video suggerito
video suggerito

Le flatulenze possono contaminare una sala operatoria: il dottor Karl Kruszelnicki indaga in uno studio su BMJ

Il dottor Karl Kruszelnicki decide di verificare scientificamente una domanda insolita posta da un’infermiera: se una flatulenza può contaminare un ambiente sterile come una sala operatoria.
A cura di Valeria Aiello
0 CONDIVISIONI
Immagine

Una domanda insolita posta da un’infermiera australiana ha portato a uno degli esperimenti microbiologici più curiosi degli ultimi decenni: le flatulenze possono contaminare una sala operatoria? Il medico australiano e divulgatore scientifico Karl Kruszelnicki, che ha deciso di trasformare quel dubbio in uno studio riportato sul British Medical Journal (BMJ). “Voleva sapere se, durante gli interventi chirurgici, emettere flatulenze in ambiente sterile contaminasse la sala operatoria in cui lavorava, e mi sono reso conto di non saperlo” ha recentemente raccontato durante il suo programma radiofonico a Brisbane. “Ma ero determinato a scoprirlo”. Da quella domanda ha preso forma una piccola analisi di laboratorio ideata insieme al microbiologo Luke Tennet.

Tennet chiese a un suo collega del laboratorio di Canberra di emettere flatulenze verso due piastre Petri, poste a 5 cm di distanza dal corpo, ripetendo il test in due diverse condizioni: una volta completamente vestito e una senza vestiti. Dopo una notte di incubazione, le differenze sono apparse evidenti.

La piastra esposta alla flatulenza con i vestiti addosso non mostrava alcun segno di crescita batterica. Al contrario, sulla piastra che era stata esposta alla flatulenza senza vestiti erano cresciuti due tipi di batteri che di solito si trovano nell’intestino e sulla pelle. “La nostra deduzione è che le colonie enteriche nella seconda piastra Petri siano state causate dalla flatulenza stessa” ha spiegato Kruszelnicki, aggiungendo che la velocità del gas avrebbe spinto anche batteri cutanei presenti sulla pelle.

Il ruolo dei vestiti nella diffusione batterica dalle flatulenze

L’esperimento coordinato da Karl Kruszelnicki e Luke Tennent non aveva l’ambizione di essere uno studio rigoroso su larga scala, ma un’indagine microbiologica nata da una domanda pratica legata agli ambienti sterili. Il dettaglio che emerge con maggiore chiarezza riguarda il ruolo degli indumenti come barriera alla diffusione dei batteri.

Sembra che la flatulenza possa contaminare l’ambiente di una sala operatoria se chi la emette è nudo, ma non se è vestito” ha aggiunto Kruszelnicki. “Le flatulenze che erano passate attraverso gli indumenti non hanno causato la proliferazione di batteri, il che suggerisce che gli indumenti agiscono da filtro”.

Kruszelnicki ha inoltre precisato che i batteri osservati sulla piastra Petri non erano considerati particolarmente pericolosi, ma specie “buone”, paragonabili a quelle presenti nello yogurt. Lo stesso medico australiano ha commentato il risultato con ironia: “La nostra conclusione finale? Non scoreggiate nudi vicino al cibo”. Una battuta che ha contribuito a rendere celebre questo esperimento, citato ancora oggi per come una delle domande più insolite abbia portato a un’indagine di laboratorio.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views