È il periodo migliore dell’anno per vedere Nettuno, perla blu del Sistema solare: dove trovarlo nel cielo

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Il pianeta Nettuno. Credit: iStock
Siamo nel mese migliore dell’anno per osservare Nettuno, ottavo e ultimo pianeta del Sistema solare. Il 26 settembre 2026 il gigante ghiacciato sarà in opposizione, garantendo la migliore finestra in assoluto per ammirarlo. Ecco dove e come cercarlo nei cieli d’Italia.

Settembre è il mese migliore del 2026 per osservare Nettuno, l'ottavo e ultimo pianeta del Sistema solare. Il gigante ghiacciato, infatti, come indicato nella rubrica “Il cielo del mese” dell'Unione Astrofili Italiani (UAI) sabato 26 sarà in opposizione, una particolare configurazione geometrica che favorisce l'osservazione.

In questi giorni a cavallo tra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno, Nettuno resta a lungo e molto alto nel firmamento, inoltre è anche più vicino alla Terra. Quando raggiungerà l'opposizione, il pianeta si troverà alla minima distanza dal nostro pianeta, ovvero a 28,876 UA (unità astronomiche), “corrispondenti a circa 4.319.722.000 chilometri”, come evidenziato dalla UAI. Una UA, infatti, è pari alla distanza che separa il centro del nostro pianeta da quello del Sole, circa 150 milioni di chilometri.

Nonostante la minima distanza dalla Terra, riuscire a vedere Nettuno a occhio nudo durante l'opposizione è comunque impossibile, anche in cieli molto bui e stellati, privi di inquinamento luminoso. Questo perché il pianeta ha una magnitudine (luminosità apparente) di poco superiore al limite di osservabilità per l'occhio umano, che è circa + 6.0. Ricordiamo che più è basso il valore della magnitudine – anche negativo – migliore è la visibilità di un oggetto celeste: ad esempio la Stella Polare ha un valore di + 1,98; Saturno di + 0,7 (varia da + 0,4 a + 1,2); la Luna Piena di – 12,6 e il Sole, l'oggetto più luminoso della volta celeste, di – 26,74. Per questo motivo, l'unico modo per osservare Nettuno è attraverso strumenti ottici, come un binocolo o un piccolo telescopio. Anche quelli amatoriali per ragazzini (non i giocattoli) sono sufficienti, proprio perché Nettuno è appena al di sopra della soglia di visibilità dell'occhio umano.

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Posizione Nettuno il 26 settembre 2026, nel giorno dell'opposizione. Credit: Stellarium

Ma come si fa a trovare la "perla blu" nel cielo notturno di settembre? Individuarlo è piuttosto semplice, perché in questo periodo dell'anno si trova sempre in compagnia di Saturno, visibile (lui sì a occhio nudo) a pochi gradi di distanza alla sua sinistra. Entrambi sono abbracciati dalla costellazione dei Pesci (in alto) e da quella della Balena (in basso) tra est e ovest nel corso della notte, raggiungendo il culmine a sud. Il “Signore degli Anelli” a occhio nudo si presenta come un dischetto giallognolo-biancastro, che non scintilla come gli astri puntiformi circostanti. I pianeti non brillano come le stelle perché sono più vicini e la loro luce (riflessa dal Sole) non interagisce con l'atmosfera terrestre allo stesso modo. Una volta individuato Saturno, spaziando a pochi gradi sulla sua destra – con strumenti modesti – dovremmo vedere un bellissimo puntino blu, come una preziosa gemma stagliata nel firmamento.

Per chiunque avesse difficoltà a individuare anche Saturno, ci si può aiutare con i planetari virtuali di TheSkyLive, Stellarium e altre applicazioni simili. Quelle per smartphone sono piuttosto comode perché, dopo averle calibrate accuratamente, puntando la fotocamera verso una qualunque porzione di cielo ci indicano esattamente cosa stiamo vedendo dal vivo. Con i moderni telescopi è sicuramente tutto molto più semplice grazie alle montature robotizzate, che permettono allineamenti alla stella polare più o meno rapidi (gli smart telescope di ultima generazione fanno al volo) e la ricerca rapida degli oggetti grazie a cataloghi sconfinati con decine di migliaia di voci tra pianeti, comete, nebulose, galassie, resti di supernova e moltissimo altro ancora.

Ma perché Nettuno in opposizione è più visibile? Come dicevamo, si tratta di una configurazione geometrica in cui un pianeta si trova dalla parte opposta al Sole rispetto alla Terra, quindi si determina un allineamento a 180° del tipo Sole – Terra – Nettuno. In questa condizione, il pianeta raggiunge la massima elevazione nel cielo notturno e resta visibile dall'alba al tramonto, inoltre si trova anche più vicino alla Terra e dunque risulta più luminoso. Se per pianeti lontani come Nettuno la differenza non è così apprezzabile, lo è invece per Marte, Saturno e altri, che appaiono nel firmamento più grandi e splendenti proprio per la maggiore vicinanza. Saturno, ad esempio, raggiungerà l'opposizione all'inizio di ottobre. Non resta che sperare in cieli sereni per ammirare in questi giorni l'ultimo pianeta del Sistema solare, “titolo” conquistato dopo la riclassificazione di Plutone in pianeta nano.

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