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4 Febbraio 2020
10:49

Huma, 14 anni. Per i giudici il matrimonio con il suo rapitore è legale: “Ha già avuto il ciclo”

Anche se la vittima è minorenne, le nozze tra lei e il suo rapitore restano valido perché, per la Sharia (legge islamica), una volta avuto il primo ciclo mestruale una bambina di qualsiasi età può contrarre matrimonio. Huma Younus, pakistana cristiana, è scomparsa da casa il 10 ottobre, da allora i suoi genitori non l’hanno più vista.
A cura di Biagio Chiariello
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Alla storia di Huma Younus si aggiunge un altro capitolo tutt'altro che felice. Lo scorso ottobre la 14enne pakistana residente a Zia Colony, Karachi, è stata rapita, dopo essere stata violentata, convertita con la forza e data in sposa a un uomo musulmano. La famiglia ha tentato in ogni modo di riportare in salvo la figlia, contestando la veridicità dell’atto di conversione presentato dai rapitori. Da ultimo, ha lanciato un appello alla Corte di giustizia della provincia del Sindh affinché il matrimonio fosse dichiarato nullo.

La decisione dell'Alta Corte

Ieri 3 febbraio, i due giudici Muhammad Iqbal Kalhoro e Irshad Ali Shah, hanno stabilito che, anche qualora Huma fosse minorenne, il matrimonio tra la giovanissima e il suo rapitore Abdul Jabbar resterebbe comunque valido  dal momento che secondo la Sharia, la legge islamica che vige nei Paesi musulmani, una volta avuto il primo ciclo mestruale una bambina di qualsiasi età può convolare a nozze.

La reazione della famiglia di Huma

Amarissima la reazione di Nagheena Younus, padre della ragazza: "È l'ennesima sconfitta della giustizia e l'ennesima riprova che lo Stato non considera i cristiani dei cittadini pachistani".  Sulla carta esiste una legge, il Child Marriage Restraint Act, entrato in vigore nel Sindh nel 2014, ma fino a questo momento non è mai stato applicato. “Speravamo che la norma potesse essere applicata per la prima volta in questo caso ma evidentemente in Pakistan queste leggi vengono formulate e approvate soltanto per accreditare il Paese agli occhi della comunità internazionale, chiedere fondi per lo sviluppo e commerciare gratuitamente i prodotti pachistani nel mercato europeo”, ha affermato l’avvocatessa Tabassum Yousaf, che ha difeso la famiglia di Huma.

14enne cristiana rapita e convertita

La 14enne è stata sequestrata il 10 ottobre scorso. Tre uomini hanno atteso che fosse da sola per entrare in casa e sequestrarla. Il rapimento è stato registrato dalla polizia solo dopo due giorni a seguito di varie pressioni. La madre Nagina in tal senso ha sempre lamentato l’inerzia della polizia. Dopo qualche giorno la famiglia ha ricevuto i documenti dell’avvenuta conversione e matrimonio di Huma con un musulmano di nome Abdul Jabar. Nagina contesta la data dei documenti, secondo cui la Huma si sarebbe convertita il giorno stesso del rapimento. “Non è possibile”, spiega, perché la località in cui è stata portata Huma, Dera Gazi Khan, si trova a circa 600 km da Karachi. “È troppo distante – sottolinea la donna – e si impiegano diverse ore di viaggio per raggiungerla. Per noi, i documenti sono falsi. Vogliamo che intervenga il tribunale”.

Huma è sparita

La  ragazzina si sarebbe dovuta recare a processo per testimoniare davanti al giudice, ma non si è presentata all’udienza. Interrogato sull'assenza della ragazza, ieri il poliziotto incaricato delle indagini Akhtar Hussain si è limitato a dire che la giovane era stata convocata. “Non sappiamo nemmeno se sia ancora viva” dicono i genitori. La prossima udienza è fissata per il 4 marzo, purtroppo però anche qualora fosse attestato che Huma è minorenne, il verdetto dei giudici di ritenere le nozze valide, inibisce qualsiasi possibilità che Jabbar venga condannato per i reati di rapimento e matrimonio forzato.

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