Conosciuto negli ambienti cattolici per essere tra gli organizzatori del Family Day, contestatore delle unioni civili e della teoria del gender, il neo-senatore leghista Simone Pillon ancor prima di sbarcare a Palazzo Madama ha già trovato un'altra battaglia a favore dei bambini da combattere, quella contro la stregoneria a scuola. Detta così potrebbe anche sembrare un'ironica boutade, ma come segnalato da Giornalettismo, nella giornata di ieri il senatore del Carroccio ha scritto un post su Facebook criticando furentemente le "lezioni di stregoneria" impartite ad alcuni bambini della scuola elementare di Mocasina dalla scrittrice e cantastorie Ramona Paranzan e annunciando un'interrogazione parlamentare sul tema. Pietro dello scandalo, secondo Pillon, sarebbe in particolare la lettura di un libro sulla magia durante una lezione. "Ramona Paranzan ha spiegato ai bambini come agissero le streghe, con pozioni e amuleti, e incredibilmente ci sono genitori che temono che ora i loro figli possano essere posseduti, come è stato scritto in un gruppo Facebook di cattolici conservatori. Una denuncia assurda, incredibilmente accolta da Simone Pillon", racconta Giornalettismo, che ha documentato l'ennesima battaglia dei cattolici integralisti.

Secondo i seguaci di Pillon, la lettura di questo libro potrebbe portare al possedimento dei bambini, i quali dunque si troverebbero a combattere contro il male contro il proprio volere. "Nelle scuole della mia Brescia, dopo il Gender, sono arrivati a imporre la stregoneria, ovviamente all’insaputa dei genitori. Vogliamo insegnare ai nostri bambini l’italiano, la matematica, l’arte, la musica e lasciar perdere queste porcherie? Appena insediato farò una interrogazione parlamentare su questa vergognosa vicenda, perché è la Costituzione a garantire il diritto dei genitori, e solo dei genitori, a educare i propri figli", ha scritto Pillon su Facebook, denunciando la deriva della scuola pubblica.

Come proseguirà la battaglia di Pillon contro la "stregoneria" a scuola solo il tempo potrà dircelo, sembra però che tra le priorità del neo-senatore, stando a un'intervista concessa pochi giorni fa a Interris.it, ci sia in realtà l'abrogazione delle unioni civili, storica battaglia combattuta dai cattolici del Family Day: "La legge Cirinnà è anticostituzionale in almeno due passaggi. Non è infatti possibile equiparare le unioni civili al matrimonio e su questo punto la Corte Costituzionale, con la sentenza 138/10 è stata molto chiara. La relazione familiare è solo quella fondata sul rapporto stabile tra un uomo e una donna oppure sulla relazione genitoriale. Ogni altra relazione, pur preziosa, non è famiglia e non può essere trattata come tale. Se tutto è famiglia niente più è famiglia. Inoltre è palese il fatto che mediante le unioni civili sta entrando in Italia per via giurisprudenziale l’adozione gay e la legalizzazione dell’utero in affitto. Dobbiamo fermare tutto questo scempio, e lo dobbiamo fare per il bene dei figli. La legge Cirinnà andrà cancellata dall’ordinamento giuridico. Potranno invece restare i patti privati mediante lo strumento del contratto, sui quali non abbiamo mai avuto nulla da dire”, ha dichiarato Pillon.