Né manovre correttive né una patrimoniale. Ad assicurarlo, stavolta, è anche colui che tiene i conti dello Stato e che meglio di chiunque altro conosce la situazione economica del Paese: il ministro delle Finanze, Giovanni Tria. Ospite della trasmissione ‘Mezz’ora in più’ su Rai 3, Tria assicura che “nell’anno in corso non ci saranno manovre correttive: quanto è stato deciso nella legge di Bilancio verrà attuato senza che questo comporti la violazione degli impegni presi con la Commissione europea, in termini di deficit strutturale”. Allo stesso modo, per il ministro dell’Economia una patrimoniale è da escludere per un motivo molto semplice: “Non c’è il rischio e sono contrario perché colpirebbe al cuore dei risparmi degli italiani e avrebbe un impatto distruttivo sui consumi e sulla crescita. Solo parlarne causa una tale incertezza che è un danno per l’economia, bisogna stare attenti perché si crea solo allarme”.

La flat tax è l’altro tema affrontato durante l’intervista dal ministro dell’Economia: “L’obiettivo è noto: la maggioranza di governo è contraria a un aumento dell’Iva ma al tempo stesso vuole andare avanti ad una riforma fiscale che va in direzione di una flat tax”. Tria afferma ancora che “una correzione della progressività delle aliquote che penalizza il ceto medio è un tipo di riforma che mi sento di sostenere a pieno”. Però, le scelte rimangono rimangono politiche: “C’è anche la possibilità di rivedere più o meno profondamente la spesa pubblica. Non è che le risorse siano così limitate ma è importante capire dove si mettono".

Tria aggiunge ancora: “Le misure che stiamo prendendo in questi giorni di sostegno all’economia, ci sarà, speriamo, un impatto positivo, ma limitato sul tasso di crescita di quest’anno”. Il che vuol dire che in caso di crescita, sarà comunque “ovviamente molto bassa”. E per il futuro non ci sono grandi speranze: “Siamo in una situazione di forte incertezza sulla crescita a livello globale. Non siamo in recessione, siamo in presenza di un rallentamento”. E, inoltre, il secondo semestre potrebbe portare “uno scenario peggiore”.