Sono saliti a mani nude sulle torri della cattedrale in fiamme, tentando con le gru di spegnere il rogo che ha quasi distrutto il simbolo della loro città e della civiltà europea. Un ruolo fondamentale nell‘incendio di Notre Dame a Parigi è stato giocato dagli oltre 500 vigili del fuoco che con coraggio hanno preso parte alle operazioni di spegnimento e messa in sicurezza della struttura. Hanno lavorato per circa 10 ore per riportare sotto controllo la situazione e all'alba di questa mattina sono riusciti a entrare nella chiesa, documentando come la Croce e l'altare centrale si siano miracolosamente salvati, circondati da fumo e macerie.

All'esterno, centinaia di persone guardavano attonite il loro intervento con continui getti d'acqua, con i quali cercavano di smorzare il fuoco che ha fatto collassare la guglia, il tetto e la volta della cattedrale. Per questo al passaggio dei mezzi dei pompieri il silenzio che regnava in tutta Parigi veniva spezzato dagli applausi partecipati della folla per i loro eroi, coloro che sono riusciti a scongiurare il collasso completo della struttura, simbolo indiscusso dell'identità dei francesi e dei cristiani, per altro senza utilizzare i tanto discussi canadair, gli aerei cisterna generalmente impiegati per spegnere gli incendi boschivi, perché il violento getto dell'acqua avrebbe potuto provocare anche maggiori alla cattedrale.

Anche il presidente francese Emmanuel Macron ha avuto parole di riguardo per i pompieri: "Ringrazio i vigili del fuoco che sono intervenuti e che hanno dimostrato un coraggio estremo. Sono stati circa 500 i vigili del fuoco mobilitati". Un corpo, questo, che nelle ultimi disastri, anche in Italia, si è sempre fatto trovare pronto per scongiurare il peggio. Si ricordi, ad esempio, il loro intervento nel corso del terremoto del Centro Italia e durante il crollo del Ponte Morandi, quando il capo dello Stato Sergio Mattarella li aveva definiti un "esempio di amore e di coraggio per il prossimo".