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Cosa succede al corpo con il caldo di queste settimane: disidratazione, cali di pressione e cuore sotto stress

In queste settimane di caldo torrido, il corpo cerca di mantenere la propria temperatura ideale sudando e dilatando i vasi sanguigni. Così facendo la pressione si abbassa, il cuore è costretto a lavorare di più e, senza un’adeguata integrazione di liquidi, si rischia la disidratazione e lo stress termico degli organi.
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L'Italia e l'Europa stanno attraversando settimane di caldo torrido, con temperature ben oltre le medie stagionali che molto probabilmente ci accompagneranno fino a luglio inoltrato. Fa così caldo che perfino la Tour Eiffel è diventata un po' più alta a causa della dilatazione termica. Ovviamente anche il nostro corpo ne risente. Per difendersi dal clima torrido, l'organismo mette in moto una serie di meccanismi di adattamento che hanno l'obiettivo di mantenere stabile la temperatura interna, indispensabile per il corretto funzionamento di organi e apparati. Se però le temperature rimangono troppo elevate, il cuore è costretto a lavorare di più, aumenta la perdita di liquidi e possono comparire sintomi come spossatezza, capogiri e cali di pressione. Ecco perché capire cosa succede al corpo durante le ondate di calore è fondamentale per riconoscere i segnali di allarme e proteggere la salute, soprattutto nei bambini, negli anziani e nelle persone con patologie cardiovascolari.

Perché il caldo influenza la nostra salute

Innanzitutto è bene capire perché il calore ha un impatto tanto importante sulla salute. Normalmente il nostro organismo mantiene una temperatura interna stabile intorno ai 37°C grazie a un efficiente sistema di termoregolazione. Quando la temperatura esterna aumenta, il corpo cerca di disperdere il calore, soprattutto attraverso la sudorazione. Il sudore, evaporando sulla pelle, aiuta infatti a raffreddare l'organismo. Tuttavia, durante le giornate molto afose o in presenza di elevata umidità, questo meccanismo incontra maggiori difficoltà. Se il sudore non riesce a evaporare correttamente, il calore corporeo si accumula e la temperatura interna può aumentare rapidamente, mettendo sotto stress diversi organi, compresi cuore e cervello.

Gli effetti del caldo su cuore e circolazione

Nel tentativo di raffreddarsi, il corpo dilata i vasi sanguigni della pelle, un fenomeno chiamato vasodilatazione periferica. In questo modo una maggiore quantità di sangue raggiunge la superficie corporea e può disperdere più facilmente il calore nell'ambiente. Questa strategia, però, ha un costo. Per compensare il calo di pressione e garantire un adeguato apporto di ossigeno a organi e tessuti, il cuore deve aumentare la frequenza e la forza delle proprie contrazioni anche in condizioni di riposo o di sforzo minimo. Tutto diventa più faticoso, il battito accelera e possono verificarsi svenimenti, mal di testa e capogiri.

Nei soggetti più fragili ciò può provocare un'eccessiva riduzione del flusso sanguigno. Per questo motivo, come ricorda il sito dell'Humanitas, le persone con patologie cardiovascolari risultano particolarmente vulnerabili durante le ondate di calore, visto che la vasodilatazione può favorire le ischemie.

Disidratazione: uno degli effetti più comuni del caldo

A rendere la situazione ancora più impegnativa è la disidratazione, che la letteratura scientifica cita tra le insidie più comuni legate al caldo. La sudorazione rappresenta il principale sistema di raffreddamento dell'organismo, ma comporta anche una significativa perdita di liquidi e sali minerali. Se questi liquidi non vengono integrati a sufficienza – principalmente bevendo, ma anche mangiando frutta e verdura – si può andare incontro alla disidratazione, ossia quel fenomeno che si verifica quando l'organismo perde più liquidi di quanti ne riesca ad assimilare. La carenza di acqua e minerali come sodio e potassio può causare debolezza, stanchezza, crampi muscolari e un ulteriore affaticamento di cuore e reni. Anche per questo gli esperti raccomandano di bere regolarmente durante tutta la giornata, senza aspettare di avere sete.

Stress da calore: i sintomi da non sottovalutare

Quando il corpo non riesce più a compensare efficacemente l'aumento della temperatura, può verificarsi il cosiddetto stress da calore. Si tratta di un momento critico in cui l'organismo non è più in grado di mantenere la temperatura per il corretto funzionamento delle normali attività fisiologiche.

I sintomi più frequenti includono forte sudorazione, debolezza, capogiri, nausea, mal di testa, tachicardia e pressione bassa. Nei casi più gravi possono comparire confusione e disorientamento. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, lo stress da calore rappresenta una delle principali cause di morte correlate alle condizioni meteorologiche e può aggravare malattie cardiovascolari, respiratorie, diabete e altre patologie croniche.

Con il caldo la pressione si alza o si abbassa?

Quando il nostro fisico è sottoposto ad alte temperature, la pressione tende ad abbassarsi. Come abbiamo spiegato prima, la vasodilatazione dei vasi sanguigni e la perdita di liquidi attraverso il sudore riducono infatti la pressione arteriosa. È per questo che in estate molte persone avvertono vertigini, senso di debolezza o persino svenimenti, soprattutto quando si alzano bruscamente da una posizione sdraiata o seduta. Questo non significa però che il cuore lavori meno. Al contrario, deve aumentare il proprio impegno per mantenere una corretta circolazione sanguigna. In alcune situazioni particolari, soprattutto in soggetti vulnerabili o già ipertesi, uno stress termico molto intenso può provocare temporanei rialzi pressori, ma si tratta di casi meno frequenti rispetto al calo della pressione.

Come proteggersi durante le ondate di calore

Per ridurre i rischi legati alle alte temperature, l'OMS ricorda l'importanza di mantenersi ben idratati, evitare l'esposizione al sole nelle ore più calde e rinfrescare il corpo quando possibile. Anche semplici accorgimenti, come bagnare la pelle con acqua fresca o immergere mani e piedi in acqua, possono favorire la dispersione del calore corporeo. In presenza di sintomi persistenti come capogiri, debolezza marcata, nausea o alterazioni dello stato di coscienza, è opportuno spostarsi immediatamente in un ambiente fresco e consultare un medico. Il colpo di calore, infatti, rappresenta una vera emergenza sanitaria che richiede un intervento tempestivo.

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