Le foto dei piccoli globicefali avvistati tra Mediterraneo e Atlantico: “È stato davvero emozionante”

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Un piccolo globicefalo emerge al fianco della madre. Credit: Angel Crudo
Mentre navigava sullo Stretto di Gibilterra, tra Mar Mediterraneo e Oceano Atlantico, l’appassionato di fotografia naturalistica Angel Crudo si è imbattuto in un gruppo di splendidi globicefali, nel quale erano presenti anche diversi piccoli. Le foto dell’emozionante incontro.

Nel Mar Mediterraneo sono normalmente presenti otto specie di cetacei, tuttavia anche per chi frequenta abitualmente il Mare Nostrum ce ne sono alcune molto più difficili di altre da avvistare. Si potrebbe immaginare che la più elusiva in assoluto possa essere lo zifio o balena dal becco d'oca (Ziphius cavirostris), tuttavia questo splendido animale viene avvistato con una certa regolarità durante le escursioni di whale watching, sia nel Mar Ligure che in Sardegna (a noi è capitato di vedere diversi esemplari persino sul traghetto tra Civitavecchia e Olbia). Anche il raro delfino comune (Delphinus delphis), che a dispetto del nome è tutt'altro che diffuso nel Mediterraneo, presenta popolazioni piuttosto stabili e ben studiate nello Ionio e nelle acque della Grecia.

Tenendo presente anche lo storico degli avvistamenti delle principali società di whale watching, la specie di cetaceo più difficile da incontrare nel Mare Nostrum è probabilmente il globicefalo (Globicephala melas), un grande delfinide – gli esemplari più grandi possono superare gli 8 metri di lunghezza – conosciuto anche col nome di balena pilota (pilot whale), sebbene si tratti appunto di un odontocete con i denti. Questa splendida specie, caratterizzata da corpo scuro, testa globosa e un curioso disegno a forma di ancora bianca tra le pinne pettorali, è conosciuta in tutto il mondo soprattutto per due ragioni: gli spiaggiamenti di massa che spesso si verificano in Australia e Nuova Zelanda, coinvolgendo anche il simile globicefalo di Gray (Globicephala macrorhynchus); e le atroci mattanze della grindadrap alle Isole Faroe, sbandierata come "caccia tradizionale". I globicefali, dopo essere stati individuati, durante le grindadrap vengono inseguiti e spaventati a morte dalle imbarcazioni, che li radunano e spingono a riva fino a farli spiaggiare. Qui una folla di gente armata di coltelli e altre armi bianche li uccide recidendo loro il midollo spinale. Una pratica orribile che infligge sofferenze e angoscia inimmaginabili in una specie intelligente e altamente sociale. Probabilmente le foto degli spiaggiamenti e di queste atrocità alle Faroe, che si perpetuano anno dopo anno nonostante l'indignazione della comunità internazionale, sono le uniche dei globicefali che molti abbiano mai visto.

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Globicefali. Credit: Angel Crudo

Incontrare questi animali nel Mar Mediterraneo è difficile soprattutto per una ragione: si tratta di cetacei pelagici che vivono in alto mare, quindi a grandi profondità. Può capitare che si avvicinino alla costa, ma in genere sempre mantenendosi a una distanza significativa. Anche per questo, durante le escursioni di whale watching nel Santuario Pelagos, si ha la fortuna di avvistarli mediamente solo un paio di volte l'anno. Molto più facile è avvistarli nelle acque delle Canarie nell'Atlantico, dove attorno ad alcune isole risultano particolarmente abbondanti; qui i globicefali rappresentano un po' ciò che sono per noi le stenelle striate (Stenella coeruleoalba), ovvero i cetacei più comuni e più facilmente avvistabili nel Mare Nostrum.

Fra chi ha avuto la fortuna di incontrare recentemente i globicefali c'è il nostro lettore e appassionato di fotografia naturalistica Angel Crudo, che li ha avvistati nello Stretto di Gibilterra, il lembo di mare che separa il Marocco dalla Penisola Iberica. “Ci trovavamo a navigare sullo Stretto di Gibilterra dove il Mar Mediterraneo incontra l'Oceano Atlantico. Dopo aver visto un bellissimo gruppo di delfini comuni, ci siamo trovati circondati dai meravigliosi globicefali”, ha affermato Angel a Fanpage.it, aggiungendo che allo stupore dell'incontro si è aggiunta anche la sorpresa per la presenza dei piccoli.

Alla nascita, dopo una gestazione che arriva fino a 15 mesi, questi mammiferi marini misurano tra 1,8 e 2,1 metri e hanno un peso di circa 100 chilogrammi, quindi i globicefali sono già piuttosto grandi quando vengono alla luce. Le femmine partoriscono ogni 3 – 5 anni e l'allattamento dura 2 – 3 anni, prima che i giovani conquistino l'indipendenza. Come nei capodogli, anche le femmine di globicefalo aiutano le madri del pod (gruppo famigliare) ad allevare i piccoli, un altro segno di estrema socialità e intelligenza della specie.

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Globicefali. Credit: Angel Crudo

Poter ammirare in mare aperto questi animali è una gioia e un vero privilegio, anche se in alcune parti del mondo vengono massacrati senza alcuna pietà, femmine incinte e piccoli compresi. Ma nel Mediterraneo, fortunatamente, sono rigidamente protetti. “È stato davvero emozionante poter vederli e portare il ricordo fotografico a casa”, ha chiosato Angel riferendosi ai piccoli, un incontro speciale che custodirà sempre nel cuore. Noi non possiamo far altro che ringrazialo per le bellissime foto che ha deciso di condividere con noi e con i nostri lettori.

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