L’energia solare sta superando il nucleare come fonte di corrente elettrica
Le energie rinnovabili sono fondamentali per raggiungere la neutralità carbonica e scongiurare gli effetti più drammatici e irreversibili della crisi climatica in corso, tenendo presente che, a causa delle emissioni di anidride carbonica (CO2) e altri gas climalteranti legati alle attività umane, per gli scienziati è ormai certo che supereremo 1,5 °C di riscaldamento rispetto all'epoca preindustriale. Questa è la soglia oltre la quale non avremmo mai dovuto spingerci, ma ormai ci siamo e dobbiamo limitare i danni. L'energia verde è la chiave, ma non tutte contribuiscono allo stesso modo: quella che sta vivendo una crescita decisamente più rapida di quanto preventivato è la solare (fotovoltaica), che in un decennio è andata incontro a una vera e propria impennata superando anche quella eolica, legata al vento. Se infatti all'alba del nuovo millennio i pannelli solari soddisfacevano appena l'1 percento del fabbisogno energetico mondiale, un quarto di secolo dopo hanno raggiunto la quota di circa il 10 percento. Il traino è rappresentato dalla Cina, grazie alla diffusione di tecnologie sempre più economiche ed efficaci, cui vengono affiancati impianti solari e avveniristici in grado di supportare Pechino verso il lento e ma progressivo obiettivo della neutralità carbonica (sebbene il picco di consumo dei combustibili fossili debba ancora essere raggiunto nei prossimi anni).
Come evidenziato da una recente analisi di Ember, think tank energetico globale con sede nel Regno Unito, nel 2025 il fotovoltaico ha superato per la prima volta la produzione elettrica mondiale del nucleare. Nel 2026 il sorpasso, che deve essere ancora formalmente certificato, ha raggiunto una forchetta ancora più ampia: come indicato dalla BBC, infatti, in 12 mesi fino a settembre del 2026, l'energia solare ha prodotto ben il 13 percento di energia elettrica in più rispetto al nucleare, sul quale il governo italiano ha recentemente avviato un nuovo programma (con l'obiettivo di arrivare al primo impianto con piccoli reattori modulari o SMR entro il 2034). «Il fatto che l'energia solare generi più elettricità di tutte le centrali nucleari del mondo messe insieme è un dato davvero incredibile», ha affermato il dottor Dave Jones, cofondatore di Ember. «L'energia solare è ormai il motore della transizione energetica», gli ha fatto eco il professor Jan Rosenow, docente di politica energetica e climatica all'Università di Oxford (Regno Unito) interpellato dalla BBC.
Proprio il colosso dei media britannico ha evidenziato le varie ragioni per cui il fotovoltaico è ormai diventato una forza trainante fra le rinnovabili, molto più di eolica, geotermica e altre. Il primo elemento è legato al fatto che nessuno aveva preventivato una simile crescita in un lasso di tempo così ridotto. Se infatti la produzione di energia nucleare è rimasta stabile dall'inizio del nuovo millennio, quella solare è cresciuta in modo esponenziale, arrivando come indicato al sorpasso nel 2025. A contribuire a questo processo vi è soprattutto il costo dei pannelli solari, crollato rispetto a un quarto di secolo fa. Con meno di 100 dollari, infatti, oggi è possibile installare un pannello che fornisce energia verde per decenni. Il merito è dell'incredibile capacità produttiva della Cina, che ha permesso a questi dispositivi di diffondersi praticamente ovunque. Ad oggi l'energia solare è considerata una delle fonti più economiche in assoluto.
In alcuni casi, sotto la spinta dei costi alle stelle dei combustibili fossili (benzina e diesel) a causa delle tensioni geopolitiche internazionali, in particolar modo la guerra tra USA e Iran che ha stravolto lo Stretto di Hormuz, molti Paesi sono corsi ai ripari facendo affidamento proprio ai pannelli solari. Basti pensare che in Pakistan si è passati dal 2 percento di energia elettrica prodotta dal fotovoltaico nel 2019 al 24 percento del 2026, proprio grazie all'installazione capillare dei pannelli solari. Anche in Africa sempre più abitazioni private si stanno dotando di pannelli solari, andando a sostituire i generatori diesel fino ad oggi indispensabili a causa delle reti elettriche non sempre affidabili.
Un altro elemento che ha sparigliato le carte in tavola giocando a favore del solare è il costo delle batterie, anch'esse crollate nel prezzo grazie all'enorme capacità produttiva della Cina. Gli accumulatori permettono di superare il limite principale dell'energia solare, ovvero quello di fornire corrente solo quando c'è il sole; con batterie di capacità adeguata ricaricate di giorno, si può infatti coprire almeno parte del fabbisogno notturno. La combinazione di pannelli solari e batterie è diventata preziosissima per favorire la transizione energetica, aiutando anche a rispondere alla domanda sempre più alta di energia, con la diffusione di veicoli elettrici, pompe di calore e data center. Infine, la ricerca continua a fare passi da gigante e presto potremo addirittura avere delle finestre in grado di trasformare in energia elettrica la luce solare, grazie a celle fotoelettriche trasparenti.
La BCC sottolinea che, nonostante questa cavalcata, l'energia solare presenta comunque alcuni limiti, legati alla capacità delle reti elettriche e alla gestione dei periodi con meno sole (ad esempio in inverno). Tutti ricordiamo il colossale blackout che colpì Spagna e Portogallo nell'aprile del 2025, per il quale si puntò il dito proprio contro la rete elettrica principalmente fornita da fonti rinnovabili. In quel caso, come dimostrato d um rapporto dell'Associazione dei gestori delle reti elettriche europee (ENTSO-E), è stato determinato che il crollo della rete fu legato all'assenza di strumenti di controllo e stabilizzazione, progettati appositamente per gestire una configurazione energetica legata all'energia verde. In sostanza, è vero che il solare continua a correre e a crescere, ma le infrastrutture che ci sono dietro talvolta non tengono il passo. L'IEA sottolinea che all'aumentare della quota di energia solare possono manifestarsi problemi con il bilanciamento della rete, ecco perché la rete deve essere provvista di adeguati sistemi di controllo e accumulo, così come di centrali di backup.
Gli esperti stimano che entro la fine del decennio la produzione di energia elettrica derivata dal sole diventi doppia rispetto a quella attuale, andando a conquistare il terzo posto della classifica mondiale dopo carbone e gas (superando anche l'idroelettrico). Ciò nonostante, in molti ritengono che le varie fonti rinnovabili debbano coesistere e lavorare in sinergia anche con il nucleare per permettere la decarbonizzazione.