A dare l'annuncio è stato il presidente americano Donald Trump: gli Usa hanno ucciso in un raid nello Yemen il leader locale di al Qaeda Qasim al-Raymi. "Per ordine del presidente – si legge in un comunicato diffuso dalla Casa Bianca – gli Usa hanno concluso un'operazione antiterrorista nello Yemen che ha eliminato il leader di al-Qaeda Qasim al-Raymi". Già nei giorni scorsi il New York Times aveva dato notizia dell'uccisione di al-Raymi scrivendo di un raid aereo Usa, intorno all'8 gennaio, nel Paese e citando fonti della sicurezza americana. Ora le indiscrezioni di stampa sono state confermate. Il leader di al Qaeda Al Raymi, quarantuno anni, era da mesi nel mirino dell'intelligence americana e la Cia aveva individuato la sua collocazione lo scorso novembre, grazie a informatori locali. Nato in Yemen e addestrato nei campi di al-Qaeda in Afghanistan, al Raymi era stato in carcere per cinque anni con l'accusa di aver pianificato l'uccisione dell'ambasciatore americano nel Paese. Uscito dal carcere un anno dopo l'arresto, aveva iniziato ad assumere potere all'interno di al Qaeda e nel 2009 era apparso in un video con altri tre jihadisti per rilanciare l'immagine del gruppo.

Su di lui pendeva una taglia da 10 milioni di dollari – Il dipartimento di Stato americano aveva posto sulla sua testa una taglia di cinque milioni di dollari per chi avesse fornito informazioni utili alla sua cattura e di dieci milioni di dollari a chi avesse favorito la sua eliminazione fisica come sospetto per l'attentato contro l'ambasciata di Washington a Sanàa nel 2008. L'uccisione di Qasim al-Raymi rappresenta un duro colpo alla cellula yemenita di al-Qaida, considerata la più potente della Rete. Nella nota della Casa Bianca si legge che al-Raymi si era unito ad Al-Qaida negli anni Novanta, lavorando in Afghanistan per Osama bin Laden. Sotto la sua guida, il gruppo terroristico "ha commesso violenze incalcolabili contro civili in Yemen e ha cercato di compiere e ispirare numerosi attacchi contro gli Usa e le nostre forze".