Bassetti: “Città invase dalle zanzare per il caldo, ormai l’Italia è un Paese tropicale”. Rischio febbre gialla
A Sanremo, in Liguria, è stato registrato il primo caso autoctono italiano di quest'anno di febbre Dengue, una malattia tropicale legata alle punture di zanzare infette che sempre più spesso viene diagnosticata nel nostro Paese. Secondo gli ultimi dati dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS), nel corso del 2026 sono stati poco meno di 200 i casi di Dengue importata rilevati sul territorio nazionale. La maggior parte dei pazienti – circa il 70 percento – è rappresentata da turisti di ritorno dalle Maldive, dove è stato rilevato un focolaio epidemico significativo. Le regioni principalmente interessate sono state la Lombardia e l'Emilia-Romagna, con oltre 30 casi ciascuna, seguite da Toscana e Lazio. Il caso in Liguria è rilevante perché appunto siamo innanzi a un caso autoctono: ciò significa che la persona infettata, un giovane di circa 30 anni in vacanza nel Ponente Ligure, non ha viaggiato all'estero e ha contratto la malattia in Italia. È stato ricoverato presso il reparto di malattie infettive dell'ospedale Borea della città del Festival, dopo aver manifestato i sintomi dell'infezione virale provocata dal Dengue virus (un virus a RNA della famiglia Flaviviridae caratterizzato da cinque sierotipi).
Il caso autoctono di Dengue ci ricorda che, a causa della tropicalizzazione del clima in Italia, sono sempre più diffuse le malattie tropicali e subtropicali trasmesse dalle zanzare, in particolar modo dalla famigerata zanzara tigre (Aedes albopictus), arrivata all'inizio degli anni '90 nel nostro Paese – le prime segnalazioni ci furono proprio in Liguria – e oggi diffusissima lungo tutto lo Stivale. È uno dei vettori più capaci in grado di trasmettere svariate patologie “esotiche” come febbre gialla (non presente in Italia), chikungunya, zika, la sopracitata Dengue e altre. Il rischio è che, a causa delle temperature sempre più alte e della globalizzazione, possa sbarcare anche la zanzara della febbre gialla (Aedes aegypti), già arrivata in Europa ma solo in territori localizzati. Per comprendere meglio il caso autoctono in Liguria, i rischi legati alla tropicalizzazione e quanto siamo pronti ad affrontare il problema, Fanpage.it ha contattato il professor Matteo Bassetti, docente di malattie infettive presso la Clinica di Malattie Infettive e Tropicali presso l'Ospedale Policlinico San Martino di Genova. Ecco cosa ci ha raccontato.
Professor Bassetti, cosa può dirci di questo caso di febbre Dengue autoctono in Liguria?
È il primo in Liguria, ma non il primo in Italia. Sappiamo bene che nel 2024 ci furono dei focolai in Emilia Romagna, nelle Marche e in Toscana. Viste le temperature che abbiamo avuto negli ultimi anni e questa estate, ormai il territorio italiano non è più scevro dalle malattie tropicali. Si sta verificando un po' quello che negli anni '90 i grandi maestri del nostro mestiere dicevano: si sta tropicalizzando il mondo e si stanno tropicalizzando soprattutto le città. Che lo siano alcune aree di campagna potrebbe essere anche normale, ma le nostre città sono ormai invase dalle zanzare, le zanzare normali ma soprattutto la zanzara tigre (Aedes albopictus), che trasmette Dengue, chikungunya, malattie che fino a 4-5 anni fa erano unicamente confinate nei Paesi tropicali. Quest'anno noi abbiamo visto parecchi casi importati.
Per quale motivo?
C'era un grosso focolaio soprattutto nell'Oceano Indiano, quindi abbiamo visto tantissimi casi fra la gente che tornava dalle Maldive. Quest'ultimo è un caso di una persona che non aveva fatto nessun tipo di viaggio, peraltro rilevato vicino a dove ci fu uno dei primi focolai di Dengue tra il 2020 e il 2021, nel sud della Francia. Qui i problemi già c'erano stati. In qualche modo è una cosa che avevamo già visto, una conferma che ormai siamo un Paese tropicale e non si può più parlare di malattie di alcune zone del mondo: ormai tutte le malattie sono di tutto il mondo. Guardi cosa è successo ieri a Francoforte. La malaria è sempre stata descritta, ma cosa succederà quando la zanzara anofele infetta magari arriverà con un aeroplano in un bagaglio? L'anofele può riprodursi alle nostre latitudini, quindi cosa succede? Che torneremo ad avere la malaria.
Ormai è un dato di fatto, la Dengue è una malattia che dobbiamo sospettare quando arriva qualcuno con dei sintomi compatibili, anche quando non ha fatto un viaggio, è bene fare gli esami del sangue. Lo stesso credo che si debba dire per la chikungunya: abbiamo avuto un focolaio nel ferrarese tra il 2014 e il 2015, quindi anche questa malattia potrebbe stabilirsi. E non escludo che possa succedere con con Zika. Per quanto riguarda la West Nile, in Italia ormai è endemica. Tutte le regioni italiane hanno praticamente avuto casi autoctoni. In Campania c'è stato un morto qualche giorno fa, ma casi sono presenti in Sardegna, Calabria, Sicilia, Lazio, Liguria. E poi tutto il Nordest – lo sappiamo bene perché è dove è arrivato – quindi Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, un pezzo di Lombardia e Trentino-Alto Adige. Non c'è nessuna parte risparmiata dalla West Nile. Pare che le zanzare siano ormai in grado di trasmettere nel nostro Paese quasi tutte le infezioni che trasmettono nei Paesi tropicali.
A tal proposito, si teme molto il possibile arrivo della zanzara della febbre gialla (Aedes aegypti), presente solo in zone localizzate d'Europa – Cipro e Madeira – ma che a causa del cambiamento climatico e della globalizzazione rischia di sbarcare anch'essa in Italia.
Noi abbiamo già Aades albopictus che trasmette praticamente tutto quello di cui abbiamo parlato, cioè trasmette Dengue, Zika etc etc, anche Osutu. È la prima cugina di Aedes aegypti, quindi è chiaro che qualora dovesse arrivare da noi e stabilizzarsi, si potrebbe aprire uno scenario anche nei confronti di ulteriori malattie come la febbre gialla, che naturalmente diventerebbe un problema ben più grave.
Lei ritiene che siamo pronti a fronteggiare questa situazione favorita dal cambiamento climatico?
Noi non siamo assolutamente pronti, perché non siamo un Paese capace di fare la prevenzione. Quando pensiamo che prevenire voglia dire fare le vaccinazioni non è così: le vaccinazioni si fanno quando ci sono malattie prevenibili da vaccino. Nell'ambito delle infezioni trasmesse dalle zanzare, l'unica malattia prevenibile da vaccino è la febbre gialla che da noi non c'è. Per tutte le altre la prevenzione come si fa? Si fa con misure igienico-sanitarie. E le misure igienico-sanitarie sono quelle che dovrebbero fare le istituzioni regionali e comunali, come la disinfestazione. Noi ci svegliamo ogni anno – l'anno scorso è successo il 10 d'agosto, quest'anno il 20 di agosto – e diciamo: “Oh, guarda, c'è la West Nile.” E se vai a vedere se è stata fatta l'attività di disinfestazione tra il mese di maggio e giugno dove c'è stata la West Nile, se sono stati usati insetticidi e larvicidi, se hanno fatto delle valutazioni, non trovi niente. Ti rispondono: “Ma perché, dovevamo farlo noi?” Magari c'è una circolare che arriva, ma poi c'è la scusa che non ci sono i soldi per farlo. Siamo un Paese in cui si fanno delle leggi che poi non vengono rispettate. È un po' quello che succede coi vaccini.
Ci spieghi
Abbiamo fatto la legge sull'obbligatorietà vaccinale a scuola, se poi vai a vedere, praticamente questa legge non viene mai rispettata, perché uno presenta l'autocertificazione, l'altro presenta un documento falso, l'altro dice che chiede alla ASL ma la ASL non ha tempo di farlo, che non ci sono i computer, che c'è il computer spento e così via. È la Repubblica delle banane, e lo siamo anche sulla prevenzione di queste malattie. Dal punto di vista sanitario, per come è organizzato il sistema, in questo Paese le cose funzionano fin troppo bene, perché posso assicurare che c'è la buona volontà di medici, infermieri, operatori sanitari e dirigenti che si spendono e che magari, a volte, vanno in deroga a quelle che sono le regole.
E cosa si potrebbe fare per contrastare il problema delle malattie trasmesse dalle zanzare?
Bisognerebbe pensare anche a livello centrale agli incentivi per le zanzariere. Lei ha mai sentito parlare di incentivi per le zanzariere?
Effettivamente no
Ecco, eppure il nostro è un Paese dove ci sono 400-500-600 casi all'anno di West Nile. Non stiamo parlando di 1 o 2. Poi focolai di Dengue, rischi di nuovi focolai. Io d'estate guardo spesso le finestre aperte delle case: c'è una zanzariera ogni 20-30 finestre. Basterebbe così poco. Ora non dico che risolvono il problema, però potrebbero almeno un po' attutirlo. E poi c'è il problema che non facciamo formazione, educazione. Non spieghiamo alla gente che bisogna stare attenti al tramonto, all'alba, che non bisogna vestirsi di nero. D'estate c'è chi esce regolarmente tutto vestito di scuro. Se queste cose non si raccontano, non si conoscono.
L'attività di prevenzione è come un puzzle, è fatto da tanti punti e tutti importanti. Ci sono il vaccino quando è disponibile, l'attività che fa il Comune, l'attività che fa la Regione, l'attività formativa, gli incentivi per le zanzariere, i repellenti, magari rendere disponibili in farmacia i larvicidi da mettere nei sottovasi, quando è maggio-giugno. Sono tutte cose che andrebbero fatte, perché se non le fai questi sono i risultati.
A seguito del caso autoctono di Dengue, è stata predisposta una disinfestazione straordinaria entro 200 metri dalla casa del paziente. Secondo lei ha senso una misura del genere?
Queste sono quelle cose di facciata che abbiamo in Italia, per far vedere sui giornali e in televisione che si interviene . Il paziente magari vive in un appartamento in via Rossi, poi però va a fare la spesa al supermercato a 5 chilometri, in farmacia a 3 chilometri, a scuola, sul luogo di lavoro. E noi prevediamo la disinfestazione dove risiede. Non ha alcun senso. Sa che è prevista la disinfestazione dove uno vive ma non è prevista la disinfestazione in ospedale? Quindi si tiene un paziente ricoverato una settimana in ospedale, ma la disinfestazione la fanno a casa. Negli ospedali si aprono le finestre e le zanzare possono pungere. Sembra che le zanzare pungano solo dove uno dorme.
In effetti, la zanzara tigre punge soprattutto nelle ore diurne
Già