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Alzheimer, farmaco a base di rame ripristina la memoria ed elimina le placche dal cervello in test di laboratorio

I ricercatori hanno determinato che un farmaco sperimentale a base di rame è in grado di ripristinare la memoria e ridurre sensibilmente le placche di beta amiloide in test di laboratorio. Speranze contro il morbo di Alzheimer, la principale forma di demenza al mondo.
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Un farmaco a base di rame ha ripristinato la memoria e ridotto sensibilmente l'accumulo di placche di beta-amiloide nei topi con la forma murina dell'Alzheimer, la principale demenza al mondo. L'aspetto più interessante di questo studio preclinico, al di là dei risultati significativi ottenuti comunque su modelli animali, risiede nel fatto che il farmaco – il diacetil bis(4-metil-3-tiosemicarbazone) di rame chiamato Cu(ATSM) – è già da tempo in sperimentazione contro la sclerosi laterale amiotrofica (SLA), il morbo di Parkinson e altre malattie neurodegenerative. Ciò significa che i test sull'uomo e la potenziale approvazione da parte delle autorità sanitarie di regolazione come la Food and Drug Administration (FDA) e l'Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) potrebbero essere molto più vicini rispetto ad altri farmaci sperimentali in corso di valutazione.

C'è un gran bisogno di terapie efficaci contro l'Alzheimer e le altre forme di demenza, non solo perché ad oggi non esiste una cura, ma anche perché i promettenti trattamenti basati sugli anticorpi monoclonali (come il donanemab) sono stati recentemente ridimensionati da un'approfondita revisione condotta da scienziati della prestigiosa associazione sanitaria Cochrane, secondo la quale i loro effetti sarebbero “limitati o nulli”. Studi specifici avevano invece determinato che queste terapie possono rallentare il declino cognitivo e la progressione della malattia fino al 35-39 percento, se assunti nella fase iniziale della patologia.

A determinare che il farmaco sperimentale Cu(ATSM) a base di rame è stato in grado di ripristinare la memoria e rimuovere le placche di beta amiloide nel cervello di modelli murini con Alzheimer è stato un team di ricerca australiano guidato da scienziati dell'Istituto di Scienze Farmaceutiche Monash dell'Università Monash di Parkville, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi della Facoltà di Chimica e Istituto di Scienze Molecolari e Biotecnologie Bio21e dell'Istituto Florey di Neuroscienze e Salute Mentale dell'Università di Melbourne. I ricercatori, coordinati da Joseph A. Nicolazzo e Jae Pyun del centro di Somministrazione, distribuzione e dinamica dei farmaci presso l'istituto australiano, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver sottoposto modelli murini di tipo APP/PS1 (con Alzheimer familiare) a un ciclo di trattamento col principio attivo.

L'accumulo di proteine “appiccicose” di beta-amiloide e i grovigli di tau nel cervello sono strettamente associati alla demenza e alla neurodegenerazione. Nei pazienti con queste condizioni la glicoproteina P (P-gp), un trasportatore che permette di rimuovere a livello della barriera emato-encefalica (BBB) queste proteine, non funziona efficacemente e quindi il lavoro di pulizia viene compromesso. Il farmaco a base di rame è progettato proprio per intervenire sui minuscoli vasi cerebrali cerebrali e ripristinare l'efficacia di queste pompe che eliminano le placche.

In topi di 10 mesi trattati con una dose di 30 mg/kg ogni giorno (per 56 giorni) di Cu(ATSM) i ricercatori hanno osservato benefici significativi sotto diversi punti di vista. Il farmaco non solo ha ripristinato l'abbondanza della glicoproteina P (P-gp) di oltre il 24 percento e aumentato le concentrazioni di rame nel cervello di circa il 230 percento, ma ha anche abbattuto del 42,1 percento le placche di beta amioloide tossica. Ciò si è riflesso in un miglioramento significativo dell'apprendimento e della memoria spaziale a lungo termine nei topi, valutati attraverso l'esperimento standardizzato del labirinto di Barnes.

Questo è il primo studio a dimostrare che il Cu(ATSM) può aumentare del 24,1% l'abbondanza delle pompe di eliminazione P-gp in un modello di Alzheimer, collegando di fatto la riparazione della barriera emato-encefalica a una riduzione delle proteine tossiche e a un miglioramento della funzione cognitiva”, ha affermato il dottor Pyun in un comunicato stampa. “Migliorando il funzionamento delle pompe neuronali, il cervello può finalmente eliminare le scorie accumulate. Nell'arco di 56 giorni, il trattamento ha ridotto la beta-amiloide tossica del 42% e migliorato l'apprendimento spaziale di quasi il 44%”, ha aggiunto l'esperto. “Il Cu(ATSM) è un composto di rame con proprietà antinfiammatorie e neuroprotettive che è già giunto alla fase di sperimentazione clinica per patologie come il morbo di Parkinson e la SLA”, gli ha fatto il professor Nicolazzo, aggiungendo che questi risultati preclinici “supportano fortemente la logica di testare questo farmaco nelle fasi iniziali sintomatiche della malattia di Alzheimer.

Recentemente uno studio portoghese pubblicato sulla rivista scientifica Frontiers in Human Neuroscience ha determinato che il modo in cui si scrive può essere un segnale di declino cognitivo, che è uno dei sintomi principali dell'Alzheimer, mentre una ricerca australiana ha evidenziato che ascoltare musica ogni giorno è associato a una significativa riduzione del rischio di demenza. Una importante ricerca cinese pubblicata nel 2024 ha invece rilevato che i segnali dell'Alzheimer possono essere colti fino a 18 anni prima della comparsa dei sintomi. I dettagli della nuova ricerca “Cu(ATSM) Restores Blood–Brain Barrier Abundance of P-Glycoprotein and Improves Cognitive Function in the APP/PS1 Mouse Model of Alzheimer’s Disease” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica ACS Chemical Neuroscience.

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