La nave dell'ong Open Arms è ripartita per una nuova missione ieri pomeriggio, da Palma di Maiorca. A bordo, insieme ai volontari, dopo il deputato di LeU Erasmo Palazzotto, che ha assistito al salvataggio di Josefa, e al recupero dei cadaveri di una donna e di un bimbo, questa volta è salito il segretario di Sinistra italiana Nicola Fratoianni: "Non posso prevedere per quanti giorni rimarrò imbarcato, dipende da quello che accadrà. Faremo una vera e propria staffetta, ci alterneremo per dare una mano all'equipaggio: è il nostro modo per tenere aperti gli occhi su quello che sta succedendo nel mar Mediterraneo", ha raccontato a Fanpage.it, parlando dal telefono satellitare dell'ong. Prima di imbarcarsi Fratoianni ha scritto un tweet, per annunciare l'inizio della missione: "La Open Arms e il suo equipaggio stanno per ripartire. E io con loro", completando il messaggio con l'hashtag "#dapadre", con un voluto riferimento alle parole del ministro degli Interni Matteo Salvini.

La nave Open Arms, se le condizioni del mare lo permetteranno, arriverà in zona Sar nella notte di mercoledì: "Nel frattempo i medici a bordo ci stanno preparando per affrontare le emergenze, e ci stanno spiegando quali sono le principali manovre di salvataggio e messa in sicurezza dei naufraghi che potremmo incontrare nel nostro viaggio". A bordo della nave dell'ong in questo momento, come ha spiegato il segretario di Sinistra italiana, ci sarebbero circa 19 persone, tra cui anche un giornalista freelance dell'Associated Press e un fotografo. Ognuno svolge quotidianamente le proprie mansioni, che vanno dalla pulizia alla guardia del ponte di comando. "Mi trovo qui perché è giusto attivarsi in questo momento, ognuno secondo le proprie possibilità. Bisogna dire chiaramente da che parte si sta: se dalla parte di chi salva le vite o dalla parte di chi lascia morire i migranti in mare", ha dichiarato Fratoianni.

E intanto il titolare del Viminale ha continuato ad attaccare l'ong: "La nave Ong Open Arms sta dirigendo verso il canale di Sicilia (possibile destinazione zona SAR libica). Altre provocazioni in vista? Vi tengo informati!", ha scritto su Facebook Salvini, pubblicando anche una mappa navale.  

"L'unica provocazione è quella che continua a riproporre Matteo Salvini, che invece di fare il suo lavoro, garantendo la sicurezza dei cittadini, mette a repentaglio la vita di persone innocenti" – ha replicato Nicola Fratoianni – "Io vedo solo un ministro che trascina sempre più il suo Paese nella vergogna, calpestandone l'onore, e la credibilità, rinnegando il fatto che in passato ci siamo distinti proprio nell'accoglienza. L'unica risposta alla violenza delle sue esternazioni può essere da parte nostra quella di metterci la faccia, il nostro tempo. Quando la logistica lo consente insomma noi rispondiamo con la mobilitazione. Salvini offende chi ha svolto il proprio compito a servizio della comunità in nome della solidarietà, cioè le organizzazioni umanitarie". 

"Torniamo là dove le vite sono perse senza senso. E andremo tutte le volte necessarie finché ci saranno persone in pericolo di morte", ha infatti annunciato l'ong prima di salpare. La denuncia per omissione di soccorso è stata presentata contro la Guardia costiera libica e non contro il governo italiano, come era stato detto in precedenza: "In relazione ai fatti avvenuti durante l’intervento di salvataggio compiuto il 17 luglio 2018, il direttore e fondatore di Proactiva Open Arms, Oscar Camps, e molti dei volontari presenti a bordo della Open Arms durante l’ultima missione, hanno presentato presso la Procura di Palma di Maiorca, una denuncia contro:

1) Il Capitano della motovedetta libica 648 “Ras al-Jadar” MMSI 642124567, membro della Guardia Costiera libica e il comandante di eventuali altre imbarcazioni libiche intervenute in quelle stesse ore, per omissione di soccorso e per aver causato la morte di due persone.

2) Il Capitano del mercantile “Triades”, IMO n°9350082, battente bandiera panamense, per omissione di soccorso e omicidio colposo

3) Chiunque abbia responsabilità dirette o indirette o sia stato coinvolto a qualunque titolo nell’aver determinato gli esiti di quell’evento drammatico.

"Open Arms ha voluto puntare il dito contro i diretti responsabili della vicenda. Ma questo non significa che non ci sia sfiducia nei confronti del governo italiano, che da una parte è intenzionato a tenere chiusi i porti, e dall'altra alimenta un clima d'odio nei confronti dei migranti e nei confronti dei volontari. La versione fornita dai libici è semplicemente ridicola, piena di incongruenze. Domani il nostro deputato Erasmo Palazzotto ne darà una dimostrazione durante la conferenza stampa a Montecitorio", ha concluso Fratoianni.