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Cos’è il norovirus e come si trasmette il virus intestinale: i sintomi negli adulti e nei bambini

I Norovirus sono tra le principali cause di gastroenterite, che si manifesta con vomito, diarrea e dolore addominale. Ecco come si trasmette e cura l’infezione del virus intestinale.
A cura di Andrea Centini
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Ricostruzione 3D di un norovirus. Credit: NIAID
Ricostruzione 3D di un norovirus. Credit: NIAID

Tra le principali cause di gastroenterite vi sono le infezioni da Norovirus, un genere di virus a RNA a singolo filamento identificato per la prima volta all'inizio degli anni '70 del secolo scorso. Il nome è legato a una città dell'Ohio, Norwalk, dove nel 1968 scoppiò un significativo focolaio del patogeno non ancora isolato. Uno dei ceppi prende proprio il nome di Virus di Norwalk. Come specificato dall'Istituto Superiore di Sanità (ISS) e dagli autorevoli Manuali MSD per operatori sanitari, i norovirus sono estremamente contagiosi – bastano pochissime particelle virali per innescare l'infezione – e si trasmettono sia attraverso gli aerosol che per via orofecale. Non a caso gli alimenti e l'acqua contaminata sono tra i principali motori degli eventi epidemici, che colpiscono prevalentemente ambienti circoscritti come navi da crociera, casa di cura e scuole. Proprio in una scuola elementare di Castenaso, in provincia di Bologna, a febbraio 2023 scoppiò un significativo focolaio, con 170 tra alunni e professori colpiti dal patogeno. Nella zona del Tonale ad aprile del 2024 è stato imposto il divieto di utilizzare l'acqua di rubinetto per scopi alimentari tra le province di Brescia e Trento, a seguito del rilevamento del patogeno e conseguente diffusione di casi di gastroenterite acuta tra residenti e turisti. Tra i sintomi più comuni dell'infezione vi sono vomito, diarrea e dolori addominali, analoghi a quelli di una gastroenterite di altra origine. Fortunatamente si risolvono in tempi rapidi. Ecco cosa c'è da sapere sulle infezioni da Norovirus.

Come avviene il contagio e come si trasmette il Norovirus

I Norovirus si trasmettono sia tramite il contatto tra persone che attraverso l'interazione con alimenti, acqua e superfici contaminate. Come specificato dall'ISS, sono sufficienti 10 particelle virali per provocare l'infezione, un dato che sottolinea l'estrema contagiosità di questo genere di virus. La trasmissione tra singole persone può avvenire tramite aerosol – come quelli generati da un positivo che vomita o dallo sciacquone del bagno – che per via orofecale, ma la causa principale alla base dei significativi focolai epidemici è normalmente dovuta alle contaminazioni di acqua e cibi. L'ISS specifica che la maggior parte dei casi deriva proprio da queste due fonti. Il virus, ad esempio, può contaminare una cisterna d'acqua o una catena di distribuzione alimentare e infettare tutti i suoi fruitori. Tra gli alimenti più a rischio figurano i frutti di mare, frutta e verdura crude, spezie e in genere i cibi freddi. I contagi possono verificarsi durante tutto l'anno, ma gran parte di essi si concentra nelle stagioni fredde, come indicato dai Manuali MSD. Del resto è noto che il freddo favorisce l'aggressione da parte dei patogeni, sia per motivi logistici (si sta più tempo al chiuso e con altre persone) che per ragioni biologiche e immunitarie, legate alle basse temperature.

Norovirus al microscopio elettronico. Credit: NIAID
Norovirus al microscopio elettronico. Credit: NIAID

Quali sono i sintomi del virus intestinale

Il periodo di incubazione, cioè la finestra temporale che intercorre tra l'esposizione al Norovirus e la comparsa dei primi sintomi, è di appena 12 – 48 ore. Tra essi i più caratteristici sono vomito, diarrea acquosa e crampi addominali, cioè quelli di una significativa gastroenterite. Il vomito è solitamente preponderante nei piccoli, mentre negli adulti lo è la diarrea senza sangue. Possono comparire anche una leggera febbre, mal di testa (cefalea) e dolori muscolari (mialgia). Normalmente i sintomi svaniscono nell'arco di 1 – 3 giorni. Tra le potenziali complicazioni più significative vi è la disidratazione, soprattutto per i bambini, gli anziani e i soggetti fragili con condizioni metaboliche e cardiocircolatorie, come indicato dall'Istituto Superiore di Sanità.

Cosa fare in caso di contagio da Norovirus

Normalmente si guarisce spontaneamente da un'infezione da Norovirus entro una sessantina di ore, dunque è sufficiente stare a casa e al riposo facendo attenzione ai liquidi, supportandosi anche con brodi e soluzioni se necessario. In alcuni casi, tuttavia, la gastroenterite può essere talmente severa da richiedere il ricovero in ospedale (nel caso del bolognese nessuno è finito in ospedale). Non esiste un trattamento specifico contro l'infezione da questo patogeno, ma solo una terapia di supporto (con liquidi ed elettroliti) e in caso di grave disidratazione si può intervenire con farmaci specifici, come antiemetici e antidiarroici. I Manuali MSD sottolineano che i farmaci contro la diarrea vanno somministrati solo a pazienti adulti (con più di 18 anni) e solo dopo aver confermato che non è presente sangue nella stessa. Questi farmaci, spiegano gli esperti, possono infatti peggiorare la condizione di pazienti con infezioni batteriche causate da Clostridioides difficile o Escherichia coli. Naturalmente le persone contagiate devono stare a riposo, lavare accuratamente le mani e non stare a contatto con i cibi condivisi fino a 72 ore dopo la guarigione. Non esiste un vaccino per prevenire il contagio da Norovirus, inoltre l'immunità scaturita dall'infezione naturale è di breve durata, pertanto ci si può infettare più e più volte.

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