Cos’è la malattia della pioggia, sintomi e perché si chiama così. Bassetti: “Non si contrae sotto un acquazzone”
La malattia della pioggia, o dermatofilosi, è finita sotto i riflettori dopo la comparsa di diversi casi in Europa, un fenomeno insolito per un’infezione considerata rara nell’uomo. A causarla è il batterio Dermatophilus congolensis, un patogeno noto soprattutto in ambito veterinario ma, che secondo gli ultimi dati dell’ECDC, al 20 agosto 2026 ha fatto registrare 123 casi in dieci Paesi europei, con le segnalazioni più numerose in Francia, Spagna, Germania e Austria.
Il suo nome, spiega l’infettivologo Matteo Bassetti, può trarre in inganno. “La malattia della pioggia non si contrae camminando sotto un acquazzone, né è un’influenza che viene quando piove. È una malattia della pelle, un’infezione cutanea che si manifesta con papule e pustole simili ad acne, piccole croste, desquamazione e prurito localizzato”.
Negli ultimi due mesi, i casi di malattia della pioggia sono aumentati soprattutto in Spagna, dove sono saliti a 23, e sono emersi anche in Svizzera (6), Olanda (3), Danimarca (1) e Regno Unito (1). In Austria, le diagnosi sono invece passate da 17 a 20, mentre in Francia, Germania, Norvegia e Svezia i casi registrati, rispettivamente 40, 17, 10 e 4, erano già stati segnalati a giugno 2026.
Cos’è la malattia della pioggia e perché si chiama così
La malattia della pioggia è un’infezione della pelle nota come dermatofilosi, causata dal batterio Dermatophilus congolensis che colpisce principalmente gli animali, in particolare i bovini e i cavalli, ma che può manifestarsi anche nell’uomo. In ambito veterinario è conosciuta come “rain scald”, letteralmente “ustione da pioggia”, o “rain rot”, che significa “marciume da pioggia”, da cui deriva l’espressione italiana “malattia della pioggia” legata alle condizioni che favoriscono l’infezione.
“Viene chiama così perché il batterio prolifera negli ambienti molto umidi” osserva Bassetti. “Una cute a lungo umida o piccole abrasioni facilitano l’ingresso del microrganismo”.
Come si trasmette la dermatofilosi
La dermatofilosi, o malattia della pioggia, è un’infezione che generalmente viene trasmessa da animali infetti o superfici contaminate, ma che negli ultimi mesi ha assunto una dimensione epidemiologica diversa, con casi umani collegati tra loro. È proprio questo aspetto ad aver richiamato l’attenzione delle autorità sanitarie, che suggeriscono “un possibile cambiamento” nella modalità di diffusione di Dermatophilus congolensis, con “prove a supporto della trasmissione da uomo a uomo” attraverso il contatto pelle-pelle, in particolare in ambienti umidi.
“Le autorità sanitarie hanno riscontrato cluster legati ad atleti, frequentatori di saune e contesti di rapporti intimi” ha sottolineato Bassetti.
Quali sono i sintomi della malattia della pioggia
I sintomi della dermatofilisi interessano la pelle e si manifestano come lesioni cutanee localizzate, con papule e pustole simili alla follicolite, piccole croste e desquamazioni, spesso accompagnate da prurito. Solitamente “Le lesioni possono comparire su viso, tronco, arti e area inguinale” spiega Bassetti.
Le lesioni cutanee sono generalmente lievi, anche se in letteratura sono stati descritti anche rari casi di coinvolgimento dell’esofago e della mucosa orale. La diagnosi si effettua tramite analisi di laboratorio.
Come si cura l’infezione da dermatophilus congolensis
Nei casi descritti finora in Europa, l’infezione ha avuto generalmente un decorso lieve, senza sintomi sistemici e con una buona risposta alla terapia antibiotica, applicata localmente o assunta per via orale, a seconda del quadro clinico e dell’estensione delle lesioni.
“Nessun allarme sanitario, quindi, ma è utile la prevenzione” ha aggiunto Bassetti. “ Asciugarsi sempre bene e curare l’igiene personale dopo l’uso di spazi umidi condivisi”.