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“È probabile che le sigarette elettroniche causino il cancro orale e ai polmoni”: lo rivela analisi di 100 studi

Analizzando oltre 100 ricerche condotte tra il 2017 e il 2025, un team di ricerca australiano ha trovato una forte associazione tra l’uso delle sigarette elettroniche e il rischio di cancro orale e ai polmoni.
A cura di Andrea Centini
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“Le sigarette elettroniche a base di nicotina sono probabilmente cancerogene per gli esseri umani che le utilizzano, causando un numero indeterminato di casi di cancro orale e cancro ai polmoni”. È con queste inquietanti parole che si conclude l'abstract di uno dei più importanti studi condotti sui rischi dello svapare, pubblicato proprio oggi, lunedì 30 marzo 2026. Le cosiddette e-cig, introdotte in commercio come alternativa “sicura” al fumo oltre vent’anni fa, da diversi anni sono nel mirino dei ricercatori, ma solo di recente hanno realmente iniziato a mostrare il loro lato oscuro. Se all'inizio, infatti, gli studiosi sottolineavano la necessità di ulteriori prove sui sospetti di cancerogenicità, le ultime ricerche hanno messo sul tavolo sostanziali preoccupazioni. Del resto lo svapare è una pratica giovanissima e, per vedere gli effetti a lungo termine, ci vuole appunto del tempo. Già alla fine del 2023 l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) aveva preso una posizione netta contro le sigarette elettroniche, sostenendo che fanno male e che l'industria del tabacco trae profitto “dalla distruzione della salute”. I risultati del nuovo, approfondito studio di revisione sembrano suffragare il veemente j’accuse dell’OMS.

A condurre il nuovo studio è stato un team di ricerca australiano guidato da scienziati dell'Istituto di Pediatria e Salute del Bambino dell'Università del Nuovo Galles del Sud, che hanno collaborato a stretto contatto con colleghi di diversi centri. Fra quelli coinvolti figurano il Dipartimento di Medicina Toracica del Prince Charles Hospital dell’Università del Queensland; il College of Medicine & Public Health dell’Università di Flinders; la Società Australiana di Oncologia Clinica; il Royal North Shore Hospital dell'Università di Sydney; il Cancer Care Services e altri. I ricercatori, coordinati dal professor Bernard W. Stewart, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver condotto una revisione sistematica di circa cento studi, al fine di valutare qualitativamente la correlazione tra rischio cancerogeno e l’uso delle sigarette elettroniche a base di nicotina.

È interessante notare che i ricercatori hanno incluso solo studi di alta qualità pubblicati tra il 2017 e il 2025, quindi i più aggiornati. “Sebbene l'accumulo di prove epidemiologiche dirette di causalità cancerogena richieda tempo, la cancerogenicità delle sigarette elettroniche è evidente da diverse tipologie di indagine, tra cui, per quanto riguarda gli studi sull'uomo, alcuni case report, ma soprattutto il monitoraggio di biomarcatori di esposizione e biomarcatori di danno che implicano la tumorigenesi”, hanno scritto gli autori dello studio. Hanno poi aggiunto che “indagini di laboratorio complementari sugli aerosol delle sigarette elettroniche e sulle sostanze chimiche che li compongono includono bioassay su roditori e una serie di approcci per chiarire i meccanismi d'azione”. Molti studi di qualità degli ultimi anni basati su questi principi sono stati analizzati nella revisione sistematica.

Incrociando tutti i dati, sono emersi indizi significativi sul rischio cancerogeno delle sigarette elettroniche. Per quanto concerne l'analisi dei biomarcatori, essi rivelano “danni al DNA correlati a metaboliti derivati dallo svapo attribuibili a cancerogeni, tra cui nitrosammine derivate dalla nicotina, composti organici volatili, agenti derivati dagli aromi e alcuni metalli”, evidenziano il professor Stewart e colleghi. Oltre ai danni al DNA sono stati osservati anche “stress ossidativo, alterazioni epigenetiche e infiammazione nei tessuti orali e respiratori”. Sono tutti processi associati allo sviluppo di neoplasie alle alte e basse vie aeree. A tal proposito, uno studio del 2022 aveva trovato associazioni con un rischio specifico di cancro a naso, gola e seni paranasali. Inoltre, gli esperimenti sui topi hanno mostrato che l'inalazione degli aerosol delle e-cig innesca adenocarcinomi polmonari (nel 22,5% dei roditori esposti, contro il 2,5%  osservato nei topi del gruppo di controllo). Sono stati indagati anche casi di giovani definiti “forti svapatori” con tumori orali aggressivi senza altri fattori di rischio. È interessante notare che gli studiosi si sono concentrati solo su persone che svapavano o non svapavano, escludendo dall'analisi coloro che, oltre a svapare, fumavano anche le comuni sigarette (per i fumatori italiani è stato appena reso rimborsabile il farmaco citisina, che aiuta a smettere di fumare con un ciclo di 25 giorni).

A nostra conoscenza, questa revisione rappresenta la determinazione più definitiva del fatto che chi usa le sigarette elettroniche corre un rischio maggiore di cancro rispetto a chi non le usa”, ha affermato il professor Stewart in un articolo che accompagna lo studio. “Considerati tutti i risultati – derivanti dal monitoraggio clinico, dagli studi sugli animali e dai dati sui meccanismi d'azione – è probabile che le sigarette elettroniche causino il cancro ai polmoni e il cancro orale”, ha aggiunto l'esperto. In precedenza altre ricerche avevano trovato associazioni anche con prediabete e insufficienza cardiaca.

I risultati della nuova analisi sono così evidenti che, secondo i ricercatori, non si dovrebbe commettere lo stesso errore fatto con il tradizionale vizio del fumo, quando ci fu un ritardo di circa un secolo tra l'osservazione dei primi segnali preoccupanti e la dimostrazione del legame tra il cancro ai polmoni e le “bionde”. In questo caso abbiamo solo vent’anni di osservazioni, quindi mancano dati epidemiologici a lungo termine di qualità, considerando che certe forme di cancro impiegano anche decenni per manifestarsi; tuttavia, secondo gli scienziati, i segnali sono talmente forti che le autorità dovrebbero prendere immediatamente delle misure sulle sigarette elettroniche. Pur essendo utili per alcuni fumatori abituali a ridurre l'uso delle sigarette tradizionali, esse rischiano di trascinare nel vizio giovani che non avrebbero mai toccato una sigaretta in vita loro (alcune ricerche hanno dimostrato che i giovani svapatori hanno un rischio triplo di diventare fumatori). I dettagli della nuova ricerca “The carcinogenicity of e cigarettes: a qualitative risk assessment” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Carcinogenesis.

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