il letto dopo esserci alzati, soprattutto dopo una bella sudata notturna, non facciamo altro che rendere l'ambiente più favorevole e idoneo alla sopravvivenza degli acari, che continueranno a prosperare e a moltiplicarsi a dismisura grazie al nostro contributo. E a beneficiarne non sono soltanto gli acari. Anche batteri e funghi microscopici (muffe) dei generi Aspergillus, Penicillium, Cladosporium e Alternaria vengono favoriti da ambienti umidi e caldi. Se invece di rifare subito il letto lo si lascia areare per almeno un'oretta e soprattutto si permette ai raggi solari di raggiungerlo, rendiamo l'ambiente meno favorevole alla diffusione di questi piccoli organismi.
«Un pericolo per la salute pubblica, spesso sottovalutato, si annida nelle camere da letto del Paese; più precisamente, nei letti. Desideriamo richiamare l'attenzione sulla pericolosa abitudine di rifare il letto, ormai dilagante in Nord America», si legge nell'articolo “The well-made bed: an unappreciated public health risk” pubblicato sulla rivista scientifica Canadian Medical Association Journal da scienziati dell'Uintah Basin Medical Center di Roosevelt (Stati Uniti). «Considerato il calore, l'oscurità e un'abbondanza di deliziosi fluidi corporei, non sorprende che un letto ben fatto sia un terreno fertile per la proliferazione di batteri, funghi e altri parassiti», evidenziano gli autori dello studio, aggiungendo con ironia come sia «risaputo che i batteri, come i vampiri, deperiscono se esposti alla luce solare, lasciando letti puliti e profumati.»
In sostanza, esporre a temperature più fresche e ai raggi ultravioletti (UV) i nostri letti non farebbe altro che aiutarci a contenere le infestazioni, invece che di favorirle. Chiaramente l'impatto generale è limitato, ed è proprio per questo che è importante cambiare le lenzuola regolarmente (un paio di volte a settimana è il consiglio generale) e lavarle ad almeno 60 °C, oltre che esporre cuscini e materassi regolarmente all'aria aperta e al sole. Anche usare specifici materiali sintetici e il mantenimento di un'umidità interna adeguata possono tenere sotto controllo la proliferazione dei microorganismi.