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Olimpiadi Invernali 2026

Milano, la falce di Luna e il braciere: Olympic Moon è la nuova, magnifica foto di Valerio Minato

Il fotografo Valerio Minato, esperto di astrofotografia paesaggistica, ha scattato una magnifica fotografia in cui la falce di Luna calante, il braciere olimpico e la Torre del Filarete del Castello Sforzesco vengono incastonate dall’Arco della Pace. È Olympic Moon, un’opera d’arte che omaggia le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 e la bellezza di Milano.
A cura di Andrea Centini
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Olympic Moon. Credit: Valerio Minato
Olympic Moon. Credit: Valerio Minato
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Milano, ore 05:48 di venerdì 13 febbraio 2026. Manca ancora un'ora e mezza all'alba, ma la città è sveglia, i tram sono in marcia e i lavoratori mattinieri già popolano le strade. Su Corso Sempione, una delle più importanti arterie meneghine, c'è un treppiede con una fotocamera puntata verso l'Arco della Pace: in questi giorni il monumento napoleonico abbraccia il braciere olimpico, acceso il 6 febbraio da Alberto Tomba e Deborah Compagnoni in occasione della cerimonia d'apertura delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. Dietro l'obiettivo c'è il fotografo Valerio Minato, un artista che crea geometrie perfette coniugando il contesto urbano-paesaggistico con i fenomeni astronomici.

Memorabile il suo scatto dedicato al triplice allineamento tra la basilica di Superga, il Monviso e la falce di Luna crescente, grazie al quale ha conquistato il prestigioso Astronomy Picture of the Day (APOD) della NASA, uno dei riconoscimenti più ambiti tra gli astrofotografi. Recentemente ha fatto il bis con un quadruplice allineamento tra Superga, la Sacra di San Michele, un aereo di passaggio e la Luna. E proprio la compagna della Terra, nella forma di falce calante, è di nuovo protagonista del suo ultimo, ambizioso lavoro, conquistato in una Milano semi-deserta nel cuore di una gelida notte invernale, ma scaldata dall'atmosfera olimpica. Scrutando attraverso l'obiettivo della fotocamera, infatti, si nota il satellite naturale mentre si staglia sotto la volta principale dell'Arco della Pace, poco più in alto del braciere e al fianco della Torre del Filarete, la più alta e centrale del Castello Sforzesco. Sono tutti incastonati sotto un'unica, splendida cornice: è la Olympic Moon, la Luna Olimpica, un'opera d'arte fotografica magnifica, studiata e progettata fin nei minimi dettagli.

È stato un risultato molto difficile da ottenere, non solo per gli studi millimetrici necessari per trovare la posizione esatta, ma anche per il maltempo che ha imperversato per giorni, compresa la notte tra il 12 e il 13 febbraio. Non c'è da stupirsi che nel video di presentazione della Olympic Moon che potete vedere qui in alto, Valerio Minato – classe 1981 di Biella – abbia esordito con un “avevo perso tutte le speranze”. Ma le nuvole si sono diradate e la falce di Luna calante ha fatto la sua comparsa al punto giusto nel momento giusto, permettendo al fotografo di ottenere il risultato desiderato.

Ma da dove arriva questa “folle” idea? A Fanpage.it Valerio ha confermato che tutto nasce da una visione: "Trasformare l’Arco della Pace con il braciere olimpico di Milano-Cortina 2026 in un mirino astronomico." "Volevo che la Luna calante – prosegue il fotografo – diventasse, per un istante, parte integrante di quel simbolo. Non è uno scatto fortuito, ma geometria urbana estrema: ho passato settimane a studiare l'orbita lunare e le mappe millimetriche di Milano per trovare il punto esatto dove il groviglio dei cavi dei tram lasciava libero il braciere olimpico, incrociandolo con il punto del cielo dove avevo previsto sarebbe passata la Luna.” Uno studio certosino e un po' folle, che ha garantito al vincitore di due APOD anche la pubblicazione del suo scatto sui canali social ufficiali delle Olimpiadi invernali in corso.

La Luna nascosta dalle nuvole. Credit: Valerio Minato
La Luna nascosta dalle nuvole. Credit: Valerio Minato

Ma nelle sue opere non è solo questione di studi celesti e geometrici. Ci vuole anche il meteo giusto, perché basta una nuvola a guastare mesi e mesi di preparazione. “L’attesa è stata logorante: arrivavamo da settimane perturbate, con pochissimi e rari slot di cielo sereno che rendevano ogni calcolo una scommessa contro l’incertezza”, ha spiegato ai nostri microfoni Valerio. “C’era il timore costante che il meteo chiudesse l’unica finestra possibile proprio sul più bello. C’era poi la sfida dell’organizzazione: muoversi in piena notte in una metropoli, calcolare l'altezza esatta del cavalletto e col timore che altri fotografi avessero intuito lo stesso punto di ripresa (ho poi scoperto, con somma gioia, di essere stato l’unico pazzo a pianificarla e provarla)”, ha aggiunto con un sorriso.

Il viaggio verso Milano è stato un silenzioso conto alla rovescia contro un muro di nubi che, fino all’ultimo, hanno coperto la Luna. Poi, nel freddo pungente, lo squarcio: la Luna è apparsa, incendiando i bordi delle nuvole e iniziando una salita solitaria che l'ha portata a posarsi proprio sopra il braciere alla destra della Torre del Filarete. In quel momento, il groviglio dei cavi tranviari, la Luna e la storia antica e odierna di Milano si sono fusi in un'unica immagine…e la pianificazione ossessiva ha finalmente ceduto il passo alla pura visione del sogno.” Grazie Valerio, per il magnifico lavoro e le bellissime parole.

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