Everest, l’urina dei turisti scioglie 154 tonnellate di ghiaccio: lo studio su cosa succede sull’Himalaya
L’urina dei turisti ha un impatto non trascurabile sullo scioglimento dei ghiacciai dell’Himalaya. A rilevarlo è un nuovo studio condotto al Campo base dell’Everest sul ghiacciaio Khumbu, punto di partenza per spedizioni e trekking verso la vetta dal versante sud. Ogni primavera, la presenza di oltre 2.000 persone che vi soggiornano per oltre un mese e mezzo produce migliaia di litri di urina che viene scaricata direttamente nell’ambiente glaciale. I ricercatori hanno calcolato che il calore di tutta questa urina è in grado di sciogliere circa 154 tonnellate di ghiaccio in una sola stagione, oltre che inquinare un ecosistema particolarmente fragile.
Il problema dello scarico di urine si aggiunge all’impatto dell’energia termica rilasciata dal consumo locale di combustibili fossili per cucinare, riscaldare e produrre l’elettricità che alimenta il Campo base dell’Everest.
Nel contesto del cambiamento climatico, i ricercatori hanno esaminato il contributo di queste attività al riscaldamento locale, utilizzando i dati raccolti durante la primavera del 2023 e le informazioni ottenute dai satelliti Landsat. L’analisi ha permesso di ricostruire le tendenze della temperatura superficiale al suolo intorno nell’area del campo e in quella circostante dal 1991 al 2023. I risultati sono descritti in uno studio pubblicato sulla rivista Regional Environmental Change.
Cosa sta succedendo ai ghiacciai dell'Everest
Negli ultimi trent’anni, la zona occupata dal Campo base dell’Everest sul ghiacciaio Khumbu ha registrato un aumento di temperatura quasi doppio rispetto a quello delle aree vicine, mostrando un incremento di 0,28 °C l’anno contro 0,15 °C dell’ambiente circostante che suggerisce come il riscaldamento locale dovuto alle attività umane si sommi a quello legato al cambiamento climatico.
Secondo i calcoli dei ricercatori, nella sola primavera del 2023, questo aumento è stato sufficiente a sciogliere 2.492 tonnellate di ghiaccio e neve, con un margine di errore compreso tra 1.964 e 3.020 tonnellate, equivalenti all’acqua che riempirebbe quasi una piscina olimpionica, pari a circa 16.700 vasche da bagno standard.
“Nel complesso, queste osservazioni forniscono prove a lungo termine che supportano ciò che ho constatato per molti anni sul campo” ha affermato Khim Lal Gautam, ricercatore e autore principale dello studio. “Il ghiacciaio Khumbu al Campo base dell’Everest si sta assottigliando e la protezione del sito dovrà coinvolgere la collaborazione di soggetti di diversi settori, a livello locale e internazionale”.
“Tra le misure necessarie ci sono la riduzione dell’uso di combustibili fossili, il miglioramento della gestione dei rifiuti umani, il rafforzamento del monitoraggio a lungo termine e la valutazione di siti più sicuri per le aree adibite a Campo base, qualora si rendesse necessario il loro trasferimento”.