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Donna prende l’antibiotico minociclina e si riempie di macchie blu e nere: il caso di iperpigmentazione

Dopo aver assunto l’antibiotico minociclina una donna di 68 anni ha sviluppato estese macchie blu e nere simili a lividi in varie parti del corpo, in particolar modo su braccia e gambe. I medici le hanno diagnosticato l’iperpigmentazione, un effetto collaterale associato all’uso del farmaco.
A cura di Andrea Centini
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Le macchie sulla pelle della paziente. Credit: The New England Journal of Medicine
Le macchie sulla pelle della paziente. Credit: The New England Journal of Medicine

Una donna americana di 68 anni si è riempita di grandi macchie scure simili a lividi su gambe, braccia e altre parti del corpo dopo aver assunto un antibiotico, la minociclina. In un case report pubblicato sul The New England Journal of Medicine, considerata la più autorevole rivista in ambito medico, i medici sono giunti alla conclusione che si è trattato di un effetto collaterale – chiamato iperpigmentazione – già noto per questo farmaco, in particolar modo nei pazienti affetti dalla rosacea, come la protagonista di questa vicenda. Le macchie sono di colore violaceo, grigio, bluastro e nero, proprio come dei lividi.

Nello studio “Skin pigmentation due to minocycline treatment of facial dermatoses” pubblicato sul British Journal of Dermatology (BJD) da specialisti del Dipartimento di Dermatologia dello Stobhill General Hospital di Glasgow (Scozia, Regno Unito), è stato osservato che l'iperpigmentazione si è verificata nel 50 percento dei pazienti che erano in trattamento con minociclina da più di tre anni. Tutti avevano acne o rosacea. “Anche l'età e i danni solari potrebbero essere stati fattori in questo tipo di pigmentazione”, hanno spiegato gli autori dello studio. Nel caso della sessantottenne, tuttavia, le macchie sulla pelle hanno iniziato a emergere appena due settimane dopo l'avvio del trattamento, peggiorando nel corso del tempo.

A descrivere il caso clinico della donna statunitense sono stati i due medici specialisti in Dermatologia Aarti Maharaj e Michael Omar, rispettivamente dello UF Health Jacksonville (un grande centro ospedaliero associato all'Università della Florida) e del Southeast Georgia Health System di Brunswick. Come indicato, la donna soffriva di rosacea e il medico le aveva prescritto un trattamento con l'antibiotico minociclina. L'Istituto Humanitas sottolinea che si tratta di un composto appartenente alle tetracicline utilizzato “per trattare le infezioni causate da diverse specie batteriche che possono colpire le vie urinarie, l’apparato respiratorio e la pelle”. “Ad esempio – prosegue l'istituto – è impiegata nel trattamento dell’acne grave, della gonorrea, della clamidia e delle infezioni da stafilococco resistente alle altre tetracicline”.

L'antibiotico, che agisce bloccando la sintesi delle proteine dei batteri, può essere assunto sia come compresse o capsule orali sia per via endovenosa, in base alle necessità. Tra gli effetti collaterali avversi, oltre alla sopracitata iperpigmentazione, figurano anche disturbi gastrointestinali (come nausea e diarrea), veritigini, tosse, gonfiore alla lingua, dolori muscolari (mialgia) e articolari, rash cutanei, cefalea, decolorazione alle unghie e molto altro.

Credit: The New England Journal of Medicine
Credit: The New England Journal of Medicine

La paziente statunitense ha iniziato a sviluppare le prime macchie appena due settimane dopo l'inizio della terapia a base di minociclina, continuando a espandersi nel corso delle sei settimane successive. Al momento della visita, come raccontato da LiveScience, l'iperpigmentazione aveva coinvolto gambe (le prime a essere colpite), braccia e lati della lingua. I medici hanno determinato che si trattava specificatamente di una iperpigmentazione di tipo II, che riguarda principalmente la pelle sana degli arti. La tipo I coinvolge quella infiammata e cicatrizzata del viso, mentre la tipo III colpisce tutte le parti del corpo esposte al sole (i raggi ultravioletti sembrano catalizzare la formazione e l'intensità delle macchie). Sebbene possa volerci molto tempo, l'iperpigmentazione di tipo I e II tende a sparire, mentre la III può lasciare segni permamenti.

Curiosamente, lo sviluppo di questo effetto collaterale, in genere, avviene dopo una lunga terapia a base di minociclina, ma alcuni casi clinici come quello della donna mostrano una manifestazione rapida, legata probabilmente al dosaggio. Non è chiaro come si determini l'iperpigmentazione, ma i medici ritengono che sia dovuto al metabolismo del farmaco, con alcuni metaboliti che si legano al ferro e si accumulano nei macrofagi (un po' come fanno i pigmenti dei tatuaggi). L'associazione con la melanina può intensificare ulteriormente il colore scuro delle macchie.

Come spiegato dalla Mayo Clinic, “nella maggior parte dei casi, l'iperpigmentazione non è pericolosa per la vita né contagiosa”, tuttavia, aggiunge, “può essere fonte di stress o causare disagio legato al proprio aspetto”. Il dermatologo può proporre diverse vie per il trattamento, come l'uso di retinoidi topici, peeling chimico, terapia laser e farmaci specifici alla stregua di acido azelaico, idrochinone e niacinamide. Chiaramente, dopo la sospensione dell'antibiotico responsabile, quando è coinvolta la minociclina. I dettagli della ricerca “Minocycline-Induced Hyperpigmentation” sono stati pubblicati sul The New England Journal of Medicine.

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