Il tumore di Papa Leone, il nodo della chemioterapia per l’adenocarcinoma polmonare
Partiamo dalle informazioni che conosciamo. L’intervento è riuscito. Alle 22:00 del 13 ottobre è arrivato il primo bollettino medico della Santa Sede. L’operazione a cui si è sottoposto Papa Leone per asportare un nodulo localizzato nel polmone destro è andata a buon fine. Non ci sono state complicazioni. Non solo. Dopo le prime analisi è stato possibile anche definire meglio il problema. Il Pontefice ha un adenocarcinoma polmonare, una forma molto comune di tumore maligno che colpisce il polmone. Secondo i dati pubblicati dal portale della Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro, al momento rappresenta circa il 60% dei casi diagnosticati. Non solo. È anche il tumore più frequente tra i pazienti che non hanno mai fumato. Parliamo di una patologia nota, per cui soprattutto negli ultimi anni sono state sviluppate diverse cure.
Papa Robert Prevost ha 71 anni e secondo le ricostruzioni dei vaticanisti pubblicate in questi giorni è in salute. Gioca a tennis, non ha problemi di peso e sembra che vada anche in palestra regolarmente. Sono tutti fattori che aiutano, o almeno non complicano, il processo necessario per rimettersi completamente dalla malattia. Edoardo Mercadante, direttore dell'Unità operativa complessa di Chirurgia toracica all'Irccs Ifo Istituto nazionale tumori Regina Elena di Roma ha spiegato all’agenzia di stampa Ansa che i prossimi due giorni sono quelli più importanti: “Le prossime 24-48 ore saranno ora le più delicate per stabilire il decorso, ma i primi elementi del bollettino diffuso dopo l'operazione indicano che l'intervento chirurgico è andato bene e si può ipotizzare una rapida ripresa”.
L’intervento chirurgico di Papa Prevost: la Videotoracoscopia
Tutti gli impegni del Pontefice sono stati cancellati fino al 20 ottobre ma se tutto procede tranquillamente è probabile che possa lasciare il decimo piano del Policlinico Gemelli tra cinque o sei giorni. In tempo per partire verso il viaggio apostolico previsto in Sud America a inizio novembre. Papa Leone dovrebbe riprendersi così in fretta grazie all’operazione che è stata fatta. L’asportazione del lobo del polmone interessato dall’adenocarcinoma polmonare è stata possibile grazie a una procedura nota come Videotoracoscopia o VATS (Video-Assisted Thoracic Surgery). Nello specifico, il lobo asportato è quello inferiore del polmone destro. Il polmone destro ha tre lobi, quello sinistro è diviso in due. Oltre al lobo del polmone sono stati asportati anche i linfonodi intratoracici.
Secondo il portale del Policlinico Gemelli si tratta di un intervento che prevede di aprire solo delle piccole incisioni cutanee per poi muoversi all’interno del torace con delle telecamere ad alta definizione che proiettano le immagini su un monitor. Da qui il chirurgo può operare con strumenti specifici, in grado di compiere diverse operazioni. Rispetto agli interventi tradizionali al torace la Videotoracoscopia permette di ridurre il dolore post operatorio e diminuisce i giorni di degenza in ospedale. C’è anche un discorso estetico: invece di avere una cicatrice di 20 centimetri, il paziente avrà solo delle piccole cicatrici in corrispondenza degli accessi.
Le analisi sui tessuti asportati
Per capire esattamente cosa succederà nei prossimi giorni bisogna aspettare le analisi dei tessuti asportati durante l’operazione. Dalle analisi istologiche si potrà capire meglio quale sarà la prognosi. I punti da analizzare secondo le ricostruzioni di questi giorni sono principalmente due: prima di tutto bisogna capire la tipologia esatta di tumore. In secondo luogo verranno analizzati i tessuti asportati dai linfonodi per valutare se anche queste strutture sono state attaccate dal tumore. Da qui bisognerà decidere quali terapie seguire. Prima dei risultati è impossibile dire con esattezza quali cure dovrà seguire il Papa. Nello scenario migliore, quello in cui non ci sono tracce di tumore fuori dalla parte asportata, per Papa Leone potrebbe essere sufficiente l’operazione. Negli altri casi tra le cure previste compare anche la chemioterapia. Qui le indicazioni che troviamo sul portale dell’AIRC:
“Radioterapia e chemioterapia possono essere utilizzate anche prima dell'intervento chirurgico (terapia neoadiuvante) per ridurre le dimensioni del tumore o dopo l’intervento (terapia adiuvante) per eliminare le eventuali cellule tumorali residue”.